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Little Big Adventure: venticinque anni di fiaba videoludica

Quando uscì nell’ottobre del 1994 riuscì a ricavarsi una discreta fetta di appassionati, diventando un piccolo grande capolavoro tutt’ora scolpito nella mente di tanti ragazzi che furono. Stiamo parlando di Little Big Adventure

Ci sono videogiochi in grado di attecchire nell’immaginario e nella memoria dei giocatori, in particolar modo di trovare terreno fertile nelle menti emozionali e creative di età preadolescenziale, in un prolifico ibrido fra le fantasie di un bambino e la nascente capacità di pensiero critico.

È proprio in questo frangente di pubblico che Little Big Adventure è riuscito a dare il meglio di sé, grazie alla sua trama fiabesca ed una tecnica artistica in grado di mescolare perfettamente uno stile grafico che ricorda il mondo dei giocattoli all’oscurità della tirannia. Il risultato è una miscela agrodolce capace di creare una particolare empatia fra giocatore e protagonista, nel comune desiderio di ridare al piccolo grande mondo di Little Big Adventure quell’armonia spensierata che le è stata ingiustamente strappata via.

È proprio in occasione del venticinquesimo anniversario dall’uscita di quest’opera che vogliamo porgerle il giusto tributo, nel tentativo di far conoscere una piccola perla a chi se l’he persa e di rievocarne la memoria a chi ne ha condiviso il viaggio.

Sviluppo e distribuzione

Il titolo, sviluppato dalla francese Adeline Software International, nacque dalla mente creativa di Frédérick Raynal, già creatore del celebre Alone in the Dark che gettò le basi del genere survival horror.

Il gioco venne distribuito in Europa da Electronic Arts (e in Italia da CTO), e nel resto del mondo da Activision. Da questa frammentazione derivano anche le molteplici nomenclature con cui il gioco è conosciuto. Se infatti in Europa è noto appunto come Little Big Adventure (LBA per gli amici), nei suoi territori Activision lo distribuì col titolo di Relentless: Twinsen’s Adventure.

Comunque lo si voglia chiamare, il gioco riuscì a distinguersi grazie a caratteristiche particolarmente all’avanguardia per l’epoca quali la conta poligonale, la fluidità delle animazioni, la libertà di azione e il comparto audio stereo. Ma andiamo per ordine e analizziamo LBA in ogni suo aspetto.

lba little big adventure

Cronache del prescelto

L’intera vicenda si svolge su Twinsun: un piccolo pianeta situato in una zona remota della propria galassia. La sua conformazione è piuttosto insolita per noi abituati all’eliocentrismo: Twinsun si trova infatti in perfetto equilibrio gravitazione fra due soli posti ai suoi poli (da qui il suo nome twin-sun: soli gemelli). A livello geografico il pianeta si compone di un sistema di nove isole, poli caldi e desertici e una lunga catena montuosa coperta di ghiacci che si estende lungo tutta la linea dell’equatore.

Particolarmente ricco di vita, Twinsun accoglie quattro diverse razze senzienti che vivono in pace fra di loro:

  • Quetch: umanoidi coi capelli raccolti in lunghe code di cavallo
  • Lapinoidi: conigli bipedi particolarmente slanciati
  • Grobo: bassi e dalle sembianze di elefante
  • Bobolli: tozzi e dalla forma tondeggiante

Anche per quanto riguarda la sua parte più spirituale, LBA si discosta dall’immaginario a cui siamo abituati. Se infatti a tutte le culture della Terra è istintivo e iconografico abbinare la divinità al cielo, al contrario su Twinsun la dea Sendell vive al centro del pianeta con l’incarico di vegliare su una non meglio definita “entità stellare” ancora in fase embrionale.

La vita sulla pacifica Twinsun scorreva tranquilla finchè un tiranno, un Quetch di nome FunFrock, ne assoggettò la popolazione grazie alle sue conoscenze in ambito di clonazione (anche se la natura meccanica dei cloni li fa assomigliare più a dei droidi) e alla capacità di teletrasportare i cloni in ogni parte del pianeta. Ma il vero pericolò arrivò quando le ricerche di FunFrock rivelarono, in perfetta corrispondenza con il polo nord, il Pozzo di Sendell: un tunnel da cui era possibile arrivare fino alla divinità ed assumerne i poteri. Il pozzo tuttavia era chiuso ermeticamente e, come recitava una antica profezia, solo l’eletto chiamato da Sendell avrebbe potuto attraversarlo per acquisirne i poteri e salvare il mondo dalla tirannia.

E così, mentre FunFrock iniziava i lavori di escavazione per aprire il pozzo con la forza, un Quetch di nome Twinsen (che significa “figlio di Twinsun”), iniziò ad avere degli strani sogni in cui Sendell lo avvertiva del pericolo imminente: se FunFrock fosse arrivato fino a lei, l’entità stellare sarebbe morta portando il pianeta alla distruzione.

Imprigionato come sovversivo a causa dei suoi sogni, Twinsen inizierà così la sua piccola grande avventura attraverso tutta Twinsun, che lo porterà a compiere la profezia e a sconfiggere FunFrock.

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Comportamenti e magia

Little Big Adventure è un action adventure con visuale isometrica arricchito da una leggera spolverata di meccaniche RPG. Queste ultime si manifestano unicamente nell’aumento del livello di magia in alcuni momenti ben precisi della trama, ovvero al ritrovamento di 4 oggetti magici specificati nella profezia: la tunica, il libro di Bu, il medaglione di Sendell e una boccetta di acqua pura. La magia di Twinsen altro non è che una sfera di fuoco con cui potrà abbattere gli avversari a distanza e che aumenterà di potenza al ritrovamento dei sopraccitati elementi magici. All’incremento del livello di magia inoltre, si prolungherà la capienza della barra del mana indispensabile per far rimbalzare la sfera e guadagnarne quindi in gittata.

Per muoversi ed interagire con l’ambiente circostante Twinsen avrà a disposizione 4 diversi modelli comportamentali: normale, sportivo, aggressivo e discreto. Il cambio fra un comportamento e l’altro andrà a modificare significativamente sia il set di animazioni, sia l’utilizzo che si farà del tasto azione (in questo caso la barra spaziatrice). Ma andiamo a vederli in dettaglio:

  • Normale: Twinsen cammina, la barra servirà ad interagire con NPC ed elementi dello scenario.
  • Sportivo: Twinsen corre, la barra permetterà di eseguire dei salti fondamentali in tutte le sezioni platform dell’avventura.
  • Aggressivo: Twinsen cammina (anche se sarebbe più opportuno dire che barcolla con fare poco raccomandabile) e la barra servirà a sferrare calci e pugni per abbattere gli avversari.
  • Discreto: Twinsen si muove silenziosamente, fondamentale per le sezioni stealth. La barra permetterà di sedersi.

C’è uno squilibrio piuttosto marcato nell’utilizzo che si fa dei vari modelli comportamentali. Buona parte degli spostamenti avverrà infatti in modalità sportiva (perché camminare quando si può correre?) relegando l’unica utilità del comportamento normale alla sola interazione ambientale. C’è tuttavia una fastidiosa controindicazione allo spostamento in modalità sportiva: quando infatti si incrocerà il passo con un ostacolo, Twinsen ci sbatterà sonoramente contro perdendo una minima parte di energia.

Il comportamento aggressivo invece risulta certamente quello meno utile. Considerato che buona parte dei nemici è dotato di armi da fuoco, risulterebbe piuttosto stupido (se non impossibile) avvicinarsi per un combattimento in mischia, relegando di fatto tutti gli scontri al quasi esclusivo uso alla sfera (che è possibile lanciare a prescindere dal comportamento). La modalità aggressiva sarà quindi utile o nei rarissimi casi in cui ci trovassimo ad affrontare dei nemici disarmati, o a seguito del ritrovamento della sciabola magica (l’arma più potente del gioco) durante le fasi finali dell’avventura.

La modalità discreta invece risulta fondamentale durante alcune sezioni di gioco che richiedono di muoversi non visti (come ad esempio la rapina al museo) e assolutamente inutilizzata durante tutte le altre. L’unica eccezione è rappresentata da momenti in cui è necessario fare lanci di sfera piuttosto complessi. La sfera infatti segue una traiettoria differente in base al comportamento impostato al momento del lancio e, laddove la distinzione fra gli altri tre comportamenti risulta decisamente trascurabile, in modalità discreta seguirà una parabolica verso l’alto in grado di superare eventuali ostacoli davanti a noi.

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Giocattoli e sinfonie

Come dicevamo, a livello tecnico e artistico LBA era all’avanguardia sotto diversi punti di vista.

I fondali 2D riuscivano a comporre un’ottima prospettiva isometrica arricchita da un livello di dettaglio considerevole per l’epoca. Le striature sulle piastrelle e le tracce di infiltrazioni d’acqua lungo alcune pareti erano solo alcuni dei particolari in grado di fare la differenza a livello visivo. Diversi elementi del fondale, in particolare gli alberi, presentavano delle forme e delle superfici talmente lucide da sembrare costruiti con pongo o plastilina, dando l’impressione che l’intera vicenda si svolgesse all’interno di un mondo di giocattoli.

I modelli dei personaggi e degli oggetti in movimento erano invece realizzati completamente in 3D, dotati di una buona conta poligonale, di animazioni fluide e pulite, oltre che di un notevole sistema di ombreggiature. Basti vedere l’animazione della corsa di Twinsen e osservare le sfumature della sua tunica blu per farsi un’idea.

Tuttavia è a livello audio che Little Big Adventure raggiungeva davvero l’eccellenza. Il comparto sonoro infatti sfruttava appieno le grandi innovazioni che in quegli anni traghettarono i PC dai gracchianti MIDI all’audio stereo. Basti pensare che LBA è uno dei primi giochi in assoluto ad avere i dialoghi interamente doppiati (anche se non in italiano), la cui riproduzione però aveva problemi a livello volumetrico rispetto alla musica di sottofondo, che spesso ne rendeva difficile la comprensione.

È la colonna sonora tuttavia ad essere il vero fiore all’occhiello dell’intera produzione. Composta dal francese Philippe Vachey, Le 9 tracce audio spiccano tutt’ora per una qualità compositiva eccellente in grado di far immergere emotivamente il giocatore nelle magiche atmosfere del gioco. Si va dal potente “The Quest” carico di atmosfere solenni e misteriose, a “The Rebels” dalle musicalità allegre e sinfoniche insieme; dalla oscura “In The Temple” dagli archi arabeggianti e le enigmatiche scale di pianoforte, alle compassate e discrete sonorità di “Village”. Ma il vero capolavoro compositivo è “Lba’s Theme” (tema reso più allegro e ritmato nella versione del 1997 per LBA2), capace di riassumere quel senso di fiaba e semplicità trasmesso dal piccolo mondo di Twinsun e dai suoi abitanti.

Insomma, un mix sinfonico in grado di enfatizzare profondità e potenza emotiva in una trama ed una ambientazione già particolarmente ispirate.

Inoltre, proprio in occasione del venticinquesimo anniversario dall’uscita, su Kickstarter è stata fatta una raccolta fondi per un riarrangiamento della colonna sonora da parte dello stesso Vachey, e una sua riedizione in digitale, CD o vinile, ulteriormente arricchita da tanti gadget a tema LBA a disposizione delle tasche più generose. Sono inclusi nel progetto anche i brani dell’ancor migliore colonna sonora di LBA2 (composta sempre da Vachey), rendendo questo prezioso pacchetto davvero ghiotto per tutti i fan della serie. A tal proposito, nonostante la campagna si sia già conclusa con successo, è ancora possibile acquistare una copia della colonna sonora seguendo il link riportato sulla pagina kickstarter.

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LBA: the day after

Vista l’esplosione del fenomeno PlayStation, Little Big Adventure subì un porting sulla nuova nata di casa Sony nell’anno 1997. Nel 1999 il titolo raggiunse quota 500 mila copie vendute.

Nel 1997 vide la luce Little Big Adventure 2, sempre sviluppato da Adeline Software e sempre sotto la regia di Raynal. In LBA2 il giocatore tornava a vestire nei panni di Twinsen in una nuova avventura che, sebbene ispirata e riuscita, appariva un po’ forzata a livello narrativo dopo il finale chiuso e soddisfacente del primo capitolo. Il gioco fu comunque più che apprezzato e riuscì a far ulteriormente appassionare i fan al mondo di gioco e ad alcuni personaggi che ottenevano un ruolo ben più centrale rispetto al primo capitolo.

Fra il 2011 e il 2015 LBA e LBA2 sono arrivati anche su GOG e Steam, mentre un poco soddisfacente porting mobile curato da Dotemu e unicamente del primo capitolo, è arrivato su iPhone e Android nel 2014.

Nel frattempo sul web, fra remake home made e sentimenti nostalgici, l’ormai risicata community di Little Big Adventure si è arresa da anni all’idea che il tanto a lungo sospirato LBA3 non arriverà mai.

Insomma, nonostante la sua memoria sia stata pian piano sepolta sotto migliaia di altri giochi e innovazioni tecnologiche accumulate negli ultimi venticinque anni, Little Big Adventure rimane un titolo indimenticabile per coloro che hanno avuto la fortuna di giocare a questa semplice e sinfonica fiaba.

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