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O Maidens In Your Savage Season: Commento episodio 11

Se l’ottavo episodio di O Maidens In Your Savage aveva spinto sull’acceleratore, questo qui mette il turbo al massimo. Ma non tanto verso il finale, piuttosto verso l’assurdo. Quanto successo questa settimana non se l’aspettava nessuno, però per questa volta mi appello alla facoltà di riservare il mio giudizio. Questo perché mi rifiuto di credere che Mari Okada sia improvvisamente impazzita. La verità è che voglio vedere dove vuole andare a parare, ma non posso nascondere di essere preoccupato. D’altronde più acceleri e più è facile schiantarsi. In tutta onestà, a parte quelle Kazusa e Sonezaki, le vicende delle protagoniste mi sembrano troppo lontane dal poter ricevere una degna conclusione col tempo che rimane. Siamo praticamente prossimi alla fine, e la serie continua ad aggiungere carne al fuoco. Però non voglio disperarmi, confido nel miracolo.

Sono rimasto abbastanza confuso dalla senpai Hongo questa settimana. Lo scorso episodio aveva apertamente dichiarato di non essere più interessata a Milo, eppure quest’oggi cambia rotta. Mi ero persino già preparato all’arrivo di un qualche nuovo pretendente, però magari erano solo aspettative mie (?). Per adesso, comunque, non posso che confrontarmi con la realtà: non ho la più pallida idea di come andrà a finire la sua storia. Quel che è certo è che mi piacerebbe vederla felice, scrivendo dei romanzi grazie all’ispirazione di un amore alla sua portata. E a proposito di romanzi, mi dispiace vedere che la sua “vita lavorativa” sia improvvisamente scomparsa dal palcoscenico. Alcuni personaggi come l’editor e la sua assistente mi sembravano promettenti, però alla fine anche loro si sono rivelati una semplice comparsa. Occasione sprecata, peccato

Un’altro che spreca le occasioni è Saegusa. Il vecchio ha avuto praticamente l’opportunità della vita, e menomale che è andata a finire come sappiamo. Inutile dire che Nina è stata fortunata, perché conoscendolo avrebbe potuto benissimo escogitare un qualche piano pericoloso. Detto questo, sono davvero contento che Nina si sia finalmente resa conto di quanto sia disgustoso (e no, non c’era bisogno di farlo capire anche a me con quelle inquadrature rivoltanti). La nostra piccola modella sembra aver voltato pagina, però Izumi continua ad essere un chiodo fisso nella sua mente. Ovviamente non riesco ancora a capire per quale ragione (oltre all’irresistibile bellezza di Nina) Saegusa abbia improvvisamente deciso di tornare sui suoi passi per quanto riguarda la questione della purezza, però ormai è chiaro che il personaggio non verrà mai approfondito. E lo dico con la speranza d’essere nel torto.

O Maidens In Your Savage

Kazusa nel frattempo riesce finalmente a chiarirsi con Nina. Il loro confronto è un evento che aspettavo da tempo per due ragioni. La prima, quella irragionevole, la sapete già: se fosse arrivato prima i due personaggi si sarebbero risparmiati parecchi problemi. Ed ecco spiegato il motivo per cui è irragionevole — perché non possiamo pretendere che una storia risolva immediatamente gli intrecci della sua trama. Certo, potremmo chiedere di fondarli su delle basi un po’ più solide, però alla fine questi sono dei difetti intrinsechi nel genere che è difficile evitare (salvo eccezioni).

Il che ci conduce alla seconda ragione, ad un altro “difetto del genere”: i triangoli d’amore. Se avete visto qualche anime (o letto manga) romance, vi sarete sicuramente imbattuti nella classica scena in cui due amiche, innamorate dello stesso ragazzo, si chiariscono appellandosi ad una “sana competizione”. Ecco, questo è un problema. E non perché sia sbagliato, anzi, ma perché è una raffigurazione eccessivamente idealistica dell’amicizia. Il messaggio dietro è magnifico: mai sacrificare la propria amicizia per l’amore, ma la realtà è che le cose sono ben più complesse di così.

E tutto questo è esattamente ciò che ho visto nell’episodio di O Maidens In Your Savage… o almeno così credevo. Perché esattamente dopo aver pronunciato quelle parole, Kazusa si rimangia tutto. Ammette di non pensare veramente quello che ha detto, e anzi corre da Izumi per “farlo suo”. O Maidens In Your Savage Season ha già dimostrato più volte che i cliché non sono un qualcosa da evitare bensì da contestualizzare efficacemente all’interno della storia, ma questo è proprio un ceffone diretto al genere. Approvo.

Insomma, Kazusa ne fa finalmente una buona, però subito dopo torna a fare danni. E questa volta sono belli grossi. Dopo essersi rimproverata, tra l’altro proprio dinanzi a Momoko, di aver pensato soltanto a se stessa durante le vicende con Nina, la ragazzina si dimostra nuovamente incapace di percepire che nella sua amica c’è qualcosa che non va. E questo qualcosa non è certo il fatto che le piacciano le donne, come lei invece le fa pensare rispondendo alla domanda, bensì che ha semplicemente bisogno di sostegno. E dato che è palese il fatto che lei non possa darglielo, non mi resta che sperare che la ragazzina trovi un punto di riferimento. Una persona che possa capirla e che sappia indirizzarla. Qualcuno che le dica che lei è perfetta così com’è.

O Maidens In Your Savage

Nel frattempo, comunque, Izumi non vuole farlo con Kazusa. Questo vuol dire che non la ama? Assolutamente no, vuol dire che non c’è fretta. Che è, pensandoci su, un problema un po’ per tutte le protagoniste. Le nostre signorine vogliono diventare donne in un batter d’occhio e credono che fare “quella cosa” sia il modo più veloce per farlo. La verità, però, è che se fosse così semplice allora il periodo adolescenziale non sarebbe più un problema. Mi ha fatto anche piacere vedere Milo ergersi a paladino della giustizia per difendere le nostre guerriere, un comportamento che non mi sarei aspettato da un “codardo”, come lui stesso si definisce. Che il suo rapimento sia la scintilla che faccia scattare l’amore nei suoi confronti da parte della professoressa? Chi lo sa, staremo a vedere.

L’ultimo aggiornamento sul piano tecnico risale all’ottavo episodio di O Maidens In Your Savage, e come sapete il giudizio non è stato eccellente. Devo ammettere, però, che dal nono in poi le cose sono migliorate… per quanto possibile. Questa serie non passerà certo alla storia per la brillante direzione registica o per le sue incredibili animazioni, però alla fine il suo lavoro lo fa bene, a tratti anche più che bene. Fino ad ora l’unico ad osare qualcosa in più è sempre stato Masahiro Ando, che, indovinate un po’, è un po’ la star di questi ultimi episodi, dove l’atmosfera si fa sensibilmente più cupa. Ad inquadrature più creative, il regista alterna dei primi e i primissimi piani semplici ma comunque efficaci attraverso i quali cattura con efficacia le vibranti emozioni che invadono i personaggi.

Il montaggio stabilisce un ritmo narrativo che rimane sempre piacevole da guardare nonostante il già menzionato incupimento dei toni, e collabora all’unisono con le soundtrack per smorzarli dolcemente con quelli più leggeri. Sul fronte delle animazioni c’è poco da sottolineare dato che, salvo eccezioni, l’anime non ha mai brillato particolarmente da questo punto di vista. Alcuni layout di determinate scene rilevanti sopperiscono alla quasi totale assenza di movimento proponendo quanto meno un senso di profondità alquanto notevole, complici sempre dell’idea di fondo del nostro Ando ma che vengono comunque tradotte con risultati solidi dagli animatori nel prodotto finale.

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L'autore

Matteo Mellino

Matteo Mellino, sul web Mr. Gozaemon.
Tormenta continuamente amici e familiari parlando dell'argomento che più lo affascina e al quale dedica tutto il suo tempo libero: l'animazione giapponese.
Più pigro di Spike, testardo quanto Naruto ma sempre positivo come Gon.

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