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The Dark Pictures: Man of Medan, la recensione: l’horror che si perde nella prevedibilità

Man of Medan

The Dark Pictures: Man of Medan vi porta all’interno di una spaventosa nave militare fantasma. Ecco la nostra recensione!

Il team di sviluppo dell’apprezzato Until Dawn, Supermassive Games, è tornato su console e PC insieme a Namco Bandai con un altro survival horror: The Dark Pictures Anthology. Questo intrigante progetto proporrà nel corso dei mesi a venire una serie di avventure horror indipendenti dalla trama e si baserà su miti e leggende narrate da un personaggio immaginario che si pone come grande esperto di questi racconti. Ogni gioco, quindi, avrà sia personaggi che ambientazioni uniche e indipendenti tra di loro. Il primo titolo di questo progetto è Man of Medan e si tratta di un’avventura caratterizzata da una fitta sequenza di scelte e conseguenze da cui dipenderà il destino dei personaggi. Il viaggio può essere affrontato sia in singolo che in cooperativa online o locale, la scenografia è comunque quella di una spaventosa nave fantasma. Scopriamo insieme di più su questo tanto interessante quanto contorto progetto.

Una vacanza sulla nave fantasma 

La prima avventura horror dell’antologia ha inizio con un prologo ambientato alla fine degli anni ’40 che racconta nel complesso cosa è avvenuto all’interno dell’Ourang Medan, una nave dell’esercito americano utilizzata per il trasporto di un carico molto particolare e inquietante. Dopo aver assistito alla spaventosa distruzione di qualsiasi forma di vita all’interno della nave, veniamo catapultati ai giorni nostri. Qui interpretiamo un gruppo di ragazzi nettamente diversi tra di loro, ma legati da rapporti sentimentali, di parentela o di affari che decidono di noleggiare una barca con lo scopo di divertirsi ed esplorare i fondali marini del Pacifico Meridionale con la speranza di trovare interessanti relitti mai visti prima. Nonostante la gita inizi con delle piccole divergenze tra i vari protagonisti, essa finisce, a causa di spiacevoli eventi, con i cinque ragazzi isolati a bordo della spaventosa nave fantasma Ourang Medan.

La storia non brilla certamente per originalità e presenta non pochi buchi di trama, ma nonostante la lentezza iniziale essa diviene più avvincente e accattivante man mano che ci avviciniamo alla fine. Un climax molto gradito, ma non costante e con alcune situazioni fin troppo prevedibili nonostante la possibilità di diverse scelte. La caratterizzazione dei personaggi è invece eccellente e il loro comportamento e modo di reagire alle situazioni varia davvero in base alle scelte che noi prendiamo.

Morire o impazzire? A voi la scelta!

Dal punto di vista del gameplay, Man of Medan è una classica avventura horror caratterizzata dalla presenza di una trama non lineare grazie ad un sistema di scelte da parte del giocatore. I dialoghi offrono quasi sempre tre possibili risposte: una è sempre neutrale, le altre due sono legate all’aspetto emotivo o all’intelletto del personaggio. In base alle scelte intraprese, determinati eventi cambieranno, le relazioni tra i personaggi si modificheranno, alcuni luoghi non potranno essere visitati, qualcuno morirà e al contempo si arriverà, quindi, a diversi finali. Chiaramente non esistono decisioni giuste o sbagliate, ma solo quelle che più piacciono ed interessano al giocatore in quei pochi secondi di durata del timer di selezione. Questo, per forza di cose, regala una buona rigiocabilità perché invita il giocatore a scoprire tutte le varie opzioni.

Un importante compito è svolto dal menù di gioco il quale consente di monitorare costantemente tutti i tratti caratteriali di ogni personaggio e il rapporto che vi è tra di loro. È presente anche una “Bussola Mortale” che registra ogni scelta principale effettuata, ovvero quelle che influenzano maggiormente il prosieguo della storia. Ogni tanto comparirà anche il Curatore (accennato nell’introduzione di questa recensione) che fornirà indizi e suggerimenti che possono essere seguiti o totalmente ignorati a nostro rischio e pericolo. Un altro aiuto è rappresentato dai quadri che sono in grado di predire il futuro tramite Premonizioni che, oltre a svelare ciò che potrebbe succedere ad un determinato personaggio, forniscono importanti suggerimenti sulle possibili strade da seguire. Il giocatore ha inoltre la possibilità, seppur limitata, di esplorare l’ambiente di gioco così da poter cercare collezionabili, segreti e analizzare e interagire con vari elementi dello scenario, anche spaventosi.

C’è poca vera e propria azione, ma quella presente è caratterizzata dai Quick Time Event molto enfatici in questa tipologia di gioco. Riescono infatti a coinvolgere mantenendo sempre viva l’attenzione soprattutto perché, a volte, compaiono all’improvviso e il margine di errore è bassissimo. I Quick Time Event richiedono tempismo e reattività nella pressione dei tasti, pertanto riescono ad aumentare notevolmente la tensione anche perché consapevoli che ogni errore avrà delle ripercussioni negative su qualche personaggio. In alcune sessioni di gioco si attiva la modalità “Mantieni la calma” ovvero un minigioco in cui è richiesto premere dei tasti in corrispondenza del ritmo delle pulsazioni cardiache del protagonista che stiamo controllando in quel momento.

Il sistema di gioco è praticamente identico a quello di Until Dawn poiché a turno si controllano diversi personaggi ognuno con diverse caratteristiche. Qui però notiamo più diramazioni della trama e a causa di questo elevato numero, alcune risultato abbastanza prevedibili o fin troppo forzate andando anche a stonare con la trama generale e con il ritmo di gioco. Anche la stessa esplorazione permette di avere sbloccare opzioni per differenti finali, ma alcune sessioni di esplorazione diventano noiose e poco incisive a causa di alti e bassi nel ritmo generale del racconto.

Per ovviare a questi problemi è presenta la modalità multiplayer sia online che in locale che consente di affrontare l’intera avventura in presenza di amici. Nell’online si può giocare insieme ad uno dei nostri amici presenti in lista, accedendo alla “Modalità Cinema”, invece, è consentita la cooperativa in locale con massimo cinque persone. La più interessante è ovviamente quella online perché le scelte intraprese dal secondo utente potrebbero essere misteriose qualora decidessimo di non comunicare tra di noi (questo è impossibile che succeda in cooperativa locale perché per prendere una decisione si deve per forza parlare e le scelte sono visibili a tutti gli altri giocatori).

In tutte e due le modalità si possono, comunque, osservare scene inedite, reperire informazioni extra e osservare la storia da altri punti di vista aumentando notevolmente la longevità che si attesta, comunque, sulle 6 ore di gioco. Questo però è uno stimolo in più per rigiocare il titolo sia in singolo che a maggior ragione in compagnia di amici.

Espressioni facciali meravigliose, doppiaggio un po’ meno

Man of Medan è un gioco solido che però non fa miracoli. Si basa su un ottimo Unreal Engine 4 che su PC fa la sua buona figura, tranne per alcune animazioni a volte poco piacevoli. Non è raro osservare ad esempio dei problemi di caricamento delle texture, di Ghosting quando muoviamo un personaggio in alcune ambientazioni e di input lag, quest’ultimo fastidiosissimo soprattutto nei Quick Time Event. La realizzazione tecnica dei personaggi è invece a tratti strabiliante con delle espressioni facciali meravigliose e che riescono ottimamente a trasmettere le giuste emozioni. Peccato per il doppiaggio italiano molto altalenante che in alcuni contesti risulta quasi grottesco e insensato per tonalità di voce, accento e vocabolario. Menzione di merito per la colonna sonora e i suoni ambientali sempre precisi e consoni all’ambientazione e al contesto narrativo.

Infine, l’ambiente di gioco è suggestivo e ricco di dettagli. Gli effetti particellari, l’illuminazione e il livello di dettaglio sono davvero poco criticabili soprattutto quando vengono ancora più arricchiti da una lore profonda che si potrà scoprire solo esplorando ogni angolo dell’Ourang Medan anche al costo di spaventarsi con qualche jumpscare.

In conclusione…

La prima avventura del The Dark Pictures Anthology, Man of Medan, è interessante e coinvolgente, ma soffre di qualche difetto di troppo. In primis la storia, componente principale di questo genere di titoli, manca di mordente a causa di eventi fin troppo prevedibili o forzati e di buchi di trama evidenti. Si viene quindi quasi a perdere tutto l’ottimo lavoro svolto con la cura dei personaggi principali e secondari. Ad ovviare a questo problema ci pensa la componente multiplayer che permette di godersi il gioco in compagnia di amici sia fisici che virtuali.

Pro

  • Molte scelte e tanti diversi finali
  • La modalità multiplayer, soprattutto quella online
  • Ambientazioni tecnicamente meravigliose

Contro

  • Storia con molti alti e bassi e buchi di trama
  • Animazioni poco entusiasmanti con problemi di Ghosting e input lag
  • Doppiaggio poco curato e a volte incoerente con le espressioni facciali

VOTO: 7,5/10

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