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Recensioni Videogames

Final Fantasy VIII Remastered, la recensione: Quando il ricordo non basta

Final Fantasy VIII, a 20 anni di distanza torna lo storico capitolo della saga rpg di Squaresoft

Era il 1999 quando il mondo dei videogiochi veniva sconvolto dall’uscita di Final Fantasy VIII. Dopo la storica rivoluzione effettuata da FF VII, con l’utilizzo dei modelli 3D, questo ottavo capitolo è riuscito a riconfermare il successo precedente. Nonostante venga spesso bistrattato, questo titolo portò con sé altrettante interessanti innovazioni, sia alla saga che al gameplay del singolo titolo. Si tratta infatti del primo titolo della saga che ci mostra personaggi realisticamente proporzionati, utilizzare una canzone come colonna sonora e ad abbandonare i MP. Anche a livello di vendite ottenne un successo clamoroso, con ben 50 milioni di incasso in 13 settimane. Dopo le varie edizioni, come quella del 2000 per pc e quella del 2013 su Steam per Microsoft Windows, arriva anche su console di moderna generazione. Noi di DrCommodore abbiamo provato in anteprima questa remastered, in particolare la versione PS4 e siamo pronti a parlarvi del lavoro fatto da Square Enix.
Sarà stato convincente? Per rispondere a questa domanda, analizziamo il lavoro di remasterizzazione!

Quando il ricordo supera il valore del prodotto

Iniziamo a parlare del lavoro svolto da Square con questa remastered. Inutile soffermarci sulla trama, orma entrata nella storia dei videogiochi. Un breve accenno qualora non abbiate mai giocato a questo titolo. Giocheremo nei panni dell’ormai celebre Squall Leonhart, studente dell’accademia Garden di Balamb. Questa è una scuola che addestra i futuri commilitoni del gruppo di mercenari SeeD. Assieme al suo amico/nemico Seifer e altri studenti del Garden, dovrà catapultarsi in missione per salvare l’indipendenza dell’isola di Dollet. Di lì in poi, con l’entrata nei SeeD da parte del protagonista, la storia cambierà fino al magico incontro al ballo con Rinoa.
Detto questo torniamo ai tecnicismi e parliamo nel dettaglio di questa remasterizzazione. Partiamo con un dato di fatto alquanto oggettivo: questa remastered è stata gestita malissimo da parte di Square Enix.

Complice se vogliamo il fatto che la software house abbia perso i codici di gioco originali, quella che ci viene portata su console non è altro che una versione PC con dei cambiamenti. Il rapporto di forma durante il gameplay è rimasto quello in 4:3, quindi il gioco non è stato neanche adattato allo schermo televisivo moderno. Le cutscenes sono state quasi lasciate come erano, infatti la grafica di queste ultime è praticamente la stessa e lascia a desiderare. I modelli dei personaggi sono stati ridisegnati e questo si nota, infatti Squall, Zell, Quistis etc sono aggiornati e resi bene sullo schermo. Questa fortuna però, non è toccata a tutti infatti molti altri modelli sono ancora graficamente indietro. Nota veramente dolente, la gestione delle censure da parte di Square Enix. Incredibilmente, rispetto alla versione PS1 sono stati censurati svariati personaggi donna a causa di apparenti vestiti “provocanti”.
In particolare la G.F. Siren e Rinoa sono state “coperte” visti quelli che, secondo loro, erano vestiti troppo succinti.


Insomma, siamo tornati indietro rispetto alla versione PS1, una cosa che ci sembra a dir poco assurda. Unica nota positiva, per velocizzare il gameplay in caso si voglia favorire una fruizione più rapida del titolo qualora lo si ritenesse lento, è stata introdotta la possibilità di giocare con la velocità X3. Provato per qualche ora non snatura il gameplay e rende il tutto più rapido e user friendly. In generale graficamente sembra sia stato minimamente upscalato ed aggiornato rispetto alla versione PC. Quindi, cosa aggiungere a riguardo di questa remastered. Non è stata gestita bene ed anzi esce sul mercato come fosse stata completata alla bene e meglio, solamente per celebrare i 20 anni di uscita del titolo. Al prezzo di 20 euro potrebbe sembrare conveniente, ma questa scelta deve essere limitata solamente a coloro che non hano mai provato il titolo. In ogni altro caso, nulla di nuovo sotto al sole.

La retta via smarrita…

Prima di concludere, vorremmo porvi una riflessione sull’operato degli ultimi tempi di Square Enix nei confronti del brand di Final Fantasy. Con i vari annunci ed annessi trailer di Final Fantasy VII Remake, il pubblico è andato in visibilio dinanzia all’operato della software house. Questo ha perfettamente senso visto che, almeno dai trailer, visivamente è stupendo e permette di far rivivere quello che, senza mezzi termini, è sia il capitolo più importante che di maggior successo di sempre della saga. Ma questa fortuna è toccata solo al settimo capitolo, visto che ad oggi, l’operato con gli altri titoli della Fantasia Finale, sono stati un po’ bistratattati. Esempio massimo è proprio questo ottavo capitolo di cui abbiamo parlato oggi. Arriva sul mercato come manovra puramente commerciale, puntando tutto sul ricordo puro e genuino dei giocatori. Questa mossa mostra l’evidente stato di calo di una software house. Giocare coi ricordi lo fanno tutti, le manovre puramente “commemorative” sono all’ordine del giorno e Sony ne è l’esempio. La differenza però, è il garantire una qualità generale altissima, che qui invece risulta cadere fino alla mediocrità.

Final Nightmare VIII

E adesso, tiriamo le conclusioni. Final Fantasy VIII Remastered esce già sconfitta. Prodotti del genere lasciano il tempo che trovano e commentarli in quanto tali è puramente relativo. Inutile dirvi che, nonostante la cifra sia alquanto onesta, l’acquisto è consigliato solamente a chi non ha mai giocato questo titolo e ad essi deve essere limitato. Nell’analisi tecnica del titolo avete potuto vedere come ci siano addirittura dei passi indietro rispetto alla versione PS1, con delle censure assurde e per nulla necessarie. Square Enix ha smarrito la retta via e speriamo la possa ritrovare il prima possibile poiché ha tra le mani uno dei brand più importanti di sempre. E ad oggi, come sempre, cosa ci rimane di questo se non il dolce ricordo di 20 anni fa, quando accesa la PS1 abbiamo incontrato per la pima volta Squall.

VOTO: 6

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Antonio Maddaluno

Cresciuto a pane e videogames, con la passione per la musica ed il cinema.
Fin dalla mia prima console, la Playstation 1, ho capito che sarebbe stato amore eterno. Sono convinto che i videogiochi siano arte e lotterò sempre per difendere questa definizione.
Mi hanno detto che nella vita sarei potuto diventare quello che volevo , ecco perchè adesso scrivo per DrCommodore.it