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Curiosità Videogames

Slave Tetris non è un buon modo per spiegare lo schiavismo ai bambini

Imparare videogiocando? Proposito nobilissimo, ma se il prodotto è Slave Tetris la cosa è un po’ meh…

Sin dalla notte dei tempi dei videogiochi, le software house hanno cercato di sfornare prodotti educativi. Addirittura il Commodore64 veniva comprato da nonni, zii e genitori come strumento per l’apprendimento. Molto spesso, però, i prodotti che ne uscivano erano delle vere e proprie ciofeche. In questo mercato si inserisce la software house Serious Games che cerca di far “vivere storie avvincenti e personali ambientate nei punti cruciali della storia del mondo”. Con questi presupposti,nel 2015, hanno fatto nascere la serie Playing History, il cui terzo capitolo è Slave Trade. È uno dei classici videogame che raccolgono all’interno diversi mini-giochi. Uno di questi è il bizzarro Slave Tetris.

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Il gioco danese ha superato il processo Greenlight di Steam nel 2014 e il mini-gioco è stato brevemente mostrato nel trailer (lo trovate a 40 secondi.). Chiaramente il Slave Tetris ha fatto subito infuriare molti utenti. Tra l’altro il gioco è stato anche pubblicizzato con slogano molto accattivanti del tipo “Lavorerai come giovane amministratore di schiavi su una nave che attraversa l’Atlantico. Devi servire il capitano ed essere i suoi occhi e le sue orecchie. Cosa fai quando ti rendi conto che tua sorella è stata catturata dai mercanti di schiavi?“. La risposta è ovvia, ci gioco a Tetris.

Commodoriani che ne pensate di questo gioco? Secondo voi le proteste sono giustificate? Fatecelo sapere nei commenti.

Fonte

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Alessandro Mezzolla

Alessandro Mezzolla è di San Pancrazio Salentino in provincia di Brindisi. Un genio. miliardario, playboy, filantropo non è sicuramente una descrizione calzante. Ha la passione per il cinema, la musica e le magliette macabre. Il suo motto è "Perchè anche oggi mi sono svegliato?"