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Stranger Things 3 The Game, la recensione: un monotono tuffo nel passato

Ecco la nostra recensione di Stranger Things 3: The Game

Il connubio tra videogiochi e serie tv/film non è sempre stato dei migliori; nel corso del tempo infatti, un gran numero di software house hanno deciso di sfruttare la popolarità dello show o della pellicola del momento per sviluppare dei tie-in videoludici tutt’altro che interessanti. Basti pensare ai vari titoli dedicati agli Avengers apparsi su PlayStation 3, o al mai dimenticato E.T, nominato a furor di popolo uno dei peggiori prodotti mai partoriti da una casa di sviluppo. Nonostante le previsioni non giocassero a suo favore però, BonusXP, una piccola software house britannica, ha deciso di investire su uno dei fenomeni pop del momento, sviluppando non uno ma ben due tie-in del prodotto in questione, che altri non è se non Stranger Things. Dopo aver pubblicato Stranger Things, un titolo ad 8-bit su Android ed iOs, i ragazzi di BonusXP hanno deciso di fare le cose in grande e, in occasione dell’uscita della terza stagione del celebre show targato Netflix, hanno deciso di portare sugli scaffali digitali di PlayStation 4, PC, Xbox One e Nintendo Switch Stranger Things 3: The Game, trasposizione videoludica dell’ultima fatica dei Duffer Brothers. Saranno riusciti a scrollarsi di dosso la maledizione dei tie-in? Venite a scoprirlo nella nostra recensione!

 

Never Ending Story

Parlare della trama di Stranger Things 3: The Game senza cadere nello spoiler è praticamente impossibile. Il gioco infatti riprende, senza alcun guizzo di sorta, le scene più iconiche della terza stagione dello show Netflix, risultando praticamente un “previously on”  in 16-bit molto più lungo di quelli che solitamente si apprezzano agli inizi di ogni serie tv. Durante la vostra partita dunque, rivivrete le avventure estive di Will, Mike, Dustin, Lucas ed Eleven, che dopo aver sconfitto (?) la minaccia del Mind Flayer possono godersi finalmente il loro meritato riposo. Le loro vacanze tuttavia verranno scosse dall’arrivo di una nuova minaccia, rappresentata non solo da una “nuova” entità proveniente dal Sottosopra, ma anche da dei malvagi soldati russi che, dopo aver invaso Hawkins, stanno cercando di aprire un varco per l’ormai nota dimensione alternativa. Se tuttavia la trama della terza stagione di Stranger Things funziona piuttosto bene in salsa televisiva, la sua trasposizione videoludica ha qualche problema di troppo; attenzione, non ci riferiamo alla riproposizione delle scene in sè, quanto piuttosto alla natura stessa del prodotto sviluppato da BonusXP. Vedere i soldati russi invadere le strade di Hawkins senza motivo alcuno, e vedere il gruppo di giovani ragazzi ucciderli -si, avete capito bene, ucciderli- senza farsi troppi problemi ci ha fatto storcere il naso in più di un’occasione; la gestione del gruppo, la presenza dei sovietici prima che la trama riveli il loro scopo, ed il fatto che questi ultimi vengano ignorati da tutti gli altri abitanti della cittadina sono delle sbavature riguardanti il comparto narrativo che non possono essere sottovalutate, ma che, forse, sono da reputarsi necessarie ai fini della trasposizione videoludica di un prodotto non destinato a quel mondo.

Stranger Things 3

Tanta nostalgia, poca sostanza

Il gameplay di Stranger Things 3 The Game è, al pari della serie televisiva, un enorme omaggio ai videogiochi degli anni ’80; un omaggio che, tuttavia, risulta essere riuscito solo in parte. Il titolo targato BonusXP ci farà vestire i panni di tutti i protagonisti principali dello show, che verranno sbloccati di volta in volta con il proseguire della storia, che può essere portata a termine in una manciata di ore. Ognuno dei personaggi giocabili avrà a disposizione un attacco di base, un super-attacco ed un’abilità speciale, utile sia a far fuori le orde di nemici che si pareranno davanti ai nostri piccoli eroi, sia a risolvere dei puzzle ambientali non particolarmente complicati; ogni volta che vi ritroverete a dover superare un ostacolo ambientale che non vi permette di proseguire nell’esplorazione infatti, dovrete scegliere il giusto personaggio e la giusta abilità per andare avanti. Questa meccanica ci ha ricordato prepotentemente i giochi della serie LEGO, e dona al titolo un alto grado di rigiocabilità, soprattutto se vorrete completare questo tie-in al 100 %. L’ideazione dei tanti puzzle è stata pesantemente influenzata dalla cooperativa, o interamente affidata all’IA o giocabile in multiplayer – ovviamente – locale; durante l’intera avventura infatti saremo chiamati a comandare non uno ma due dei personaggi principali, sostituibili in qualunque momento mediante la pressione di un tasto, per far fronte a tutti gli enigmi che dovremo appunto affrontare. Se non avete alcun amico disponibile a condividere le avventure dei ragazzi di Hawkins con voi, poco male; tramite un comodo sistema di controllo potremo infatti impartire ordini al personaggio controllato dall’intelligenza artificiale, che vanno dallo stare fermo su un pulsante all’attaccare i nemici mentre si cercano oggetti curativi, fino  all’utilizzo della loro abilità speciale, utile a rendervi la vita più facile nei tanti scontri presenti. Nonostante la difficoltà molto bassa però, i puzzle sono sicuramente la parte più riuscita di questo tie-in, che invece deficita parecchio sotto altri ed importanti aspetti, quelli relativi all’esplorazione, alla varietà delle quest ed agli scontri. Le prime due feature sono strettamente legate fra loro; nonostante infatti vi sia un gran numero di missioni sia principali che secondarie, queste sono eccessivamente ripetitive e quantomai noiose da affrontare. Molte quest infatti richiederanno di partire dal punto A, recuperare un oggetto al punto B e riportarlo al punto A; un backtracking tedioso, nonostante l’accuratezza con cui sono state riproposte alcune delle zone iconiche di Stranger Things. Ad aumentare la frustrazione ci pensano i caricamenti, presenti ad ogni cambio di schermata; caricamenti che per quanto veloci, risultano assolutamente inaccettabili dato lo stile grafico del titolo. A rendere meno noiosa, almeno sulla carta, l’esplorazione, ci pensano gli scontri coi nemici, presi direttamente da un qualunque beat-em’ up dell’epoca. Nonostante i tanti personaggi e le loro variegate abilità, gli scontri risultano sì divertenti, ma piuttosto monotoni; ovviamente, data la natura del titolo non si poteva richiedere ai ragazzi di BonusXP, che hanno già tentato di donare varietà agli scontri con le abilità, un combat system approfondito e ben studiato. Di discreta fattura invece gli scontri con i coriacei boss del titolo, tutti molto divertenti e ben strutturati. Di conseguenza, date tutte le considerazioni di cui sopra, non possiamo promuovere appieno il gameplay di questo tie-in, che sia chiaro, non è totalmente da buttare ma neanche da elogiare più di tanto.

Stranger Things 3

Ritorno al passato

Stranger Things 3 The Game non disdegna la sua natura di enorme omaggio ai tempi che furono neanche dal punto di vista tecnico. L’intero gioco è stato infatti creato in 16-bit, e fa utilizzo di una discreta pixel art, molto piacevole alla vista. I ragazzi di BonusXP hanno dispensato grande cura sia nella creazione delle tante aree di gioco, che riprendono in maniera piuttosto fedele le location della serie tv, sia nei modelli dei personaggi, che risultano essere ben curati e fedeli alle loro controparti reali. Ottima anche la colonna sonora, fatta perlopiù da musica elettronica, che tuttavia dopo qualche ora di gioco risulta essere piuttosto ripetitiva. Da dimenticare invece, come già anticipato, i frequenti caricamenti; per carità, questi risultano essere piuttosto veloci, ma la loro frequenza è semplicemente inaccettabile.

Stranger Things 3

In conclusione

Stranger Things 3 The Game è un tie-in riuscito a metà. Le idee di partenza sono ottime, ma la loro realizzazione lascia in alcuni casi piuttosto a desiderare, soprattutto per ciò che concerne la varietà delle missioni e le fasi esplorative. Siamo sicuri che tutti i nostalgici e gli amanti della terza stagione di Stranger Things troveranno sicuramente pane per i loro denti, essendo il titolo una fedele riproposizione di quanto visto su schermo ed un enorme omaggio ai videogiochi da cabinato degli anni ’80 e ’90. Tutti gli altri farebbero bene a rivolgere la loro attenzione ad altri lidi, in quanto l’acquisto di questo titolo non potrà sicuramente soddisfare la loro voglia di un videogioco “estivo”.

PRO:

  • Accattivante stile retrò e bella grafica in pixel art;
  • Buoni puzzle ambientali da affrontare anche in co-op;
  • Combattimento in stile Beat’Em Up isometrico molto semplice e divertente…

CONTRO:

  • …ma piuttosto monotono alla distanza;
  • Struttura delle missioni basilare e poco ispirata;
  • Caricamenti eccessivi, decisamente troppo ricorrenti;

VOTO: 5,3 

 

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Carlo D'Alise

Carlo D'Alise

Videogiocatore dagli indimenticabili tempi dello SNES. Praticante avvocato nel tempo libero, appassionato in particolare di Action, Soulslike ed RPG, ma in generale del videogioco in (quasi) tutte le sue declinazioni. Sono ad un panino dall'obesità.

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