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Giochi da tavolo Recensioni

Due Azul a confronto: piastrellisti o vetrai?

Oggi affronteremo un viaggio in Portogallo, terra di pescatori, navigatori… piastrellisti e vetrai. Un’immagine a modo suo poetica ma qui ci toccherà lavorare duro: metteremo a confronto Azul e Azul: Le vetrate di Sintra.

Dunque carichiamoci di tanta voglia di fare e partiamo per questa terra atlantica vista con gli occhi di Michael Kiesling.

Tasselli e sacchetti, il piatto è servito

Azul e Azul: Le vetrate di Sintra sono due titoli “gemelli” di Michael Kiesling portati in Italia dalla Ghenos Games, entrambi per 2-4 giocatori e dalla durata approssimativa di 30′-45′. La componentistica dei due titoli è abbastanza simile in linee generali: avremo infatti tasselli rappresentanti ceramiche decorate nell’uno e vetri colorati nell’altro, un sacchetto di tela per la pesca delle tessere e dei piattini in fustella su cui poggiarle. La principale differenza sta invece nelle plance giocatore: in Azul ognuno avrà la propria con segnapunti annesso uguale a tutte le altre, per la versione “Sintra” invece verrà composta ogni volta in maniera diversa, disponendo diversamente le vetrate.

Rimboccandoci le maniche

Il nostro obiettivo sarà quello di decorare al meglio una parete o una vetrata con piastrelle di ceramica o vetri colorati, entrambi tipicità del Portogallo. La dedica al paese atlantico è molto sentita, e la buona componentistica lo testimonia, ma ci troviamo di fronte ad un astratto nudo e crudo. Durante il proprio turno infatti ogni giocatore dovrà recuperare tutte le tessere di un colore da un piattino; in seguito dovrà piazzarle negli spazi appropriati sulla propria plancia. Questa è una meccanica comune ai due titoli che però si distinguono da questo punto in poi.

Una sfida in famiglia

In cosa consistono dunque le principali differenze tra Azul e Azul: Le vetrate di Sintra? Abbiamo provato e riprovato per voi entrambi i titoli, complice la breve durata di entrambi, per potervi dire la nostra con sentenza inappellabile!

Con le mani sporche d’argilla

Partiamo dal fratello “maggiore” Azul che si fregia del titolo di Spiel des Jahre 2018. La componentistica è di ottima qualità e i colori vivaci di tutto il pacchetto (scatola, tessere, sacchetti, piattini) attira subito l’attenzione; parliamo di un gioco pressoché indistruttibile con le tesserine in plastica rigida con un ottimo feedback tattile e con plance molto spesse.
Addentrandoci nel gameplay scopriamo un’esperienza di gioco molto fluida e intuitiva: dovremo utilizzare da 1 a 5 tessere dello stesso colore per poter piazzare una piastrella sul muro adiacente, e in questo modo faremo punti. Ogni piastrella assegnerà 1 punto, più un punto per ogni altra piastrella collegata sulla stessa riga o colonna, più facile a farsi che a dirsi. Tuttavia per ogni piastrella in eccesso ci toccherà perdere dei punti poiché a nessuno fa piacere vedere ridotte in cocci tali opere d’arte; così il gioco ci punirà per la troppa avidità o saranno gli altri a metterci in condizione di dover fare delle scelte forzate. Col procedere del gioco spazio e tessere saranno sempre meno, sarà quasi inevitabile perdere qualche punto per strada ma non risulterà quasi mai eccessivamente punitivo e determinante.
La partita termina alla fine del turno in cui un giocatore ha completato almeno una riga orizzontale, quindi il timer di gioco è nelle mani dei giocatori stessi. A questo punto verranno assegnati dei punti bonus per ogni riga o colonna completate oppure se avremo posizionato tutte le 5 tessere di uno o più colori.

Vetri rotti più affilati di rasoi

Eccoci dunque arrivati a Sintra, coi suoi palazzi ricchi di vetrate decorate, grazie ad Azul: Le vetrate di Sintra. Anche qui la componentistica rimane di un livello alto anche se i colori sono un po’ meno vividi; in questo caso le plance sono diverse tra i vari giocatori e componibili, permettendo partite abbastanza diverse di volta in volta. In più la piccola attenzione nell’inserire un raccoglitore a forma di vetrata per le tessere di scarto si rivela utile ed ergonomica.
Il nocciolo del gameplay rimane lo stesso: bisognerà raccogliere delle tessere dai piattini centrali, però questa volta il piazzamento sarà allo stesso tempo più variabile e stretto. Dovremo muovere il caro vetraio che indicherà su quali vetrate potremo lavorare, elemento che nella sua semplicità aggiunge una notevole profondità. Oltre alla classica azione di scelta delle tessere potremo infatti saltare un turno per far ritornare il vetraio all’inizio della nostra plancia, sulla sinistra, cosa che farà saltare un turno di scelta e perdere le tempistiche giuste. È tendenzialmente più facile ritrovarsi con dei cocci di vetro che in questo caso assegneranno dei malus di punteggio molto più elevati.
L’assegnazione dei punti avverrà in maniera diversa, infatti ci verranno assegnati punti per ogni vetrata completata che verrà quindi girata per poi essere rimossa al secondo completamento; inoltre altra fondamentale differenza sta nel fatto che verranno giocati 6 turni di gioco fissi, quindi il tempo di gioco risulterà ancora più stretto.

Il momento delle decisioni

Scegliere tra i due titoli è un po’ come chiedere ad un genitore chi sia il figlio preferito: vi diranno che non c’è nessun preferito, che si vuol bene a tutti alla stessa maniera… ma in cuor vostro sapete che un po’ stanno mentendo.
È esattamente quello che accade con Azul e Azul: Le vetrate di Sintra poiché entrambi sono dei titoli molto validi e piacevoli da giocare. La fruibilità la fa da padrona in entrambi i casi: siamo comunque di fronte a due titoli astratti con un livello di difficoltà medio-basso. Poche regole immediate riassunte in 5 paginette di regolamento più illustrate che scritte strizzano l’occhio ad un pubblico non necessariamente avvezzo al gioco da tavolo. Due “figli” modello, però…

Ad ogni gruppo un Azul diverso

Tra i due, Azul risulta il meno punitivo, il fratello maggiore grande e grosso ma in fondo un po’ bonaccione. Il piazzamento nella griglia soprattutto nei primi turni lascia spazio a margini di errore che potranno essere puniti da giocatori più esperti ma non dal gioco stesso. Le differenze di punteggio sono difficilmente colmabili in corso d’opera ma i bonus di fine partita potrebbero fare miracoli. Difficilmente si perderanno più di 2 punti per round, sempre che se ne perdano, e il fatto che siano i giocatori stessi a determinare il ritmo di gioco concede del respiro. Tuttavia alla lunga la ripetitività dello schema fisso e l’ampia libertà di movimento potrebbero cominciare a risultare deleterie e rendere meccanica l’esperienza. Si può ovviare parzialmente a questo problema utilizzando lo schema libero sul retro della plancia, che però ha di controindicazione il rischio di tempi d’attesa maggiori per figurarsi i piazzamenti ottimali (e legali).

Azul: Le vetrate di Sintra, invece, si lascia andare a qualche cattiveria quasi gratuita. Oltre alle vetrate che cambiano di ordine di partita in partita, favorendo la longevità del titolo, l’inserimento dei turni di gioco limitati e del vetraio influenzano notevolmente l’esperienza. I 6 turni potrebbero sembrare sufficienti ma in realtà sembrerà di fare una corsa contro il tempo, in più l’assegnazione di punti aggiuntivi in base al colore bonus di turno farà davvero la differenza. Un tempo di gioco stretto in combinazione con il posizionamento del vetraio è ciò che dà una spinta in più in termini di complessità; questo andrà a limitare gli spazi d’azione con conseguenze a volte catastrofiche, ritrovandosi con parecchi cocci da raccogliere. Quello che ne viene fuori è una partita più dinamica ma a tratti più frustrante.

Di Ghenos Games leggi anche: Magic Maze – Quando gli eroi fanno la spesa

A chi vogliamo più bene?

Non possiamo esplicitamente scegliere quale dei due titoli è a nostro avviso migliore poiché riteniamo non essercene uno in assoluto. Entrambi i titoli infatti presentano delle caratteristiche che potrebbero essere punti di forza o debolezze in base al vostro gruppo di gioco. L’esperienza di gioco di Azul risulta indubbiamente più “user-friendly”, permette di avvicinare neofiti al mondo dei giochi da tavolo con più facilità; si presta bene a tutti i tipi di esperienze anche se alla lunga potrebbe annoiare i giocatori più scafati. Che siate alle prime armi o dei veterani che di rado giocano titoli astratti, questo gioco può fare al caso vostro e fa anche la sua bella figura una volta intavolato, attirando facilmente l’attenzione.
Azul: Le vetrate di Sintra dal canto suo offre a nostro parere una profondità maggiore a lungo termine. Parliamo sempre di un titolo di media-bassa difficoltà ma alcuni accorgimenti lo rendono più godibile per palati più esigenti. Se vi siete appassionati ad Azul non potrete fare a meno di questa versione che si spinge un mezzo passo in avanti rispetto all’esperienza “base”; si potranno perdere punti con molta più facilità ma creare le giuste combo di piazzamenti darà una maggiore soddisfazione. Con questo però non ci sentiamo di sconsigliarlo per i neofiti poiché resta pur sempre un “Azul”, ma fatto per i duri di cuore.

Ai seguenti link potete acquistare su Amazon Azul e Azul: Le vetrate di Sintra

Insomma, voi avete capito quale dei due preferiamo? E voi invece cosa preferireste?
Fatecelo sapere nei commenti!
Play hard, stay board!

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Gianluca Corazza

Board game e craft beer addicted, aspirante giurista a tempo perso. Ex-musicante ed appassionato di videogame con purtroppo 2k+ (in aumento) ore giocate a Dota 2.