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Dragon Quest Builders 2, la recensione del secondo capitolo del crafting game targato Square Enix

Dragon Quest Builders 2

L’odissea del costruttore continua in Dragon Quest Builders 2

Dopo 3 anni dal rilascio del primo capitolo della serie Dragon Quest Builders, spin-off dell’antica saga di Dragon Quest, sempre più apprezzata anche in occidente, Square Enix grazie all’ottenimento di un discreto successo sulla carta, ci riprova con Dragon Quest Builders 2, seguito di un esperimento ben riuscito comprendente il modus operandi dell’immortale Minecraft unito al fascino intramontabile della saga di Yūji Horii accompagnata dai riconoscibili disegni di Akira Toriyama e le iconiche musiche di Kōichi Sugiyama.

A distanza di 7 mesi dal rilascio in terra natia, tutto il mondo è pronto ad accogliere la versione migliorata del già premiato primo capitolo, che nonostante la sua natura di spin-off non tradisce quella voglia di intrattenere per molte ore, tenendo sempre alta la fiamma dell’attenzione verso la trentennale saga del GDR a turni che si esprime esclusivamente attraverso i capitoli principali del franchise. In Builders infatti, la visione eroistica alla quale siamo abituati dal lontano 1986 con il primo Dragon Quest assume una forma nettamente diversa. La costruzione è il fulcro dell’esperienza attraverso la quale le nostre gesta prenderanno forma allo scopo di fare del bene in un mondo che vede ancora una volta la minaccia dell’oscurità incombere incontrastata a seguito di eventi secolari.

Noi ci siamo lasciati trasportare in questa esperienza cubettosa ricolma di estetica, vastità esplorativa e cose da fare ma soprattutto costruire, e questa è la nostra recensione di Dragon Quest Builders 2.

Passato e Presente

Proprio come le vicende del primo Dragon Quest Builders, dove la storia era ambientata in una realtà alternativa del primo Dragon Quest, le vicende narrate in questo secondo capitolo prendono parte dopo gli eventi di Dragon Quest II in cui il Gran Sacerdote Hargon progettava la distruzione del mondo, con l’intenzione di sacrificarsi per favorire l’apparizione del Signore della Distruzione: Malroth. Hargon venne sconfitto dal leggendario eroe Erdrick e altri discendenti degli eroi, ma la pace durò molto poco, poiché un ordine religioso ne ereditò le intenzioni, con l’obiettivo di distruggere i Costruttori e instaurare un dominio di tenebre.

Ecco che i Figli di Hargon (gli ultimi sopravvissuti) avviano una campagna di distruzione di villaggi abitati in tutto il mondo, con conseguente eradicazione di ogni persona propensa alla costruzione. I Costruttori sono visti come una minaccia terribile dove la ricostruzione e la creazione di oggetti mina pesantemente l’opera di distruzione iniziata dai Figli di Hargon, che prontamente impongono il divieto assoluto di qualsivoglia pratica volta alla costruzione – considerata un grave peccato – e mirato ai superstiti rimasti nei villaggi sparsi per il mondo.

Costruzione come perno per la trama

Il protagonista di Dragon Quest Builders 2, un apprendista Costruttore, è stato catturato dai Figli di Hargon insieme ad altre persone e gettato in prigione a bordo di una nave in mare aperto diretta a catturare qualsiasi forma di vita umana sul suo cammino che osi opporsi. La nostra storia ha inizio proprio a bordo della suddetta imbarcazione, dove saremo liberati provvisoriamente dai mostri per svolgere alcuni compiti semplici sul ponte. Qui impareremo le basi come apprendista costruttore: dal costruire semplici forme, alla realizzazione di oggetti utili fino alle basi del combattimento. Il nostro vero viaggio ha inizio dopo un naufragio, non essendo riusciti ad evitare la tempesta che infaustamente ha colpito la nave. Ci ritroveremo dunque su una spiaggia deserta dove dovremo sopravvivere con le poche cose a disposizione e cercando qualche sopravvissuto come noi.

Incontreremo dunque una figura che diverrà il nostro fedele compagno d’avventure che ci seguirà ovunque aiutandoci negli scontri corpo a corpo durante tutto il corso delle nostre esplorazioni con i mostri iconici della serie. Grazie ai primi tutorial mirati apprenderemo ben presto di essere dei costruttori nati, proprio come il leggendario costruttore che ha salvato il mondo in Dragon Quest Builders. Saremo dunque in grado di attingere al potere della costruzione anche senza esperienza grazie al Builder’s Book, che passo passo ci guiderà verso la nostra meta: diventare un maestro Costruttore per sconfiggere i Figli di Hargon e salvare il mondo dall’oscurità.

Dragon Quest Builders 2

Un vasto mondo da liberare

Durante la nostra avventura vagheremo per diverse isole, tutte diverse tra loro e con i propri problemi dovuti al controllo dei Figli di Hargon sul territorio. Starà a noi ricercare i sopravvissuti e aiutarli per ripristinare l’ordine delle cose e magari trovare un aiuto per rimettere a nuovo la nostra isola. Avete capito bene, avremo a disposizione un’intera isola tutta nostra in cui costruire ciò che vogliamo, a patto di trovare dei validi aiutanti che ci aiutino nelle mansioni di base e che diano un tocco di rigoglio all’ambiente generale, che all’inizio appare morente.

La spedizione in cerca di aiutanti per l’isola funge da motore narrativo per la prima parte di gioco e funziona incredibilmente bene come introduzione di una trama più ricca e articolata. Durante le nostre esplorazioni nelle varie isole è facile notare l’enorme varietà di biomi messi a disposizione. Di conseguenza la varietà di ciò che potremo creare si amplia notevolmente.

Biomi, popolazione e produzione

Passeremo da ambienti desertici, a montagne, attraversando sterminate praterie, per arrivare alle grotte. Il tutto è funzionale alla narrativa da seguire, sebbene la libertà d’azione sia complessivamente elevata: verremo introdotti passo dopo passo a nuove sfide e richieste che riguardano la raccolta di materiali, la costruzione di strutture utilizzando i progetti e l’esplorazione di determinate aree in cerca di qualcosa utile per gli insediamenti che andremo a creare o ricostruire. La gestione di quest’ultimi andrà ad occupare la maggior parte del tempo di gioco, anche per la dedizione e la passione che inevitabilmente ci assalirà nel momento in cui la vena costruttiva prenderà il sopravvento. Non è raro deviare dalle richieste degli NPC per prendere iniziative personali dal puro valore estetico e funzionale.

Qualsiasi struttura utile che costruiremo nelle zone preposte incrementerà la gratitudine dei paesani. Grazie all’accumulo di quest’ultima sarà possibile far crescere le nostre basi garantendo l’arrivo di nuovi personaggi che vorranno unirsi alla nostra causa e lo sblocco di nuove creazioni possibili presso il banco da lavoro. Proprio gli NPC che incontreremo rappresentano il fulcro dell’esperienza narrativa e di gioco in quanto tutte le richieste utili alla crescita delle basi, del nostro personaggio e al progredire della narrazione vengono esortate proprio da essi. Al netto di qualche dialogo un po’ troppo prolisso, grazie ai preziosissimi consigli fornitici saremo in grado di cucinare, coltivare, realizzare vari tipi di stanze, bonificare aree, combattere e forgiare strumenti.

Dragon Quest Builders 2

Meccaniche costruttive

Verremo introdotti alla costruzione progressivamente, partendo da oggetti semplici e piccoli progetti per finire alla totale libertà di costruzione. Progredendo sbloccheremo sempre più oggetti da costruire grazie alle risorse raccolte e alle richieste degli NPC sparsi per la mappa di gioco. Anche gli Strumenti Importanti rappresentano parte essenziale dell’esperienza, grazie ai quali potremo gestire al meglio le diverse situazioni. Partendo dai guanti utili per afferrare i blocchi, fino al maglio che ci permetterà di distruggere porzioni di terreno altrimenti impossibili con l’uso delle mani nude.

Una grande longevità supporta un sistema di crescita del personaggio sul fronte costruttivo ed esplorativo di tutto rispetto, garantendoci l’osservazione di tutte le caratteristiche aggiuntive che ne derivano. Sono presenti infatti i livelli e una barra della salute che cresce con l’aumentare di essi. Ogni qualvolta incrementeremo il nostro livello combattendo, le nostre statistiche generali aumenteranno e sbloccheremo di tanto in tanto qualche mossa speciale utile in varie situazioni.

Crafting e interazioni

Il sistema di crafting si presenta molto semplice: una volta sbloccata una nuova ricetta attraverso il compimento di attività, basterà recarsi ad un tavolo da lavoro o un’incudine e produrre un determinato oggetto, a patto di avere le risorse necessarie. Si fa più interessante invece la sezione dedicata ai progetti: veri e propri schemi da seguire al fine di ideare strutture più complesse che possono anche essere copiate e riadattate in un secondo momento in altri luoghi una volta completate la prima volta.

Costruire stanze e oggetti richiesti oltre che a generare la sopraccitata gratitudine, consentirà agli NPC presenti in zona di usufruire dei beni e servizi che il costruito mette loro a disposizione, producendo quindi degli effetti positivi nelle loro attività. Ad esempio se forniremo loro un modo per coltivare un terreno, con terra fertile, semi e una fonte d’acqua, essi produranno colture che in seguito potremmo raccogliere e utilizzare per cucinare o ridistribuire loro in modo che possano sostentarsi in autonomia. Il tutto funziona egregiamente e la soddisfazione personale nel portare a compimento anche i compiti più ingrati è tangibile e funzionale al rendere la permanenza nel mondo di gioco più comoda.

Dragon Quest Builders 2

Tecnica e migliorie

Molto graditi i miglioramenti apportati dallo scorso capitolo, partendo dall’introduzione del mantello tagliavento, che permette la planata dai luoghi più alti, fino alla costruzione di un vero e proprio veicolo a ruote. È anche possibile tuffarsi in acqua dalle alture, lo scattare durante il movimento, regolato da una barra della resistenza apposita, e teletrasportarsi in alcune zone già visitate previa attivazione del relativo punto d’interesse. Se questo non bastasse, ora lo slot per le armi da combattimento è stato diviso da quello per gli strumenti da costruttore, facilitando così le azioni di combattimento/costruzione. E infine la tanto desiderata aggiunta del multiplayer online fino a 4 giocatori con cui divertirsi a costruire ed esplorare le isole insieme. Insomma, Dragon Quest Builders 2 migliora l’offerta pratica e quantitativa del predecessore, levigando quegli scogli presenti nella prima esperienza costruttiva della saga di Yūji Horii.

Le iconiche musiche ed effetti non hanno bisogno di presentazioni, mentre un framerate ancorato a 60 per la maggior parte del tempo di gioco completano un pacchetto di tutto rispetto che unisce il crafting allo stile inconfondibile sella serie, con un cel-shading estremamente pulito. Piccola nota dolente è la saltuaria imprecisione durante le fasi di costruzione dove la terza persona adottata tradisce il senso di precisione nel posizionamento dei blocchi, in alcune situazioni e aree dove anche la telecamera non aiuta, specialmente nei posti interni più angusti.

Dragon Quest Builders 2

Combattimento di base

Lo stile di combattimento action GDR adottato infine, è figlio di un genere improprio per la serie e risulta essere molto basico e poco approfondito, nonostante le armi e le armature siano craftabili e presenti in abbondanza. Il combattimento in sé è limitato alla pressione ripetuta di un tasto per colpire i mostri davanti a noi – al di là di qualche combo avanzata data dalla progressione di livelli o all’uso di armi specifiche – al salto con spostamento per schivare all’occorrenza i colpi prevedibili in arrivo, e all’uso perpetuo di oggetti curativi o cibi che possano ripristinare vitalità e fame. Completa il tutto la presenza del ciclo giorno-notte con meteo variabile che si sposa perfettamente con le meccaniche di vita degli NPC. Molto spesso ci ritroveremo a dover difendere proprio insieme ad essi le basi dai mostri che proveranno a distruggere il nostro lavoro, dove di notte la difficoltà cresce leggermente.

Dragon Quest Builders 2

In conclusione

Dragon Quest Builders 2 migliora ciò che di ottimo era stato fatto con il primo capitolo nel 2016, forte di una longevità notevole, un’estetica brillante e tante meccaniche divertenti capaci di tenere a incollati allo schermo per ore. Se avete già giocato a Dragon Quest Builders, troverete un’esperienza più completa e interessante in questo secondo capitolo, mentre per gli amanti dei crafting game che cercano un’alternativa ai classici del genere potrebbe essere un’ottima variante. Inutile dire che per i fan di Dragon Quest, l’acquisto di Builders 2 è imprescindibile se si decide di spulciare un versante di gioco diverso dallo stile classico del GDR a turni.

Le semplici meccaniche di crafting, costruzione ed esplorazione, unite ad una storia lunga, tra punti morti e momenti avvincenti e al netto di qualche linea di dialogo tediosa; ben si sposano con l’universo colorato e avvincente di Dragon Quest. Il tutto genera una formula che si riconferma vincente e che lascia degli spiragli di miglioramento ulteriore per dei potenziali nuovi capitoli futuri. Se non vedete l’ora di sconfiggere il male non solo a colpi di spada, ma di cubi e costruzioni, il mondo di Dragon Quest Builders 2 vi aspetta a braccia aperte.

Pro

  • Longevo e contenutisticamente ampio
  • Coloratissimo
  • Migliora nettamente il primo capitolo

Contro

  • Talvolta impreciso nel costruire
  • Qualche linea di dialogo tediosa
  • Alcuni momenti piatti potrebbero annoiare

VOTO: 8.5

Dragon Quest Builders 2

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Mirko Proietti

Videogiocatore dal 1999, all'età di 3 anni la prima esperienza con Megadrive e PlayStation in contemporanea. Prediligo il genere Platform, ma da sempre mantengo una visione a 360 gradi del panorama videoludico. Studente di comunicazione orientato allo sviluppo tecnologico, cerco la completezza nella produzione del videogioco, che tendo a considerare un'arte vera e propria.