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L’ATTACCO DEI GIGANTI: la coordinata

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L’ATTACCO DE GIGANTI:

LA COORDINATA

 

L’ottavo episodio della seconda parte della terza stagione de L’attacco dei giganti ha sorpreso tutti con le sue rivelazioni. Ora, i fan conoscono le risposte a numerosi misteri dell’opera, che si sono rivelate ben più complesse del previsto. La serie ha preso un percorso narrativo imprevisto, spiazzante e con un evidente ispirazione a tragici fatti avvenuti nel nostro mondo reale.

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IL VERO NEMICO

Sappiamo che l’umanità non si è affatto estinta, ma che al di fuori delle mura esiste una civiltà ben più avanzata ed evoluta. Questo ci permette di intuire quale sia il vero nemico dei nostri personaggi: il mondo intero. I giganti non sono altro che un mero strumento, nonché l’ultimo dei problemi.

La razza a cui Eren e gli altri appartengono, gli eldiani, in quanto unici in grado di usare il potere dei giganti, vengono disprezzati dal resto del mondo. Nel precedente episodio abbiamo visto come Grisha e la sua sposa Dina hanno provato a cambiare le cose, unendosi a un gruppo di rivoluzionari, ma il loro piano è andato a rotoli per colpa del loro stesso figlio.

L’INFILTRATO

I rivoluzionari Eldiani, tuttavia, avevano un infiltrato nell’esercito marleyano, un tale chiamato “il gufo”. Vedere che questa spia fosse lo stesso soldato che, anni prima, aveva malmenato Grisha per essere uscito dal campo di internamento deve aver lasciato tutti interdetti.

Scopriamo anche il suo vero nome, ovvero Eren Kruger, e qui è logico dedurre che Grisha abbia dato quel nome a suo figlio proprio in omaggio all’uomo che gli aveva salvato la vita. Eren Krueger ha scelto Grisha per portare a termine la missione che ribalterebbe completamente la sorte di Eldia: entrare nelle mura e recuperare il titano fondatore.

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LA MALEDIZIONE DI YMIR

Purtroppo, Eren Kruger non può occuparsene di persona, e si è trovato costretto a delegare questo difficile compito a qualcun’altro. Grisha Jaeger, considerando il suo odio viscerale per Marley, era il più indicato, dopotutto (come detto dallo stesso Kruger) è stato lui a dare il via a questa storia, violando le regole quel fatidico giorno.

Grazie a questo interessante dialogo fra i due personaggi scopriamo anche che tutti coloro in possesso del potere dei giganti non vivono molto a lungo. Ymir Fritz (il titano fondatore) non ha vissuto più di tredici anni dopo aver assunto il potere e, dopo la sua morte, questa stessa sorte sarebbe toccata a tutti i possessori di uno dei nove giganti cambianti creati dalla sua anima.

Si tratta di una condanna a morte certa, che Kruger chiama la maledizione di Ymir.

UN POTERE CHE PORTA ALLA ROVINA

Chi entra in possesso di tali abilità, al contrario di ciò che sembra, non deve considerarsi fortunato o benedetto in alcun modo. Per quanto sia vero che simili poteri conferiscano grandi possibilità ai portatori, essi non potranno vivere più di tredici anni dopo averlo assunto.

Inoltre, se uno di loro dovesse morire prima del compimento della maledizione di Ymir, il potere verrà naturalmente ereditato da un bambino eldiano nato successivamente. Quest’ informazione dimostra quanto gli edliani siano inevitabilmente connessi ai giganti, quanto non possano scappare da questa maledizione neanche volendo.

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SHINGEKI NO KYOJIN

Inizialmente dubbioso, Grisha, infine, decide di adempiere al compito affidatogli dal Gufo, accettando di impossessarsi del suo gigante; si impadronisce di un titano particolare, perfetto per gli scontri, che ha sempre continuato a rincorrere la libertà: il “shingeki no kyojin”, letteralmente “gigante d’attacco“.

Questo è il nome del titano di Eren, nonché titolo non casuale della serie. Non so se Hajime Isayama avesse pensato a questo collegamento fin dall’inizio ma, in ogni caso, è dannatamente efficace.

UNA VERITÀ TERRIFICANTE

Finito il lunghissimo flashback, durato praticamente metà del capitolo, si fa ritorno al presente. Eren e Mikasa vengono convocati ad un’udienza per discutere delle informazioni ottenute dai tre diari trovati nella cantina di casa Jaeger.

Ora, perlomeno gli alti ufficiali dell’esercito, sanno chi è il vero nemico: tutte le popolazioni vedono negli Eldiani una minaccia, e sfrutterebbero la prima occasioni per sterminarli tutti.

I nostri amati personaggi si trovano in una situazione davvero ingiusta, in cui sono costretti a subire l’odio del mondo per la razza a cui appartengono; trovo tutto ciò davvero crudele e terrificante.

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COSE CHE È MEGLIO NON SAPERE

Tutto ciò mi rimanda al reverendo Nick (sacerdote del culto delle mura), ormai morto, e alla sua negazione nel divulgare i segreti che conosceva. Quell’uomo era disposto a morire pur di non dire nulla, affermando quanto la morte fosse una scelta migliore della conoscenza della verità.

Dopo le ultime rivelazioni, il pubblico può finalmente capire il perché.

La situazione degli eldiani è cosi orribile, crudele e ingiusta, che preferiva che il popolo vivesse in una tranquillità illusoria, ignari della spietata situazione all’infuori di quelle mura erte per proteggerli.

UN ASSO NELLA MANICA

Nonostante tutto questo, però, Eldia ha un asso nella manica: il titano fondatore in grado di controllare tutti gli altri, e che potrebbe risvegliare le migliaia di giganti colossali all’ interno delle mura.

Chiunque entrasse in possesso del suo potere, avrebbe potuto distruggere Marley e liberare gli eldiani in poco tempo, ma nessuno l’ha mai fatto. Scopriamo, infatti, che il primo re Fritz, aveva fatto un patto con il fondatore, nel quale rifiutava qualsiasi conflitto. Da allora, tutti i suoi diretti discendenti, pur sapendo la verità, sono rimasti assoggettati da questa sua volontà che li convinceva a non lottare.

IL SANGUE REALE

Tuttavia, questo è un problema che affligge solo i suoi diretti discendenti. Eren Jaeger (l’attuale possessore del fondatore) in quanto estraneo alla famiglia reale, è immune alla sua volontà. Quindi, la coordinata (così viene chiamato il potere di controllare i giganti) è in buone mani, ma risulta impossibile da usare, in quanto necessita del sangue reale per essere attivata.

Eren giunge a questa conclusione ripensando al suo secondo incontro con il titano sorridente nella seconda stagione. In quel frangente, anche se solo per un attimo, era riuscito ad attivare la coordinata dopo averlo toccato. Tutti noi sappiamo che quel gigante non era altro che Dina Fritz, una donna di sangue reale, la chiave per l’attivazione.

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L’IMPORTANZA DI HISTORIA

Ed è proprio qui che entra in gioco Historia Reiss; la regina è l’unica persona di sangue reale dentro le mura, dunque essenziale per controllare il potere del fondatore. Se Eren entrasse in contatto con lei e riuscisse a controllare la coordinata, Eldia annienterebbe qualsiasi minaccia grazie ai giganti.

Però, si tratta di una sua supposizione senza prove tangibili, motivo per il quale decide di tenerla nascosta a tutti gli altri.

EREN E HISTORIA, I PERSONAGGI PIÙ IMPORTANTI

Eren si rifiuta di mettere in pericolo Historia, non vuole che venga coinvolta o che corra rischi di alcun genere; se rivelasse l’informazione del sangue reale, non potrebbe essere sicuro di ciò che l’esercito potrebbe farle pur di sfruttarne il potere.

Questa sua scelta un po’ mi fa riflettere; Eren ha sviluppato un affetto reciproco per Historia nel corso di questa stagione, ed è disposto ad occultare informazioni importantissime pur di tenerla al sicuro. Ciò fa capire perfettamente quanto grande sia diventata la loro amicizia.

Il loro rapporto avrà grande importanza negli svolgimenti futuri; Eren e Historia sono l’unica speranza di Eldia e gli unici in grado di proteggere le mura da eventuali invasori. Invito tutti i lettori a non sottovalutare questo particolare.

LA COORDINATA

Vorrei soffermarmi sulla coordinata e il suo significato; Eren Kruger la descrive come un sentiero che congiunge tutti gli eldiani fra passato, presente e futuro.

Questo è un concetto molto interessante, perché implica che tutti loro, che siano vivi o morti, sono in qualche modo collegati attraverso il tempo. Migliaia di vite e persone diverse unite tutte da un unico grande percorso che conduce verso il titano fondatore.

È una scelta narrativa molto intelligente e intrigante , nonché ottima aggiunta ad una storia che fa delle analogie uno dei suoi punti di forza.

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MIKASA E ARMIN

Ad aver lasciato i fan completamente spiazzati è sopratutto la frase detta da Kruger a fine episodio: “se vuoi salvare Mikasa e Armin devi portare a termine la tua missione!”. Loro due non dovrebbero neanche essere nati quando ciò avviene, allora perché Kruger conosce i loro nomi? La risposta ci viene data subito dopo, quando lui si chiede “chissà di chi sono questi ricordi?”

Questa frase conferma ciò che ho scritto in precedenza, ovvero che gli eldiani, in qualche maniera non ancora chiara, sono collegati fra loro. Esiste un sentiero che collega tutti i discendenti di Ymir, compreso quelli che verranno dopo.

Tutto questo non è molto chiaro, ma non dubito che Isayama lo saprà spiegare alla perfezione, come ha già fatto con altri misteri precedenti.

CONCLUSIONE

Questa terza stagione sta per finire. Ormai, manca solo un episodio, dopo il quale dovremmo attendere chissà quanto prima di vedere nuovamente animato L’attacco dei giganti. Riguardo a questa questione, sono circolate parecchie dicerie sul web negli ultimi giorni; sembra sia piuttosto grande la possibilità che questa fantastica serie passi in mano ad un altro studio d’animazione.

La cosa non è stata ancora confermata, quindi non voglio espormi troppo al riguardo. Posso solo dire che, qualunque sia lo studio che se ne farà carico, spero che la qualità grafica rimanga sugli alti livelli a cui ci ha abituato Wit Studio.

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