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Meglio piratare i giochi che acquistarli su G2A, parola di Mike Rose

G2A

Gli sviluppatori all’attacco di G2A

G2A è un portale noto per la rivendita di key di titoli Steam – e non solo – a prezzi nettamente inferiori rispetto a quelli dei vari store ufficiali; tutto bellissimo, direte voi. Beh, non è così. Quando si acquista un gioco su di un sito che rivende accessi – il più delle volte ricevuti raggirando i publisher – gli sviluppatori del suddetto non ricevono alcun compenso.

In questi casi, infatti, tutti i proventi della rivendita della key vanno al venditore, terzo estraneo alla produzione che si ritroverà ad essere l’unico a trarre giovamento dalla distribuzione del videogioco; Il mercato grigio delle key è da sempre oggetto di discussione, ma questa volta a prendere un posizione forte sono gli sviluppatori che mettono al bando i reseller, in particolare G2A, arrivando a pronunciare parole che dette da chi ha creato il prodotto d’intrattenimento in questione, hanno del clamoroso.

 

La nascita della polemica

La polemica è iniziata dopo questo post di Mike Rose, ex TinyBuild ed oggi a capo del publisher No More Robots, in cui lo stesso invitava gli utenti a piratare un gioco piuttosto che acquistarlo su G2A.
Lo sfogo di Rose è avvenuto dopo che il sito in questione ha acquistato delle posizioni di ricerca su Google per Descenders, pubblicato proprio da No More Robots, facendo apparire le sue pagine prima ancora di quelle del publisher stesso.

È facile immaginare come la compagnia di Rose abbia subito un danno economico non da poco dalla pratica. Alla singola voce riportata, si sono unite quelle di altri sviluppatori come RageSquid…

…E Rami Ismail di Vlambeer, il quale spiega come i “key resellers” sprechino tante risorse degli sviluppatori in termini di tempo, visti i modi poco ortodossi in cui si procurano le chiavi, e li costringano a numerose investigazioni interne, oltre che a spendersi nel servizio clienti.

Rose è poi tornato sull’argomento, spiegando il suo punto di vista. Il problema di G2A non è tanto il fatto che venda key ottenute per vie traverse, ma la trasformazione del mercato che deriva dal suo stesso esistere;

Il prezzo a cui vengono venduti i titoli, infatti, abbassa la percezione del valore commerciale degli stessi, rendendo più difficile venderli a prezzo pieno da parte di chi i videogiochi li crea e distribuisce.

Tutto ciò ha spinto No More Robots ad aprire una petizione su Change.org per chiedere a G2A di non vendere più titoli indipendenti.

 

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Carlo D'Alise

Videogiocatore dagli indimenticabili tempi dello SNES. Praticante avvocato nel tempo libero, appassionato in particolare di Action, Soulslike ed RPG, ma in generale del videogioco in (quasi) tutte le sue declinazioni. Sono ad un panino dall'obesità.