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L’Attacco dei Giganti: La verità rivelata

L’ATTACCO DEI GIGANTI:

LA VERITÀ RIVELATA

Finalmente la verità è stata rivelata! Ora, dopo quasi tre stagioni, anche coloro che ignorano il manga possono finalmente conoscerla.

Il capitolo numero otto della seconda parte della terza stagione de L’attacco dei giganti, tramite un lungo flashback, narra il passato di Grisha Jaeger, il quale fornisce un’ ottima risposta ad uno dei più grandi misteri di questa serie: l’origine dei giganti.

Scopriamo che l’umanità non si è affatto estinta con i soli superstiti rimasti dentro le mura, come ci è stato fatto credere finora, ma che al di là di esse c’è un’ intera civiltà di gran lunga più sviluppata di quella al loro interno.

L’ORIGINE

Le tre cinta di mura formate da migliaia di giganti colossali si trovano su una piccola isola chiamata “Paradise”, poco distante dall’enorme continente di Marley.

Ben 1820 anni prima degli eventi finora narrati, una donna chiamata Ymir Fritz fece un patto con un demone, dal quale ottenne lo straordinario potere dei giganti, divenendo così il primo di essi, il fondatore. All’ora della sua morte, divise il suo potere in più parti, creando nove giganti intelligenti, ciascuno dotato di un’ abilità particolare (il gigante bestia, il colossale e il corazzato sono alcuni di questi).

Con l’ausilio dei loro poteri, essi crearono il gigantesco impero di Eldia, che sottomise con la forza tutte le altre popolazioni allora esistenti, considerandole inferiori. Infine, dopo molti anni di soprusi, il popolo di Marley riuscì ad infiltrarsi ad Eldia, rubando ben sette dei loro giganti, e fu così che l’impero eldiano conobbe la sconfitta. Piuttosto ironico è il fatto che, dopo la caduta dei loro nemici, Marley fece esattamente lo stesso, servendosi dei sette giganti rubati per accrescere il proprio potere militare e ad imporsi come nuova potenza bellica.

UN POPOLO SOTTOMESSO

Da quell’evento in poi, gli eldiani vengono trattati con estremo disprezzo da tutto il resto del mondo, vivendo in uno stato di forte sottomissione dinanzi ai marleyani; nonostante i migliaia di anni passati da quell’evento, i discendenti di Ymir continuano a pagare per le colpe dei loro avi, vivendo in uno stato di forte soggezione.

Gli eldiani vivono a Marley, ospitati dai loro stessi nemici, ma rinchiusi in dei ghetti appositi, dai quali non possono neanche pensare di uscire senza autorizzazione, e costretti a portare una fascia d’identificazione sul braccio. Loro non hanno alcun diritto lì, non possono sperare di diventare qualcuno di importante e non hanno scelta differente dal rimanere nei loro ghetti a fare una vita spartana e misera, perennemente odiati da chiunque li circondi.

Inutile dire che Eren, Armin, Mikasa e tutti quelli che vivono dietro le tre mura appartengono proprio a questa razza, e sono discendenti diretti del primo gigante.

UN TRAGICO ERRORE

Lo spettatore viene a conoscenza di questi segreti tramite gli occhi di un Grisha Jeager bambino, portato dalla sua giovane ingenuità a commettere un grave errore: desideroso di far vedere un dirigibile alla sua sorellina, egli viola le regole ed esce dalla “zona di internamento” (così vengono chiamati i campi in cui vivono gli eldiani), avventurandosi in città.

Mano nella mano, i due bambini si avventurano fra i vicoli e le vie cittadine, seguendo con lo sguardo il dirigibile alto nel cielo mentre tentavano di ignorare quello carico di odio e disprezzo dei cittadini intorno a loro. I marleyani, infatti, conducono una vita decisamente più agiata e, dall’alto della loro supposta superiorità, non tollerano di condividere l’aria che respirano con quelli che loro chiamano “i discendenti del Diavolo”.

Grisha riesce nel suo scopo ma, dopo pochi attimi donati dalla vista del dirigibile, vengono scoperti da due soldati; lui verrà malmenato come punizione mentre lei subisce una sorte ben peggiore, finendo in pasto ai cani come fosse un pezzo di carne.

UN TRADIMENTO INASPETTATO

Arrivati a questo punto, lo spettatore ignaro del manga non può che rimanere a bocca aperta di fronte a tutte le rivelazioni che avvengono solo nella prima metà dell’episodio. E il bello viene solo in seguito!

Una volta cresciuto, Grisha si unisce ad un gruppo rivoluzionario di eldiani decisi a rovesciare l’impero di Marley, dove conosce la sua prima moglie, Dina Fritz, che in seguito gli avrebbe donato il peggiore dei figli, ovvero Zeke Jeager, l’attuale titano bestia.

Com’era facile prevedere, il piano rivoluzionario fallisce miseramente, e proprio per mano di Zeke, che non si fa scrupoli nel tradirli e consegnarli alle guardie. In seguito, avviene la scena più dolora di tutto l’episodio: i due vengono torturati e portati all’isola di Paradise, condannati ad essere trasformati in giganti senza intelligenza che vagheranno su di essa in eterno.

UN PARADISO PEGGIORE DELL’INFERNO

Durante tutto il capitolo, gli eldiani venivano spesso minacciati di “andare in paradiso”; inizialmente uno pensa la cosa più ovvia, cioè che significhi essere uccisi, ma non è proprio così. Esseri mandati in paradiso per gli eldiani significa qualcosa di ben peggiore della morte. A loro basta che un minimo di fluido spinale dei giganti entri nel loro corpo per trasformarsi in uno di essi, delle bestie senza alcuna percezione che vagheranno sull’isola di Paradise per l’eternitá. 

Questa è una delle verità più crudeli dell’intera trama; i giganti che Eren e compagni hanno combattuto finora, non sono altro che poveri umani della loro stessa razza eldiana, trasformati controvoglia da un regime decisamente crudele e razzista nei loro confronti.

Grisha riesce a salvarsi grazie ad un piccolo aiuto, ma Dina non è altrettanto fortunata o, per meglio dire, necessaria; ammetto che avrei paghato per vedere l’espressione degli spettatori nel vederla trasformarsi nel titano sorridente che poi avrebbe divorato la madre di Eren.

UNA VERITÀ SENSATA

Queste sono le risposte di Isayama. I giganti non sono venuti dal nulla e fuori dalle mura non c’è niente di ciò che pensavamo. A voi che effetto vi ha fatto? Era questa la verità che vi aspettavate?

Io no, sinceramente; quando la lessi nel manga per la prima volta rimasi spiazzato.

Apprezzo moltissimo tutto l’argomento riguardo Eldia e Marley, nonché il significato e le analogie che si celano dietro al loro conflitto. Penso che un po’ tutti si siano accorti durante la visione che i comportamenti dei marleyani nei confronti degli eldiani ricordano parecchio quelli di un certo regime creato da un orribile individuo coi baffi durante la seconda guerra mondiale.

UN’ INQUIETANTE ANALOGIA

Sì, proprio così, le analogie col nazismo sono parecchie, e ora provvedo ad elencarne alcune.

1)) Gli eldiani vengono considerati esseri ripugnanti e malvagi senza alcun motivo apparente, se non quello della razza.
2) Tutti, dal primo all’ultimo, vivono rinchiusi in dei campi di prigionia, dai quali è proibito loro uscire, molto simili ai campi di sterminio.
3) Qualora uscissero, devono comunque indossare una fascia intorno al loro braccio per essere riconosciuti come eldiani, quindi come esseri inferiori.
4) Al minimo segno di ribellione o di trasgressione alle regole, subiscono punizioni corporali, vengono mandati a morire o peggio.

Attenzione, però! Vi chiedo di non prendere troppo sul serio quest’analogia; l’ispirazione è evidente, ma questa rimane sempre un’opera fittizia senza alcun vero collegamento con la realtà. Ci tengo a precisare questo perché, ovviamente, non sono mancate le indignazioni e le polemiche a dir poco insensate al riguardo.

LA RASSEGNAZIONE AL SOPRUSO

Ciò che più mi stupisce degli eldiani, però, è la loro mentalità così fastidiosamente passiva; la maggior parte di loro accetta di pagare e soffrire per i supposti crimini commessi dai loro antenati migliaia di anni prima, e non fanno niente per impedirlo, anzi sembrano quasi apprezzarlo. In qualche modo, accettano la loro condizione con condiscendenza, credendo sia meritata in fondo.

Ovviamente, la posizione di netto svantaggio dinanzi ai loro carnefici gioca un ruolo importante in questa scelta, ma non tanto quanto la voglia assolutamente insensata di fare ammenda. Sono persone talmente soggiogate e influenzate da non accorgersi nemmeno dell’assurdità di questa loro mentalità.

INDOTTRINAMENTO TRAMITE LA PAURA

Marley ha applicato una politica di indottrinamento che li ha resi docili come pecore; li convincono di dover essere grati ai loro oppressori, così “magnanimi” da lasciarli in vita, nonostante pensino meriterebbero la morte a prescindere per il semplice fatto di essere nati eldiani.

La popolazione di Ymir subisce l’odio di un paese intero che, tuttavia, non può sbarazzarsi di loro. Marley, infatti, è un paese reso potente proprio dai poteri dei giganti di cui si è impossessato, e solo solo gli eldiani possono usarli; di conseguenza, gli torna comodo tenerli vicino, purché se ne stiano reclusi nei campi di internamento.

Il lavaggio del cervello a cui li sottopongono, basato sulla paura e il disprezzo, è così efficace da privarli di ogni orgoglio o voglia di combattere. Accettano di pagare per colpe non loro, non pensando neanche per secondo a ribellarsi e considerando coloro che vivono all’interno delle mura dei mostri.

UNA SCELTA CORAGGIOSA

Sì, avete capito bene: Marley spinge gli eldiani ad odiarsi a vicenda, dichiarando quanto quelli che vivono sotto il loro dominio nei campi siano migliori dei mostri malvagi scappati in un’ isola sperduta.

Hajime Isayama prende liberamente spunto da uno dei periodi più oscuri dell’umanità, causa della perdita di un numero spropositato di vite umane, e lo aggiunge sapientemente alla sua storia fittizia.

Secondo me, la scelta è molto coraggiosa; sviscerare un argomento così delicato in un manga che, fino ad allora, aveva trattato ben altro non è facile, ma io mi ritengo assolutamente soddisfatto del risultato. Adoro le risposte che l’autore ha fornito, rivelatesi più elaborate del previsto.

UNA VERITÀ INCERTA

Vorrei, inoltre, sottolineare un particolare narrativo davvero azzeccato, ovvero rendere incerta l’origine dei titani, cambiando versione a seconda dei punti di vista.

Per la gente di Marley, Ymir Fritz era una poco di buono che ha fatto un patto con un “demonio”, ottenendo un potere che ha causato solo dolore e sofferenza, ma il popolo di Eldia la vede in maniera differente; loro affermano che Ymir avesse usato i suoi poteri per costruire strade, città e migliorare lo stile di vita delle persone, dopo averli ottenuti da una “divinità”, una creatura decisamente positiva.

Nel nostro mondo, le persone tendevano spesso a modificare le storie e le leggende dove necessario per adattarle meglio ai loro punti di vista; ogni parte ha sempre tentato di portare l’acqua al suo mulino come meglio poteva, modificando dettagli scomodi al rispettivo modo di vedere le cose.

Questa scelta di ambiguità, di non dare una singola versione, rende il mito di Ymir Fritz decisamente più interessante.

IL FINALE SI AVVICINA

Quest’episodio ci ha fornito molte altre rivelazioni: il titano fondatore capace di controllare tutti gli altri, il primo Re che scappò via da Marley rifiutando il conflitto e minacciando di liberare i migliaia di giganti nelle mura se disturbato, ecc.

Vorrei discutere approfonditamente su questi dettagli, ma rischierei di fare parecchi spoiler a chi non segue l’opera cartacea, quindi preferisco fermarmi.

Vi invito sinceramente a proseguire con gli ultimi due episodi di questa straordinaria terza stagione. Credo dovremo aspettare molto prima di vedere di nuovo L’attacco dei giganti animato, ma vi dico che un eventuale quarta stagione sarà qualcosa di parecchio differente a ciò che questa serie ci ha abituato. Molti di voi la riconosceranno a stento.

Alla prossima!

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