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One Punch Man 2: Commento episodio 8

Altra settimana, altro episodio di One Punch Man 2, altro commento qui su DrCommodore.

Dopo un paio di episodi davvero confusionari, finalmente si torna ad un ritmo narrativo più pacato. La storia tentava di raccontare tutto insieme finendo col raccontare nulla, ed è bello riuscire finalmente a godersi un episodio più bilanciato su questo aspetto. La fine del torneo ha segnato l’ufficiosa vittoria di Suiryu, introducendoci al contempo nella susseguente invasione dell’Associazione dei Mostri. In particolare, Goketsu si rivelerà un nemico formidabile e la sua incontrastabile forza causerà non pochi problemi.

Webgen

Eppure, ecco che l’arrivo di un gruppo di potenti eroi scombussolerà le vicende! No, non sto parlando di Snek e Lampo Max, e neanche del nostro amato protagonista. Mi riferisco all’arrivo dello Studio LAN e dell’incredibile webgen (web 系).

Per semplificare, il termine webgen è utilizzato dai fan per indicare quella “generazione” di giovani talenti provenienti da tutto il mondo che sono approdati nelle produzioni nipponiche grazie alle animazioni che realizzavano e postavano online. Lavorano quasi completamente in digitale ed alcuni non sono neanche maggiorenni. Grazie allo studio LAN, praticamente uno studio di outsourcing, hanno potuto lavorare ad opere parecchio conosciute, tra cui Boruto, SSSS. Gridman, e Black Clover. È davvero bello vedere così tanti nomi occidentali farsi strada nel tortuoso mondo dell’animazione giapponese, e spero vivamente possano trovare la loro strada in futuro e prendere parte a progetti più ambiziosi. Per adesso li abbiamo visti apparire quasi soltanto negli anime che stanno avendo difficoltà in fase di produzione, ed ecco quindi spiegata la loro presenza in One Punch Man 2. Ciò è dovuto alla loro poca esperienza nel settore, alle barriere linguistiche e al fatto che, purtroppo, vengono pagati malissimo.

Eroi inaspettati

Il loro apporto sul piano tecnico, insieme a quello dell’onnipresente Kenichiro Aoki, ha concesso a questo episodio l’indiscusso titolo di migliore della stagione.
Ryan White e Julian Bentley ci hanno regalato due scene con un character acting pregno d’espressività: i movimenti sbandati e incerti dei personaggi riflettono in maniera chiara lo spavento e l’insicurezza che stanno provando, appesantendo la già terribile atmosfera evocata da Goketsu. In particolare osservate la realisticità dei movimenti dei capelli della ragazza in costume da bagno e l’assenza di lucidità che è possibile notare nei movimenti del personaggio in giacca e cravatta.

Riooo riesce, con i suoi fulmini ispirati a Kenichi Katsuna, a portare nello show degli effetti speciali finalmente credibili e soprattutto davvero notevoli. Le audaci scene d’azione di Yen e del duo Daniel Baron e Will Martinez seguono l’esempio di Aoki e recidono quel legame, oramai quasi simbiotico, con la telecamera di cui ci siamo lamentati per tanto tempo. E la differenza è palese: i combattimenti sono più chiari, più dinamici e soprattutto più godibili. Ma per comprendere al meglio il distacco tra le scene a cui hanno lavorato ed il resto non dobbiamo spingerci chissà dove, basta guardare lo stesso episodio. Come gli stessi ragazzi hanno affermato su Twitter, J.C. Staff ha concesso loro di lavorare soltanto ad una metà dell’episodio, concedendo loro persino di scegliere. Il gruppo di giovincelli ha optato per la prima e, se non fosse per l’ennesimo sforzo di Kenichiro Aoki, la spaccatura sarebbe stata più che evidente.

Lavoro sciupato

Eppure, l’animazione è il frutto del lavoro collettivo svolto da tanti reparti diversi, e in questo caso questi hanno finito per “ostacolarsi” a vicenda. Pur contando con la presenza dei key frames di questi talenti, i problemi che da tempo affliggono la serie sono sempre lì e finiscono per sciupare il loro lavoro. In giro l’episodio non è stato ricevuto con l’entusiasmo che merita, ed è davvero triste vedere queste reazioni da parte del pubblico. Questo gruppo di ragazzi si è messo in gioco e ha tentato con tutto se stesso di elevare qualitativamente lo show. Si sono fiondati, come hanno fatto quasi sempre, in una produzione ormai senza speranze pieni di determinazione e voglia di fare, soltanto per regalarci un sorriso; insomma, sono dei veri e propri eroi. Il minimo che possiamo e dobbiamo fare, quindi, è riconoscere ed evidenziare il loro coraggioso sforzo.

Umanità o potenza?

La folgorante entrata in scena di Goketsu e dei suoi scagnozzi ci permette finalmente di esplorare più a fondo i personaggi che hanno partecipato al torneo. Abbiamo già menzionato anteriormente la volontà di ONE di sottolineare quanto sbagliata sia la decisione di abbandonarsi al potere, e in questo episodio ne abbiamo un ulteriore conferma. Sarà infatti la difficile scelta di trasformarsi in mostri o morire che ci permetterà di esplorare più a fondo i personaggi.

Bakuzan e Choze scelgono la via più semplice per colmare la distanza che li separa dai loro rivali, sacrificando volentieri la loro anima e condannandosi alla disperazione. Suiryu, più di tutti, ha subito un forte trauma dalla sconfitta e sarebbe bastato un attimo per trasformare questi sentimenti in odio verso Saitama. Mangiare le cellule gli avrebbe permesso, inoltre, di ottenere la forza ed il divertimento che tanto desiderava. Eppure, Suiryu decide di conservare la sua umanità, la sua ironia e passione per le belle donne. Non solo sceglie di non vendicarsi di Saitama, ma rimanere persino sul ring per sconfiggere i cattivoni. Proprio lui, che tanto disprezza i valori dell’eroe. E in effetti si, il personaggio si è reso parecchio antipatico nelle puntate precedenti, ma in fondo è una brava persona.

La richiesta di un appuntamento alla ragazza è soltanto un espediente per poter dire “lo faccio per lei”, per mascherare la sua volontà di salvare gli altri concorrenti. Sarebbe stato facile schivare l’attacco elettrico di Choze, eppure il personaggio lo respinge per non coinvolgere le persone dietro di lui. Purtroppo per lui, però, Suiryu può essere forte quanto vuole, può fare a pezzi chi che sia, ma rimane sempre un misero umano. Un umano che, una volta realizzata la sua inferiorità, non può che andare in panico, chiedere aiuto e implorare pietà.

Crescita e sviluppo

Ed è proprio qui che la differenza tra il semplice lottatore e l’eroe brilla con più luce. Snek e Lampo Max non hanno alcuna speranza di sopravvivere, eppure non ci pensano due volte a tornare in combattimento. Sono pronti a sacrificare sé stessi e gettarsi in una lotta suicida perché quelli sono i loro valori. Ed è proprio il loro coraggio a far comprendere a Suiryu la lezione che abbiamo imparato la scorsa settimana: non è la forza che conta.

Per quale ragione, dovremmo chiederci, l’arrivo dei due eroi riesce a tranquillizzare Suiryu nonostante questi siano più deboli di lui? Per quale motivo i due personaggi non scappano? Perché sembrano non provare alcuna paura?
Perché, in realtà, sono le intenzioni notevoli, i nobili ideali, l’etica signorile e il senso di giustizia dell’eroe a fare la differenza. Con questi possiamo salvare chiunque, persino chi è più “forte” di noi.

Il ragazzo presuntuoso, belloccio e sicuro di sé si è visto in un paio di minuti più debole delle persone che prendeva in giro. Ha visto il suo volto diventare orrendo e in poco tempo ha perso la compostezza che tanto lo caratterizzava. Per lui, alla fine, è arrivato il momento di cambiare.


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Matteo Mellino

Matteo Mellino

Matteo Mellino, sul web Mr. Gozaemon. Tormenta continuamente amici e familiari parlando dell'argomento che più lo affascina e al quale dedica tutto il suo tempo libero: l'animazione giapponese. Più pigro di Spike, testardo quanto Naruto ma sempre positivo come Goku.

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