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Dororo: un approfondimento sulla mitologia giapponese

La mitologia in Dororo

Tra gli anime più sgargianti che la nostra amata industria d’animazione giapponese ci ha portato in questo 2019 troviamo sicuramente Dororo, prodotto da MAPPA. Per quei pochi che non lo sapessero, Dororo è l’ennesimo adattamento animato di uno dei manga di Osamu Tezuka, figura chiave per il mondo anime e manga. E seppur Dororo non faccia sicuramente parte dei suoi “must watch”, l’adattamento di MAPPA è riuscito a fargli giustizia come mai prima d’ora.

Sono tantissime le tematiche interessanti che emergono durante la visione, tutte degne d’analisi e di un approfondimento. L’era Sengoku del resto è tanto interessante quanto violenta, e c’è sempre un qualcosa in più da dire per mostrarne un’aspetto non ancora esplorato. Ma Dororo non è ricco soltanto di spunti filosofici e morali!
Sono innumerevoli infatti gli scontri nei quali Hyakkimaru si tufferà senza esitazione, determinato a sconfiggere i demoni che hanno portato via la sua essenza. Ed è proprio su questi che ci soffermeremo oggi. Creare un numero così alto di demoni e mostri non dev’essere stato facile e, per quanto grande possa essere la sua immaginazione, Tezuka non può che aver preso spunto dalla mitologia giapponese per trasporli su carta.

Partiamo quindi alla scoperta delle vere origini di questi mostri e delle interessanti leggende che li circondano, sperando di trovare qualche curiosità interessante!

Mostri? Demoni? Entità misteriose?

In Dororo sono presenti parecchi tipi di mostri e demoni diversi, ma per semplicità in questo articolo li chiameremo tutti così. Sappiate comunque che in giapponese esiste di fatto un termine ben specifico per identificarne alcuni: yōkai (妖怪), dove sta per “maleficio”, e kai per “manifestazione inquietante”. Nel complesso il termine viene spesso tradotto come “spettro” o “demone”, e sicuramente capirete il perché solo guardandoli. A seconda della forma che assumono (umanoide, yōkai animali e persino oggetti) arrivano addirittura a cambiare completamente nome. Inoltre, gli yōkai non sono necessariamente entità maligne, bensì è possibile incontrarne di dispettosi e disinteressati, o persino portatori di fortuna. Insomma, sono entità sovrannaturali molto variegate a cui venivano affibbiate le colpe di una disgrazia o i meriti di un colpo di fortuna, più o meno come le nostre divinità in passato o le fate nella mitologia europea.

Ma non perdiamoci in chiacchiere e passiamo subito al dunque!

Kamaitachi

Kamaitachi

Kamaitachi (鎌鼬) appare nel terzo episodio della serie e permette a Hyakkimaru di recuperare la sua gamba destra. È uno yōkai dall’aspetto molto simile a quello di una Donnola, generalmente considerato maligno. Attacca le persone grazie ai suoi artigli affilatissimi cavalcando folate di vento con una velocità senza pari, per poi dileguarsi subito dopo. Esistono varie versioni dello yōkai in questione, ma la più famosa lo vede come parte di un terzetto, di cui il primo demone faceva inciampare la vittima, la seconda le tagliava la pelle e la tera le curava le ferite con una medicina. Questa particolare versione deriva da un gioco di parole attraverso il quale kamaetachi (構え太刀) diventava kamaitachi (鎌鼬, ovvero donnola con le falci). La sua è una presenza parecchio diffusa nel mondo anime e manga, e di fatto appare in One Piece, Inuyasha, Naruto e Shaman King.

Kyubi

Kyubi

Probabimente il demone più famoso nel pubblico mainstream grazie al ruolo importante che ricopre in Naruto. La Volpe a nove code (九尾狐) è una creatura a forma di volpe che possiede nove code (da qui il nome ovviamente) che deriva dalla mitologia cinese. In Dororo appare in tutta la sua maestosità e attacca Hyakkimaru, eppure in realtà sono esseri dispettosi che si dilettano ad ingannare le persone traformandosi in donne affascinanti. Sono esseri in grado di usare la magia, capaci di avvelenare gli umani attraverso di essa e persino possederli, facendo perder loro la memoria per sempre. Si narra inoltre che quando una Volpe a nove code raggiunga i mille anni d’età, trascenda in paradiso per poi trasformarsi in una Volpe Celestiale. Ciononostante, le loro intenzioni variano da racconto a racconto, per questo non vanno necessariamente considerate come esseri maligni.

Jorōgumo

Jorugumo

Jorōgumo (絡新婦) è uno yōkai nato dalla mitologia giapponese che assume la forma di goblin o spettro. Dove risiede quindi il collegamento con Dororo se nell’anime appare sotto forma di ragno? Jorōgumo fa anche riferimento ad una certa specie di ragni, e inoltre il demone, proprio come Kyubi, ha l’abilità di assumere le sembianze di una bella donna quando necessario. Tra le tante storie che riguardano questo yōkai, troviamo quella in cui questo appare a un giovane samurai sotto le sembianze di una ragazzina di 19-20 anni cercando di ingnannarlo. Il samurai riconosce la sua vera forma e la ferisce gravemente, scatenando la sua fuga e il giorno dopo causando la sua morte. Ed è davvero interessante notare come invece nella sua apparizione nell’anime (episodio 7) accada una situazione parecchio simile, che finisce però con un finale ben più felice.

Amanojaku

Amanojaku

Amanojaku (天邪鬼) è una creatura demoniaca originaria della mitologia giapponese. Generalmente assume la forma di un piccolo oni e si caratterizza per la sua capacità di evocare i desideri più nefasti dell’animo umano, inducendo le sue vittime a compiere delle azioni discutibili. Questo yōkai deriva probabilmente da un’entità divina chiamata Amanosagume (天探女), capace invece di scrutare nell’animo delle persone. Nell’anime appare svariate volte, però l’episodio in cui viene creditato alla fine è il numero 19.

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Matteo Mellino

Matteo Mellino

Matteo Mellino, sul web Mr. Gozaemon. Tormenta continuamente amici e familiari parlando dell'argomento che più lo affascina e al quale dedica tutto il suo tempo libero: l'animazione giapponese. Più pigro di Spike, testardo quanto Naruto ma sempre positivo come Goku.

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