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Anime & Manga Approfondimento

One Punch Man 2: Commento episodio 6

Ben ritrovati all’appuntamento settimanale qui su Dr Commodore nel quale prendiamo in analisi gli episodi di One Punch Man 2. Il tempo passa in fretta e in un batter d’occhio siamo già arrivati a metà serie, ed è quindi giunto il momento di fare un dovuto resoconto di metà stagione.

Un breve sguardo indietro

Fino ad ora l’adattamento di J.C Staff si è dimostrato parecchio deludente, alternando ad una storia interessante, ma raccontata in modo frettoloso, una qualità tecnica sin troppo altalenante. Purtroppo, però, il pendolo qualitativo della serie non ha oscillato tra l’eccellenza e la mediocrità, bensì tra quest’ultima e l’insufficienza. L’adattamento segue troppo rigidamente le tavole del manga, arrendendosi a presentare semplicemente una versione colorata e sonorizzata dei disegni di Murata. Per carità, è possibile trovare alcuni tentativi di evadere la prigione del manga, ma sono comunque fin troppo rari e ininfluenti. La deludente qualità tecnica dell’anime accompagna una storia che incontra i suoi difetti non tanto nel cosa, ma nel come. I toni satirici e parodistici del manga non vengono spesso centrati a pieno e la narrazione semplicemente non riesce ad enfatizzare correttamente le scene importanti. Non c’è quindi altra scelta se non quella di chiudere un occhio e godersi la storia, sperando in un eventuale miglioramento futuro.

Il sesto episodio

Le due ultime settimane si sono rivelati alquanto deludenti, ma per lo meno questa volta J.C. Staff si fa perdonare presentandoci un episodio tutto sommato accettabile. Riprendiamo quindi il passo con la storia dal punto in cui c’eravamo lasciati la scorsa settimana: il torneo è ormai iniziato e l’invasione delle entità misteriose si fa sempre più preoccupante.  La storia prosegue in maniera meno frettolosa rispetto all’episodio precedente e i combattimenti si rivelano quanto meno interessanti. Torna infatti l’impronta di Kenichiro Aoki; il brillante animatore ricopre per la sesta volta di fila il ruolo di action animator e riesce sempre a portare su schermo degli scontri dinamici. Ad accompagnarli troviamo anche un inusuale presenza di stili diversi atti a trasporre i toni parodistici della serie o ad enfatizzare i sentimenti dei personaggi, un dettaglio la cui assenza fin’ora si era fatta sentire.

Non solo mazzate

Come al solito i vari scontri tra i personaggi non sono inseriti lì solamente per fare scena, bensì per veicolare un messaggio e per approfondire/far crescere i personaggi. È bello vedere gli eroi crescere grazie alle sconfitte passate o interrogarsi sul funzionamento della società che rappresentano, così com’è bello vedere Genos ottenere niente di meno che una striscia di vittorie di fila!
Il nostro Demone Cyborg non ha proprio un ottimo trascorso con le entità-insetto, e questa volta viene di nuovo messo in difficoltà da uno scarafaggio. Lo scontro tra Tormenta e Sadoma S ci dimostra la gentilezza del personaggio, che arriva quasi a farsi sconfiggere pur di non ferire i suoi preziosi compagni di lavoro. Al contempo osserviamo invece come Tornado non ci pensi due volte prima di aggredirli, ma su questo punto il personaggio stesso sarebbe alquanto in disaccordo.

Il tallone d’Achille

Già nella puntata precedente avevamo iniziato ad intuire l’esistenza di una possibile mente dietro l’attacco agli eroi, e questa volta ne abbiamo la conferma. L’arrivo del temibile Orochi riesce a mettere in difficoltà l’intera società degli eroi senza neanche spiegare le sue forze principali, e lo fa colpendoli in quel punto debole che i vertici dell’Associazione degli Eroi faticano a comprendere: maggiore quantità non equivale a migliore qualità. E questo è un problema che viene evidenziato durante tutto l’episodio: si inizia dal momento in cui Tormenta ricorda le avvertenze di Saitama sull’inutilità di agire in gruppo finendo con le considerazioni di Suiryuu e Genos, passando per le riflessioni di Snek e per la già menzionata ed evidente tragica situazione nella quale si trovano gli eroi. Tutte conducono allo stesso problema: ci sono troppi eroi deboli e, seppur si uniscano, ciò non basterà affatto a respingere il vero pericolo. Perché, proprio come afferma Suiryu, sono soltanto i più forti a sopravvivere.

La situazione è tragica: l’assenza di Genos, Mazza Metallica e Metal Knight si farà sentire e Tornado non potrà di certo fare tutto da sola. Ad aggiungersi al distruttivo arrivo di Orochi c’è anche Garō, sempre a caccia di eroi e pronto a far prevaricare il male.

Cosa ne sarà del pianeta Terra? Riusciranno i nostri eroi ad uscirne vivi? Non ci resta che scoprirlo la prossima settimana.

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Matteo Mellino

Matteo Mellino, sul web Mr. Gozaemon.
Tormenta continuamente amici e familiari parlando dell'argomento che più lo affascina e al quale dedica tutto il suo tempo libero: l'animazione giapponese.
Più pigro di Spike, testardo quanto Naruto ma sempre positivo come Gon.