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Approfondimento Videogames

Sea of Thieves: Anniversary Update. Perché cambiare ciò che già (più o meno) funziona?

Sea of Thieves: l’anniversario

Il 2018 ha visto nascere giochi che entreranno nella storia, un duello fenomenale a colpi di GOTY e premi che ha infiammato il mondo dei videogame, incredibili perle indie e numerosi giochi controversi che tutto sommato, insieme, hanno fatto la stessa cosa: dividere la rete.

Un titolo di punta

Sea of Thieves, facente parte di quest’ultima categoria, era la punta di diamante delle numerose conferenze di Microsoft che negli ultimi anni ha faticato sempre più a sfornare esclusive all’altezza della spietata Sony.
A capo dei lavori di questo oneroso compito troviamo Rare, software house non di certo alla prima esperienza e con un bagaglio di cultura alle spalle non da poco. Le aspettative erano al massimo e un fallimento avrebbe rischiato di affossare ancor di più la reputazione di una Microsoft che oramai stava arrancando non poco.

L’inizio di questa storia parte con l’apertura della alpha delle prime settimane di Gennaio che permette a numerosi giocatori di tastare finalmente con mano il titolo e di solcare i mari del gioco di Rare. Il riscontro iniziale è tutto sommato ottimo e le persone che hanno avuto l’opportunità di provarlo son rimaste più che soddisfatte: una direzione artistica sublime e un gameplay semplice ma tremendamente solido ed efficace avevano incantato tutti!

Sea of Thieves

Rilascio e scetticismo

Tali impressioni si sono poi ripetute anche nella varie beta pubblicate poco dopo ovviamente, anche se si faceva man mano sempre più presente l’ombra di un dubbio enorme riguardante un particolare aspetto del gioco: i contenuti.
Entrambe le versioni anticipate del titolo, infatti, non vantavano una grande varietà nel gameplay, che bene o male si limitava ad un servizio di consegna bauli contornato dai pochi scheletri che poco potevano contro le nostre armi.
Un’esperienza estremamente monotona che il mercato confidava sarebbe stata rimpiazzata nella release finale con un gameplay ben più consistente e ricco di varietà.

20 Marzo 2018, Rare vara finalmente Sea of Thieves e appena la nave tocca la superficie del mercato le critiche fioccano: i timori si erano concretizzati e il gioco presentava delle falle a livello contenutistico non ignorabili.
La media di metacritic si attesta su un comunque soddisfacente 70 ma c’è poco da fare: per il pubblico è l’ennesimo fallimento della casa di Redmond. La rete si scatena e il numero di giocatori in poco tempo si assottiglia.

Sea of Thieves

Espansione e rinascita

Lo studio di Twycross tuttavia non si dà per vinto e continua imperterrito a supportare il titolo con numerosi miglioramenti e DLC gratuiti che vanno ad arricchire non poco l’esperienza, nonostante le aspre critiche e una community sempre più scettica.
In pochi mesi il titolo ha saputo rinascere senza reinventarsi o stravolgere la forma di gioco: nuovi nemici, nuove missioni e nuovi cosmetici hanno espanso l’universo del titolo rendendolo più godibile ed apprezzabile anche durante i viaggi che prima erano solamente dei tempi morti.

Dopo un anno dall’uscita del titolo, Rare Studios ribadisce la propria testardaggine e presenta l’Anniversary Update; non uno stravolgimento, non un’eliminazione sistematica dell’esperienza passata, ma un miglioramento della propria opera.
La più grande sconfitta per la software house britannica non sarebbe stato l’abbandono del gioco, ma probabilmente il rinnegarlo e dimenticarlo in cambio di una formula di gioco più appetibile ai più.

Sea of Thieves

Una nuova modalità: l’Arena

Le cose da descrivere nelle ore di gioco passate in questo aggiornamento potrebbero essere ben poche, ma vogliamo comunque dare un certo peso e una certa importanza ad elementi che potrebbero sembrare a più delle aggiunte marginali o addirittura ignorabili.

Parliamo ad esempio dell’Arena: una parte della community richiedeva a gran voce una modalità che stimolasse il PVP e l’Arena risponde perfettamente a tali richieste. Una formula di gioco strettamente competitiva e che richiede una conoscenza del titolo e una maestria fenomenale, una cooperazione tra compagni di squadra impeccabile e la giusta dose di strategia.
25 minuti di partite che passano in un attimo tra insulti, risate e ancora insulti in una caccia al tesoro che chiama a sé numerosi galeoni affamati di punti.

La battaglia si svolge in una piccola area delimitata della mappa di gioco e consiste nell’accumulare punti in numerosi modi. I giocatori saranno chiamati a trovare le numerose casse seppellite nelle varie isole e che garantiranno importanti punti. La tattica però non si limita a ciò e la modalità favorisce ed incentiva l’utilizzo della polvere da sparo per appropriarsi  delle casse anche in modo più squisitamente piratesco!

Sea of Thieves

Il mondo piratesco approfondito e progressione

Grandi pecche nel comparto matchmaking che non risponde minimamente alle richieste di questa attività tra ciurme mal amalgamate e ridotte all’osso e tempi di attesa fuori dal mondo. Ottima idea la lobby di gioco che rispecchia pienamente lo spirito del gioco e permette ai giocatori delle varie alleanze di interagire con loro, oltre a permettere di acquistare le varie mercanzie offerte dal titolo.

Una campagna per un gioco che potrebbe dire tanto di sé stesso e del suo magnifico mondo! Sinceramente non aspettavamo altro
Il sistema utilizzato per tale campagna è lo stesso identico delle altre missioni e ovviamente con queste missioni condivide spesso le attività, ma non possiamo certo ignorare quel pizzico di narrazione che ci mancava come poche cose.
Tali obiettivi permettono finalmente di venire a conoscenza con dettagli di questo affascinante mondo piratesco e di leggende tramandate negli anni.

Sea of Thieves

Una campagna a capitoli e aggiunte di gameplay

La campagna si divide in numerosi capitoli separati l’uno dall’altro e che richiedono la risoluzione di vari enigmi posti nei libri, e nelle pagine da esso contenute, per essere portate a termine. Come già detto tale modalità si rifà ovviamente a molte meccaniche già presenti ed utilizzate per i vari contratti, sia dei cacciatori di tesori che dell’ordine delle anime, ma ne introduce anche delle nuove: casse finalmente apribili e costellazioni da individuare per poter trovare la giusta via attraverso il mare, ad esempio, portano con sé una ventata di novità.

Altre aggiunte minori come la pesca o l’arpione, migliorano incredibilmente la godibilità del titolo e riempiono alcune lacune che fino ad adesso minavano l’esperienza di gioco seppur in maniera minima. In primis la mancanza di cose da fare sulla nave, che si limitavano ad un aggiustare le vele o avvistare eventuali navi nella maggior parte dei casi; in parte risolta proprio da questa attività. Il tempo passato sull’imbarcazione infatti adesso potrà essere speso per affinare l’abilità e catturare pesci da vendere o da cucinare (Sì, adesso abbiamo anche una cucina). Non un cambiamento radicale ma un’aggiunta indubbiamente ottimale.

Sea of Thieves

Arpione e miglioramenti

L’arpione, d’altro canto, può fungere come un vero e proprio braccio della nave e può essere impiegato per molteplici utilizzi.
Tale arnese potrà essere infatti utilizzato per recuperare chest, barili o addirittura persone, o per effettuare manovre dapprima impossibili, come virate molto strette, sia in movimento che da fermi.

Anche in questo caso l’aggiunta non stravolge il modo di utilizzare il galeone ma risulta, anzi, un’aggiunta gradita e che ben si amalgama alla formula di gioco. Altri miglioramenti non trascurabili li possiamo notare anche sotto al cofano del gioco, e portano con sé miglioramenti minimi al framerate, un poco più stabile almeno su PC, e tempi di caricamento ridotti.

Sea of Thieves

In conclusione

Per concludere: Sea of Thieves ha fatto ammenda dei propri errori e ha espiato i propri peccati? Beh, nì.
Rare ha indubbiamente creato qualcosa di unico nel panorama videoludico moderno, qualcosa di lontano dalla perfezione ma che offre un’esperienza senza paragoni. I suoi problemi e difetti principali sono indubbiamente da imputare all’assenza di contenuti e alle meccaniche oltremodo ripetitive ma che tuttavia hanno aiutato a creare quel fascino tipico del titolo. Anche adesso il titolo soffre di problemi intrinsechi all’impianto di gioco che potrebbero distruggere l’esperienza di un novizio o di un gruppo poco affiatato. I problemi quindi permangono anche se sono allietati da un supporto lodevole dello studio che di certo non ha ancora finito.

Possiamo dare un voto, un giudizio? Certamente. Aiuterebbe il lettore? Dubitiamo. Se potessimo potremmo dare un 0.5 punti in più rispetto al titolo di pochi mesi fa e probabilmente un punto intero pieno rispetto al giudizio numerico del day one ma servirebbe a ben poco. Sea of Thieves rimane per noi un titolo invalutabile; tremendo, noioso e affascinante e divertente allo stesso tempo.

Le occasioni per provarlo grazie al Game Pass fornito da Microsoft di certo non mancano. Siete interessati al titolo? Provatelo, cercate un gruppo ben coeso di amici e imbarcatevi in questa avventura. Gli ostacoli non saranno pochi ma se riuscirete a superarli troverete un titolo con tanta voglia di dire la sua.

Sea of Thieves

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Corrado Papucci

Fruitore del mondo videoludico sin dalla nascita, il mio viaggio inizia partendo dalla versione freeware di Wolfenstein 3D e di Lemmings, passando per le mitiche PS2 e PS3 e le loro svariate perle , e termina ritornando ai cari e vecchi dispositivi dotati di mouse e tastiera.
Un gran bel viaggio che spero possa continuare anche verso nuove direzioni e piattaforme. Possibilmente anche economicamente raggiungibili.