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Anime & Manga Approfondimento

Analisi Nausicaä della Valle del Vento

Desolazione, carcasse metalliche, carne divenuta polvere.

Scheletri ora avvolti da organismi che crescono indisturbati, sopra quello che resta di un villaggio dove il tempo sembra essersi fermato.

“Un altro villaggio che è morto.”

Questo è l’incipit di Nausicaä della Valle del Vento.

Siamo in un futuro lontano 1000 anni, figlio di una civiltà che ha raggiunto l’apice industriale, per poi distruggersi nella guerra dei “Sette giorni di fuoco” e fare del mondo niente di più che una landa desolata che viene man mano inghiottita da un mare avvelenato. Elementi che da sempre sono sinonimo di purezza, come l’aria e l’acqua, sono ora letali. Sembra che non resti altro che morte in questo mondo. Nausicaä è la principessa della Valle protetta dal Sommo Vento che soffia dal mare, dove il veleno del Mar Marcio non arriva.

Mentre la minaccia del Mar Marcio e della Foresta Tossica incombe con i suoi insetti e le sue spore velenose, i due regni di Pejite e di Tolmechia si fanno la guerra. Il conflitto finale si avvicina e il desiderio di ottenere un’arma pensata come definitiva, l’ultimo Soldato Titano, trasformerà la pacifica Valle del Vento nel luogo che ospiterà questa battaglia.

La personificazione della natura

In questo deserto fatto di polveri velenose, resti e sabbia sorge maestosa una “foresta” i cui immensi alberi, che ne delimitano l’ingresso, sembrano quasi proteggere qualcosa e dove noi, insieme a Nausicaä, timidamente entriamo. La luce è quasi assente, filtrata come attraverso l’acqua, in questa “foresta” che pare quasi secolare. Scopriamo cosa nascondono le serrate pareti al di fuori e capiamo che proteggono quello che c’è all’interno, ovvero la vita. Non è una foresta come siamo abituati a immaginarla, fatta di una vegetazione più vicina ai suoi abitanti. Gli insetti, infatti, sono di dimensione e aspetto fuori dal comune. Un posto quasi ostile che mette a disagio lo spettatore. Nessuno dovrebbe stare lì.

Nascosti tra le fronde spiamo Nausicaä muovercisi spedita all’interno come se le appartenesse, persino gli abiti che indossa sono dello stesso azzurro di questa vegetazione incontaminata.

Gli abitanti di questo luogo non sembrano volare, ma fluttuare, il vento è praticamente assente e l’aria dentro la quale si muovono pare densa, come un plasma. L’impressione che abbiamo è quella di essere all’interno di un organismo vivoLa personificazione della natura è più volte ripresa in Nausicaä, viene introdotta con la foresta e poi ripresentata quando la protagonista viene inghiottita, quasi digerita, dal terreno insieme a Asbel, principe di Pejiite, caduto sconfitto dopo aver attaccato l’esercito di Kushana. Nausicaä, una volta ripresa, si ritrova in un luogo sconosciuto e apprende che la natura al di sotto ha un segreto da rivelare, il mistero della nascita del Mar Marcio. 

Infine, poco prima della battaglia conclusiva quando lo scontro è ormai vicino, troviamo il Soldato Titano tenuto sotto terra e immerso in quella che ha tutta  la parvenza di essere una sacca amniotica che protegge il suo feto. Il Soldato Titano è in attesa di risvegliarsi avvolto in un liquido che viene pompato attraverso quelle che sembrano proprio vene e che affondano le loro radici in quella che viene più volte chiamata, non a caso, Madre Terra.

La vera dimensione dell’uomo

Capire cosa abbia portato alla distruzione del mondo non ci è assolutamente difficile: l’incapacità di comunicare, le guerre per la supremazia, il continuo prosciugare le risorse della nostra terra e avvelenare la natura, fino alla minaccia termonucleare. Questi sono tutti temi che non ci sono affatto distanti.

In un mondo che all’apice della sua civiltà è stato distrutto dai Soldati Titani dalle dimensioni gigantesche, dominato da enormi insetti e una vegetazione che si è estesa per altezze che non aveva mai toccato prima, l’uomo appare piccolo come non lo è mai stato. Siamo noi a sembrare degli insetti, piccoli e fragili, pronti ad essere schiacciati da ognuna di queste nuove forme di vita. Per questo continuiamo a ricercare la grandezza per proteggerci come nei grandi aerei da guerra o nel Soldato Titano. La fragilità dell’essere umano è doppia, dapprima legata al corpo e poi ai suoi sentimenti. Il corpo è fragile proprio come quello della bambola che Yupa, nel tentativo di raccogliere, vede dissolversi nella sua mano tra le altre spore, sinonimo di un’umanità che è destinata a svanire nel vento.

L’altra faccia della fragilità risiede nell’incapacità di comunicare persino davanti a una minaccia più grande come quella del Mar Marcio che non si ferma. L’uomo continua a combattersi e il dialogo sembra impossibile. Il conflitto dell’uomo contro se stesso e contro la natura viene esemplificato perfettamente nella battaglia nel cielo dove l’aereo sul quale Nausicaä è prigioniera, una volta attaccato non ha altra scelta che cadere per mano dei nemici che lo hanno circondato o addentrarsi all’interno delle nubi cariche di fulmini.

“Il Mar Marcio si espande costantemente, eppure per dove si vada ci sono guerra e fame, null’altro che guerre funeste, ma perché non si può vivere come in questa valle?”

La stessa Kushana, principessa di Tolmechia, una volta dichiarata conquistata la Valle del Vento spiega le sue ragioni. Kushana aspira al ripristino di un epoca dove l’umanità è sovrana sulla natura, senza comprendere che quella stessa epoca dorata è in realtà ciò che ha condannato l’umanità alla condizione attuale.

“Noi abbiamo dato rinascita alle miracolose tecniche ed abilità che avevano un tempo reso gli esseri umani padroni della Madre Terra”.

La memoria del tempo si è dispersa, e la paura della minaccia che incombe impedisce agli uomini di capire che il Mar Marcio è nient’altro che conseguenza e non causa dello smodato desiderio di supremazia dell’uomo. Non a caso i Soldati Titani che si sono macchiati della colpa di aver distrutto la civiltà al suo apice sono di forma umanoide.

E ancora:

“Si dia fuoco al Mar Marcio, si uccidano gli insetti! Perché mai esitare nel riprenderci il Mondo degli Umani?”

Kushana è una donna forte e ferita, accecata dall’odio e che ha donato la sua vita alla guerra. Ci mostra prima un arto amputato, anticipandoci che quella è solo una delle ferite che ha riportato in battaglia, solo dopo comprenderemo che di umano le è rimasto ben poco, ma niente l’ha fatta desistere. Kushana combatterà fino a quando non avrà vinto la guerra, o avrà completamente distrutto se stessa, proprio come l’umanità, fino alla morte.

Perché combattere l’acqua con il fuoco?

Il desiderio dell’umanità superstite di voler combattere il Mar Marcio incendiandolo è un perfetto sinonimo dell’impossibilità di questa azione.

“Voi versate sull’orlo dell’estinzione a causa del mar marcio. Obbedite a noi, prendete parte alla nostra impresa e incenerendo il Mar Marcio faremo risorgere a nuova vita la Madre Terra”

L’utilizzo del fuoco nel lungometraggio è volto principalmente alla distruzione, l’uomo brucia tutto ciò che gli è ostile, che non comprende o di cui ha paura.

L’avviso della veneranda anziana è chiaro: i più hanno provato e fallito e questa guerra non fa che alimentare questo mare di veleno e desolazione che in realtà non attacca, ma si difende, e per farlo ricorre ai suoi figli, gli Ohm. Il Mar Marcio, ogni volta che ha subito un attacco, ha scagliato gli Ohm sui popoli come prolungamento di sé. 

“Gli alberi del Mar Marcio sono nati allo scopo di purificare il mondo, questo mondo che gli esseri umani hanno inquinato. Assorbono nei loro fusti il veleno della Madre Terra e facendone cristalli puri vanno a morire diventando sabbia.”

L’artificio umano è in contrapposizione a una natura che risponde e sembra quasi impossibile da contrastare, l’uomo non può niente contro la natura che si è ribellata, svuotata per anni dalle sue risorse e che ora cerca di difendersi e rifiorire. Nausicaä cerca disperatamente di portare il messaggio che la natura le ha rivelato e che ha sempre intuito, l’uomo ha bisogno di questa natura e ciò a cui deve realmente puntare non è la distruzione, ma la la convivenza.

Nausicaä infatti inizia la sua battaglia pacifica coltivando spore che dovrebbero essere velenose, comprendendo che a renderle tali è la terra stessa che la natura sta cercando di purificare.

“Quell’acqua chi mai pensate che sia a purificarla? Così i laghi, così i fiumi, le acque che gli esseri umani hanno finito per avvelenare gli alberi del Mar Marcio ce le purificano. E a quella foresta vorreste dare fuoco?”

Ma la sua voce non viene ascoltata e si disperde nel vento, mentre scade il tempo che ha a disposizione, la fine si avvicina.

…e infine il vento

Elemento da sempre caro all’autore, che fa di Nausicaä principessa di una valle dominata da grandi mulini. I mulini, pur essendo una costruzione dell’uomo, sono l’espressione di come si possa utilizzare l’energia della nostra terra senza avvelenarla. Per anni l’uomo ha cercato nuove fonti di energia senza curarsi che queste non danneggiassero la natura. L’energia eolica è sicuramente la più conosciuta tra le rinnovabili e la valle di Nausicaä, dove l’uomo è riuscito a vivere nel rispetto della natura, viene baciata e protetta proprio dal Vento.

Il personaggio al quale Miyazaki è fortemente legato deve il suo nome alla Nausicaä di Omero della quale è sintesi e evoluzione insieme a “La principessa che amava gli insetti”, racconto giapponese del tardo Periodo Heian.  Interiorizza l’animo gentile della Nausicaa omerica, che si prende cura del naufrago Ulisse e metabolizza la passione per la natura della principessa del racconto e, proprio come lei, trova diverse difficoltà nell’instaurare un dialogo con gli umani e non ne comprende le “regole”.

Nausicaä però non è solo una principessa, ma è anche un’eroina che pur avendo fatto della sua missione quella di trovare una soluzione per vivere in questo mondo senza combatterlo, nel momento in cui suo padre le viene portato via, perde il controllo e uccide.

Proprio come i suoi amati Ohm, che quando si sentono attaccati e tingono i propri occhi di rosso, per poi essere colta subito dal rimorso.

Lo stesso rimorso lo prova nel guardare il piccolo Ohm, ferito e ridotto ad esca dalla sua gente. Pur non essendo direttamente colpevole, sente il bisogno di chiedergli scusa per ciò che l’uomo gli ha fatto. Nausicaä nel tentativo di salvarlo tinge il suo vestito di sangue, di sangue blu.

Entrambi feriti e vittime di questo conflitto sembrano non poter fare nulla per fermarlo. Insieme i due fanno un ultimo disperato tentativo, andando incontro a morte certa, perché neanche il piccolo può placare la rabbia dei suoi simili che sono ormai fuori controllo.

Nausicaä compie un ultimo sacrificio e la rabbia degli Ohm pian piano svanisce, si placa.

In cerchio gli Ohm sembrano quasi ascoltare il messaggio, collaborano per salvarla e la profezia si compie.

“C’è un gentiluomo nell’angolo sinistro, quella persona abbegliata ad una veste azzurra, in un campo dorato verrà a discendere, riallaccerà il perduto legame con la Madre Terra ed infine condurrà le genti ad un’azzurra terra incontaminata.”

Il destino del mondo

Quello di Nausicaä è un mondo che può sembrare distante nel tempo, eredità di un passato che ci viene introdotto come lontano. Man mano che la storia avanza, però, riusciamo a riconoscere a tratti il nostro presente. La sua catastroficità assomiglia a una condanna che incombe inevitabile.

Nausicaä ormai vive in questo futuro, cercando disperatamente un equilibrio tra uomo e natura. Si fa portatrice di un messaggio, che a noi arriva come eco di un monito dal futuro, da un futuro che sembra anche il nostro. 

Possiamo ancora salvarci.

 

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