fbpx
News Videogames

India, un sedicenne si è tolto la vita perchè gli era stato vietato di giocare a PUBG

Dall’India arriva una notizia che fa riflettere 

Da Hyderabad, regione del Sud dell’India, arriva una terribile notizia riguardante la dipendenza dai videogiochi; un sedicenne si è infatti tolto la vita poichè i genitori gli avevano vietato fermamente di giocare a PlayerUnknown’s Battlegrounds, nota Battle Royale disponibile da tempo su PC, PS4 ed Xbox One, dopo che lo stesso aveva sviluppato una fortissima dipendenza nei confronti del gioco.

Desert Knights

Stando a quanto riportato dai giornali locali infatti, il giovane ragazzo passava gran parte del suo tempo a giocare a PUBG, tralasciando totalmente qualunque altra attività, come ad esempio la sua formazione culturale. Vista la situazione dunque, la madre del giovane ha deciso di rimproverarlo, imponendogli di staccarsi dalla battle royale per preparare nello specifico un esame di inglese. Il ragazzo tuttavia non ha preso bene il provvedimento materno, ed ha così deciso di togliersi la vita. Una notizia terribile, che testimonia come la dipendenza, sia essa relativa ai videogiochi o a qualunque altra cosa, possa portare a conseguenze estreme e particolarmente gravi.

Il padre del giovane ha chiesto che PUBG venga bandito dalla regione di Hyderabad; non sarebbe una novità in India, dato che il titolo risulta inaccessibile già in moltissime regioni dello Stato asiatico, dove le forze dell’ordine hanno addirittura il permesso di arrestare chiunque venga trovato a giocare alla battle royale in questione. La ratio di questo provvedimento sta nel fatto che, secondo molti, questo tipo di giochi venga creato col fine di sviluppare nel giocatore un’elevata dipendenza, utile a far poi spendere una discreta quantità di denaro nelle microtransazioni presenti.

Cosa ne pensate? Fatecelo sapere!

Per rimanere informati sul mondo nerd, continuate a seguirci sul nostro sito DrCommodore.it e su FacebookInstagramTelegramYouTubeDiscordSteam e Twitch.

Facebook Comments

Carlo D'Alise

Videogiocatore dagli indimenticabili tempi dello SNES. Praticante avvocato nel tempo libero, appassionato in particolare di Action, Soulslike ed RPG, ma in generale del videogioco in (quasi) tutte le sue declinazioni. Sono ad un panino dall'obesità.