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Shazam!, la nostra recensione – Bastava dire la parola magica

Abbiamo visto in anteprima “Shazam!”,
nuovo film della DC diretto da David F. Sandberg. Ecco la nostra recensione.

Finalmente siamo riusciti a vedere Shazam!, ultima fatica del binomio Warner Bros./DC che segna un taglio netto dal vecchio DC Extended Universe e dà definitivamente il via al Worlds of DC, progetto cinematografico che comprenderà tutte le future pellicole – probabilmente stand alone – della DC Comics.

Shazam

Un nuovo inizio per la DC al cinema.

Nonostante le ottime premesse, il DCEU iniziato nel 2012 con Man of Steel secondo la visione di Zack Snyder non è mai riuscito a far breccia nei cuori dei milioni di fan presenti in tutto il mondo. Sì, perché tutti i film giunti in sala fino ad oggi hanno sempre diviso il pubblico a metà, formando così due fazioni: chi odia i film della DC e chi li difende a spada tratta. Come al solito, però, la verità sta nel mezzo.

L’universo cinematografico inizia così a perdere i suoi pezzi migliori (Henry Cavill e Ben Affleck), e questo porta la DC a dover correre ai ripari. Proprio per questo la compagnia, durante lo scorso anno, è stata costretta a fare dietro front annunciando l’inizio del Worlds of DC, il nuovo multi-verso cinematografico che comprenderà tutte le pellicole future legate alla storica casa produttrice di fumetti.
E quale momento migliore per distaccarsi nettamente, se non quando ci viene presentato un supereroe inedito?

A inizio anno è infatti uscito nelle nostre sale Aquaman, con protagonista Jason Momoa. Nonostante il film sul Re di Atlandide si discosti parecchio dalla visione cupa e tenebrosa di Snyder, il cinecomic campione d’incassi non ha dato quell’idea di reboot per un filone che ormai vanta sei pellicole. E sicuramente il fatto che Arthur Curry sia presente nel crossover della Justice League non lo ha di certo aiutato.

Diverso è invece il discorso per Zachary Levi e il suo Shazam!. Per dare l’idea di “nuovo inizio” ci voleva un personaggio che il pubblico non aveva ancora visto in azione sul grande schermo. E infatti questa volta la differenza tra il vecchio e il nuovo universo cinematografico si può toccare con mano.
Alcuni segnali ci vengono inviati addirittura dalla DC stessa, che questa volta ha deciso di non mostrare l’opening con tutti gli eroi introdotta con Wonder Woman, facendo risaltare ancor di più questo taglio netto con il passato.

SHAZAM!

Bastava dire la parola

La tag-line che ci ha accompagnato in questi mesi di campagna promozionale è Just say the word (Basta dire la parola). E quella parola non è Shazam!, bensì “Gag”.
Sì perché, come facilmente intuibile dai trailer usciti fino ad oggi il film è un continuo susseguirsi di situazioni comiche e di battute. Non c’è infatti un vero e proprio comic relief poiché tutti i protagonisti, seppur caratterizzati in modi differenti, portano avanti la linea comica del film fino alla conclusione.
L’unico esente da questo compito è, giustamente, il villain interpretato da Mark Strong: il Dottor Sivana.

Sotto questo aspetto, Shazam! si avvicina molto di più ai film del rivale Marvel Cinematic Universe. Se una persona entrasse in sala non sapendo di stare per assistere ad una pellicola del Worlds of DC, probabilmente non se ne accorgerebbe.
Probabilmente questa mossa farà ricevere molti più consensi alla DC, ma al contempo potrebbe far storcere il naso ai moltissimi fan storici e fedeli del brand, che hanno sempre rinfacciato ai Marvel-fag le trame più adulte e profonde, se vogliamo, del DCEU.

Il cast

Niente da dire sul cast. Tutte le scelte si sono rivelate azzeccate e per questo bisogna fare i complimenti alla DC.
Quando Zachary Levi fu scelto per interpretare l’ex Captain Marvel (che cosa strana! Sono usciti due Captain Marvel a distanza di due mesi, non ci avevo mai pensato), non tutti lo accolsero positivamente per via del suo fisico. Poi però Levi ha iniziato a fare palestra e a pomparsi, mostrando qualche mese dopo i frutti del suo duro lavoro. Al di là del lato estetico, però, siamo qui per valutare l’interpretazione.

Non ci giriamo attorno, l’attore ha svolto un lavoro eccellente. Le scene che lo vedono protagonista sono molto divertenti e mettono alla berlina il mondo supereroistico per come lo conosciamo.
Molto bene anche la controparte adolescente del personaggio, Billy Batson, interpretata da Asher Angel (che mi ricorda molto Maisie Williams, l’Arya Stark di Game of Thrones, non chiedetemi perché) e che ci fa dono di una buonissima prova.
Tra il resto del cast, la vera sorpresa è stata sicuramente Jack Dylan Grazer nei panni di Freddy Freeman. Il personaggio ci viene presentato come una sorta di Seth Coen 2.0 (anzi, praticamente È Seth Coen… ma sto divagando), però disabile.

E ora passiamo al villain. Il dottor Taddeus Sivana interpretato da Mark Strong è forse uno dei punti deboli della pellicola. Il cattivo infatti viene caratterizzato quanto basta per non risultare piatto, ma non viene approfondito a dovere. A inizio film ci viene mostrata una scena che ci introduce i motivi che lo porteranno poi a cercare la magia, e sinceramente avevano anche del potenziale. Peccato che questo aspetto non sia stato sviluppato a dovere.
Strong però riesce comunque a regalare un’ottima performance, e ci sentiamo di promuoverlo a pieno voti. Siamo molto contenti di ciò, poiché l’attore aveva più volte ribadito la sua volontà nel voler rimediare all’insuccesso di Green Lantern, nel quale interpretava Sinestro.

In conclusione

Avrete sicuramente notato che non ci siamo soffermati per nulla sulla regia. David F. Sandberg ci offre uno spettacolo sulla falsariga dei cinecomics a cui siamo abituati. Niente di più e niente di meno. Non ci sono guizzi registici particolarmente degni di nota, se non quelli legati al suo passato nell’horror. Sono infatti presenti alcune scene che ci hanno sorpreso positivamente e che nessuno si aspetterebbe di vedere in un cinecomic. Questo dimostra la libertà creativa che la Warner lascia ai suoi registi.

Per questo film è applicabile la stessa domanda che Freddy fa a Billy a inizio film: “volo o invisibilità?”.
Dopo i mezzi flop che hanno man mano fatto sgretolare il DCEU in questi anni, la Warner Bros. si è trovata a dover prendere una decisione. Adattarsi al mercato o restare fedeli alla visione di Snyder, continuando un universo condiviso già compromesso alla base?

Secondo noi la strada intrapresa adesso è quella giusta, ma solo il tempo ci potrà dare la certezza.

Voto: 7

P.S. Ah, quasi dimenticavo! Non posso dare un giudizio al doppiaggio poiché l’anteprima era in lingua originale. Se devo essere del tutto sincero, però, la voce di Maurizio Merluzzo su Zachary Levi, personalmente, non mi fa impazzire. Probabilmente perché sono abituato alla voce italiana di Chuck Bartowski, Nanni Baldini.
Detto questo sarò felice di tornare in sala, il 3 aprile, per approfondire questo aspetto.
SHAZAM!

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