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Tomato Comics, i fumetti in ‘salsa’ italiana

I webcomics, o ‘fumetti digitali’, stanno conquistando il mondo.

Iniziato come un fenomeno prettamente asiatico con la Corea del Sud al timone, grazie a piattaforme come Webtoon e Tapastic le strisce digitali hanno già conquistato gli Stati Uniti, dove anche Marvel, DC e, in testa a tutti, Amazon (con Comixology), non si limitano più ad importare contenti dall’estero ma hanno già lanciato una produzione locale.

Da rilevare è stata soprattutto la partnership tra Marvel e Webtoon, che ha portato una valanga di titoli dal sapore americano nella piattaforma sino ad allora dominata quasi esclusivamente da manhwa e manga.

In tutto questo l’Europa?

L’Europa arranca. Vittima di un mercato frammentato e delle barriere linguistiche, per il momento l’Europa si è limitata ad osservare le sperimentazioni al di là dell’Atlantico, probabilmente pronta a saltare su una buona occasione quando questa si presenterà.

Il punto è proprio questo: per il momento si tratta di sperimentazioni.

Nessuna piattaforma di webcomics sembra trovato un modello economico sostenibile che permetta di assicurarne la sopravvivenza (e quella dei suoi autori) sul lungo termine.

La stessa Webtoon è un progetto portato interamente da Naver (una sorta di Google coreano) che deve ancora rimettersi finanziariamente dall’investimento sul mercato estero.

Naver ha finanziato, sino a poco tempo fa, la creazione del sito americano, la pubblicità, gli stipendi degli autori in-house (o ‘featured‘) e una gigantesca campagna milionaria attraverso Patreon, in cui gli autori più popolari, pur non avendo un contratto direttamente con Webtoon, potevano beneficiare di una fonte di reddito in base alle visualizzazioni generate.

Il modello che sembra imporsi in maniera inevitabile è quello pubblicitario, basato sull’introduzione di Adsense di Google nella piattaforma e nelle app.

Ma le piattaforme sperimentano anche su vari altri fronti come gli abbonamenti premium “pay to unlock” (laddove il lettore può sbloccare una singola serie a cui è interessato o acquistare la possibilità di leggere degli episodi in anticipo) o ancora la formula “all you can read” alla Netflix (quest’ultima è in corso di sperimentazione anche da noi, con la neonata YEP! di Shockdom).

Grazie al servizio di messaggeria Line di Naver, Webtoon ricava introiti anche dalla vendita di ‘stickers‘, una sorta di emoji elaborati con protagonisti i personaggi dei fumetti.

Per gli autori che hanno firmato un contratto, sia Webtoon che Tapas offrono servizi di merchandising, utilizzati soprattutto durante le convention.

Infine sia Tapas che Webtoon hanno integrato la possibilità, per gli autori, di ricevere donazioni (Tapas attraverso una moneta virtuale e Webtoon attraverso un accordo con Patreon) e, sotto certe condizioni, di percepire una percentuale degli introiti pubblicitari generati dai propri contenuti.

La situazione in Italia.

Tutto questo non basta attualmente per creare dei lavori stabili, ma basta per affermare che il mercato dei webcomics in inglese è in effervescenza.

Ma quali opportunità ci sono per gli autori che desiderino scrivere in italiano?

Le possibilità si restringono, ma non si annullano. A livello editoriale, Shockdom è probabilmente l’attore di maggior spicco nel campo dei webcomics italiani ed ha lanciato autori di successo come Sio e Labadessa.

Zerocalcare è emerso soprattutto grazie al suo blog e alla sua pagina Facebook, come la neo pubblicata autrice di Fumetti Brutti.

Alcuni autori Instagram gravitano attorno a Poliniani per creare delle raccolte dei loro lavori e venderle direttamente dal social. Altri stampano e inviano via Amazon.

Ma tutte queste esperienze sono ancora lontane dalle sperimentazioni asiatiche e americane e si può affermare senza troppa paura di sbagliare che per il momento la regola è ‘ciascun per sé’.

Da una parte dunque c’è un lettorato che comincia ad abituarsi a leggere fumetti sul proprio cellulare grazie alle app americane e ai social network e ad avere a disposizione una grande quantità e varietà di contenuti.

Dall’altra ci sono gli autori che cercano disperatamente di accedere a quel lettorato, ma che trovano delle difficoltà ad emergere in maniera indipendente e autonoma, soprattutto da quando Facebook ha cambiato il suo algoritmo, rendendo durissimo, se non quasi impossibile, farsi conoscere per i nuovi autori.

Per rispondere allo stesso tempo alle necessità del pubblico e a quelle degli autori, i fumettisti italiani hanno cominciato ad allearsi e a formare dei collettivi. Questo vale su carta come nell’universo dei webcomics e si assiste alla nascita di gruppi di artisti come quello di Delebile, Incubo alla Balena, Wilder e La Vigna..

Tomato Comics

Infine ci sono degli autori che si trovano a metà tra questi due mondi.

Quegli autori che per opportunità, per ragioni storiche o personali, hanno preferito lanciarsi direttamente in inglese, senza aspettare che il mercato italiano fosse pronto.

Questi autori oggi sono visibili e si trovano sotto il nome di Tomato Comics (presente su Instagram e su Facebook). Tomato Comics è un collettivo di 7 autrici di fumetto italiane che sino ad oggi hanno pubblicato webcomics esclusivamente in inglese e che hanno sentito il bisogno di riavvicinarsi alle proprie radici attraverso la loro arte.

@average_girl_webcomic, @ferracutisara, @kotopopi, @piccola_miko, @cheit.jpg, @silviadoesdrawings, @life_of_bibi hanno tutte percorsi e situazioni differenti: circa la metà vive o ha vissuto all’estero, alcune fanno strisce umoristiche altre no, alcune hanno pubblicato o pubblicano attualmente per altre piattaforme digitali, alcune pubblicano esclusivamente su Instagram.

Ma tutte hanno in comune un obiettivo: partecipare alla nascita del webcomics italiano.

Oggi Tomato Comics è una piccola realtà. Autrici come Average Girl, Kotopopi e Life of Bibi hanno decine di migliaia di followers in inglese, ma hanno deciso di rimettersi in gioco da zero per ‘tornare a casa’.

Immergersi nel fitto sottobosco di autori italiani conosciuti e emergenti, scambiare idee e commenti con un pubblico italiano, creare giochi di parole, aggiungere riferimenti e inflessioni altrimenti intraducibili.

Piattaforme come Webtoon e Tapas hanno alcune opzioni di traduzione, ma niente che indichi attualmente un forte interesse a posizionarsi nel mercato europeo.

In attesta che un player maggiore faccia la sua apparizione in Europa (e lo farà presto, è solo questione di tempo), gli autori italiani cominciano già ad abituarsi a condividere spazi virtuali con altri artisti e a concentrarsi attorno a micro-comunità, in attesa di quella che li raggrupperà tutti.

E cosa c’è di più concentrato della passata di pomodoro?

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