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Italia’s Got Talent cerca musicisti per la finale, ma paga in visibilità

Italia's Got Talent

Il reality show dedicato ai talenti vuole pagare musicisti in visibilità.

Tutti conosciamo Italia’s Got Talent, nota versione italiana del celebre format ideato da Simon Cowell. Il programma viene trasmesso su Sky Uno e TV8 assieme all’altro prodotto Fremantle: X Factor.

Il che ha dell’ironia. Perché, apparentemente, la società non vuole pagare dei musicisti per la finale del reality. Avete letto bene, Italia’s Got Talent vuole pagare i musicisti contattati… in visibilità.

Italia's got talent

L’impegno non è nemmeno da poco: la produzione del programma sarebbe alla ricerca di musicisti che suonino, tra gli altri strumenti, addirittura una sezione di quindici/venti archi. L’impegno previsto sarebbe di tre giorni: uno di “conoscenza”, uno per le prove generali e uno per la diretta.

Come ripagano anni e anni di studi musicali e di pratica? Con la visibilità. Cose degne del più pitocco degli avari o di Zio Paperone. Come quelle persone simpatiche quanto un mobile che colpisce il piede scalzo che chiamano le persone per un lavoro d’informatica e pretendono di non spendere un euro.

La protesta dei musicisti è pervenuta alle orecchie de Il Fatto Quotidiano, sulle cui pagine si è espresso, amareggiato, un giovane professionista, Edoardo Migliorini:

Mi pare assurdo che in Italia, nel 2019, ancora l’attività del musicista non sia classificata come lavoro. Ed è pure assurdo che un programma televisivo di questo spessore non riservi ai musicisti lo stesso trattamento riservato ai tecnici, agli autori, ai direttori della fotografia e a qualunque altra professionalità presente all’interno dello studio.E’ una brutta abitudine, diffusa anche altrove: pensano di ripagare il musicista – che magari viene da lontano e deve sostenere delle spese di viaggio o di alloggio – dandogli la visibilità di un palco? Purtroppo con la ‘visibilità’ non si pagano le bollette. Sarebbe bello se in Italia cambiasse l’approccio verso chi fa musica, sarebbe bello se ci avvicinassimo a quello che già succede all’estero, dove la cultura musicale è sacra, rispettata e valorizzata

 

Adesso la palla passa all’azienda produttrice, Fremantle, che non ha ancora rilasciato una comunicazione a riguardo.

FONTE

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