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Sweet_Anita, la streamer che non si è lasciata fermare dalla Sindrome di Tourette

All’apparenza, Sweet_Anita potrebbe sembrare una ragazza come le altre (no, non è l’inizio di un post su Tumblr). Certo, gioca ai videogiochi – e da alcuni potrebbe essere già visto come qualcosa di assolutamente eccezionale – e per di più è una streamer. Ma insomma, nulla di rilevante, se non per il fatto che soffra della sindrome di Tourette. Sì, quella Tourette che ti fa urlare parolacce e oscenità varie all’improvviso e senza controllo.

Concediamoci una piccola digressione scientifica. Per chi non sapesse cosa sia, la sindrome di Tourette è un disturbo neurologico, che si manifesta con tic motori e vocali. Si pensa che possa essere il risultato di “una complessa interazione tra fattori sociali, ambientali e molteplici anomalie genetiche”. La causa, quindi, non è ancora certa. Peculiarità di questo disturbo però è la particolare disinibizione di chi ne soffre, non solo fisica – movimenti degli occhi, smorfie, ma anche calci e pugni ne sono solo una parte – ma anche e soprattutto vocale. Non è raro infatti vedere un malato di Tourette urlare frasi oscene (coprolalia), ripetere parole (ecolalia) o ripeterle con crescente rapidità (palilalia). Spesso inoltre gli oggetti delle imprecazioni sono pensieri o idee bizzarre, con fissazione del pensiero e fantasie sessuali perverse.

Anita non è esente da nessuna di queste cose. Ma come è possibile che sia riuscita a diventare una streamer, anche di un certo rilievo, nonostante la sua condizione?

Ed è proprio qui la chiave.
Spesso, i malati tendono ad isolarsi, a nascondere i propri difetti. Non che Anita non abbia fatto lo stesso, per un certo periodo. A un certo punto, però, ha deciso di andare controcorrente e di non nascondere più la propria condizione, accettandola e facendola diventare parte integrante di sé stessa. I suoi tic più frequenti, caratterizzati da uno schiocco con la bocca e un fischio, non sono celati, ma parte del suo personaggio. Ed è proprio questo ciò che la gente apprezza di lei.

Certo la peculiarità e la curiosità di vedere un malato di Tourette giocare in live hanno contribuito al suo successo: il suo canale Twitch, aperto a settembre e che ha già una partnership con la piattaforma, ha avuto una crescita di 86 mila utenti solo ad ottobre, e attualmente ne conta quasi 400 mila. Ma Anita è convinta che le persone non ridano di lei, ma con lei. L’auto-accettazione di sé stessa ha giocato un ruolo fondamentale: fortemente autoironica, è contenta di strappare una risata a qualcuno con i suoi tic.

Come è iniziata

La carriera da streamer di Sweet_Anita si è originata per caso da un evento risalente a marzo, quando lo streamer Twitch Jake Wook sentì per la prima volta la voce della ragazza giocando a Overwatch, e rimanendone colpito. Lui e il suo team erano convinti che fosse qualche sorta di attrice professionista, ma anche cercando più informazioni su di lei su internet non si trovava – e non si trova attualmente – nulla. Anita è infatti molto attenta alla sua privacy, tanto che non è sicuro nemmeno che Anita sia il suo vero nome.

In seguito, dopo aver giocato numerose volte insieme a lei, Jake Woof le ha rivelato di essere uno streamer, di aver giocato tutte le sue partite in live e che i fan adoravano le interazioni con questa Anita. C’era solo un piccolo particolare: nessuno sapeva ancora della sua condizione.

Per tutto quel tempo infatti, Anita si era nascosta dietro la funzione push-to-talk, che ha dichiarato aver reso Overwatch un “posto speciale – gattino – dove avevo l’opportunità di fingermi una persona normale”. Grazie a questa funzione infatti, poteva censurare i suoi tic “in tempo reale” silenziandosi.

Woof fu il primo a consigliarle di aprire un canale su Twitch – piattaforma allora sconosciuta alla ragazza -, ma lei rifiutò, temendo che la sua condizione potesse causarle un ban. Colui che rese davvero possibile l’apertura alla fine fu Brandon, un altro streamer conosciuto sempre giocando ad Overwatch. Brandon, consapevole che sarebbe diventata virale, l’ha aiutata ad aprire il canale e ne diventò il primo moderatore. In questo senso, Twitch si è dimostrato totalmente supportivo, evitando di bannarla (nonostante le imprecazioni) previa presentazione di un certificato che ne attestasse la malattia. Anita stessa, comunque, si considera una “streamer per adulti”, a causa dei suoi tic spesso dai toni sessuali.

“Gioco a The Forest, gioco a Bioshock, gioco con il mio cazzo di martedì – fanculo – e – Gesù – fanculo – bitch lasagna, bitch lasagna, bitch lasagna”.

La diagnosi

Cresciuta con una mamma malata di cui si dovette prendere cura, all’età di 13 anni Anita decise di scoprire che cosa c’era che non andava il lei. Prese quindi un autobus, e andò tutta sola dal suo medico di base. La risposta che ricevette però fu del tutto inaspettata: sei giovane e probabilmente in cerca di attenzioni, con il tempo starai meglio.

Imbarazzata e ferita, Anita decise che si sarebbe tenuta alla larga dalla gente, trovando rifugio nel prendersi cura degli animali – fino a 200 in una volta -, soprattutto piccoli roditori e conigli. Un’attività curiosa, considerando che il suo hobby è invece collezionare teschi di animali.
Gli animali vivono con la mamma, non lontano da lei.

La sua condizione le rese difficile avere una carriera scolastica o mantenersi un lavoro. A causa anche dei costi delle visite veterinarie finì per indebitarsi, ma cercò di guadagnare qualcosa vendendo i vetri che raccoglieva dall’oceano.

10 anni dopo il suo primo, deludente viaggio dal dottore, all’età di 24 anni (ora ne ha 28) decise di recarsi in ospedale per ricevere una diagnosi seria. Per una settimana raccolse le proprie urine, portandole ogni giorno in ospedale, finché non arrivò il verdetto.

“Non scesero nei dettagli né nient’altro, dissero solamente “Sindrome di Tourette””. “Sono state le parole magiche”. Per tutto quel tempo non era una strana, era solamente malata. E avere un nome che identificasse la propria condizione ha reso il tutto, oltre che più accettabile, anche più facile da spiegare alle altre persone. “Se le persone prima si arrabbiavano con me in pubblico, ora mi basta dire “Scusi, ho la Tourette”, e la gente sa a cosa mi riferisco”. Quando prende un taxi per fare un giro, può semplicemente dire “Ciao. Ho la sindrome di Tourette. Se ti pieghi, lasciami un po’ di spazio o avvisami. Potrei schiaffeggiarti o scoparti, e non so nemmeno quale estremità di te potrei scopare, quindi fai attenzione!”

Nonostante ciò, la situazione non è piacevole. La Tourette infatti ti costringe a fare o dire cose che non vorresti, in modo irreprimibile e incontrollabile. “Più una cosa è un tabù, più non vuoi farla, più è probabile che accada”.
Oltre alla sindrome in sé, Anita è costretta a fare i conti anche con un altro fenomeno, che a lei piace chiamare “gli assetati”. Spesso, infatti, le sue imprecazioni sono di carattere sessuale, e non è raro che durante una live le capiti di chiedere ai suoi fan se “può scopare i loro amici”. Ciò ha attratto una serie di attenzioni indesiderate, con centinaia di uomini che le propongono di fare le cose più svariate.

“Sappiamo tutti com’è andare al bar o in un pub ed avere qualcuno a cui non sei interessato che ti viene incontro. Ci si sente così, ma invece di un singolo tizio, sono un centinaio”

Ma il lato negativo dello streaming non è solo questo. Nonostante le numerose “misure di sicurezza” prese da Twitch e i ban, ad alcune persone piace provocare i tic in Anita. Le basta infatti leggere la parola “banana” per dare il via a una serie interminabile di miagolii stile “anime”. Tutto ciò potrebbe sembrare all’apparenza carino e divertente, ma in realtà non lo è per Anita. Tic troppo intensi causano infatti l’aggravamento di una malattia autoimmune che la porta perfino a vomitare sangue.

“La gente pensa che sia divertente provocarmi, e pensano che quello che vedono sia molto carino e divertente. Quello che non vedono però sono i postumi, quando non posso parlare correttamente per giorni, e non posso mangiare altrimenti inizio a vomitare sangue. Proviamo ad avvisarli e proviamo a dirgli che verranno bannati, ma un sacco di gente non riesce a capire quanto sia seria la situazione”. Nonostante i ban infatti, molti inviano donazioni con messaggi per vedere la sua reazione. Ma, come spiega lei stessa in un video dove succede, “mandarmi soldi non vi salverà dai ban”.

I tic saranno anche ciò che le ha concesso di raggiungere il successo su Twitch, ma sono anche ciò che le impedisce di essere live full-time. Il suo limite è infatti di 4 ore, perché le persone poi iniziano a provocarla intenzionalmente. Ma a parte questo, lei si rifiuta di farsi mettere i bastoni tra le ruote. “È sempre stato un ostacolo, e se dovrò subire questi sintomi, non importa cosa faccia, tanto vale che io faccia quello che voglio e quello che mi piace”.

Oltre al canale Twitch, Sweet_Anita ha anche un canale Youtube con oltre 220.000 iscritti, che utilizza per gameplay, rispondere alle domande e singolari “tourette” reaction. Ha inoltre una pagina dedicata su Know Your Meme ed è ormai ospite fisso nel subreddit r/livestreamfail, seppur scherzosamente. La community di Reddit è stata infatti la prima a supportarla.

Una storia bizzarra, di coraggio ma anche di accettazione e sensibilizzazione. Oltre il puro intrattenimento infatti, c’è tutto un discorso sullo sdoganamento delle malattie che potrebbe essere affrontato. I videogiochi, le live stream, Twitch e tutto questo universo potrebbe infatti dare un grandissimo contributo a rendere queste condizioni più accettate, ma anche più accettabili.

Come in ogni cosa, anche nell’ambito videoludico esiste il marcio, rappresentato dalle persone che non si rendono conto della serietà della condizione di Anita, pensando addirittura che finga. Nonostante ciò, il mondo dei videogiochi ha avuto l’occasione di mostrare il suo lato migliore, quello inclusivo e aperto, che accetta tutti – senza distinzioni di sesso, razza, o malattia.

FONTE

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