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Black Mirror: Bandersnatch, la storia dietro al videogioco da cui è tratto

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Black Mirror: Bandersnatch è stata una novità all’interno del panorama televisivo con la sua interattività, ma non tutti sanno che è ispirato ad un videogame

Black Mirror: Bandersnatch e la sua interattività sono sulla bocca di tutti in questo momento ma non tutti sanno che questo episodio è stato ispirato da un videogame. Bandersnatch, infatti, è il nome di un videogioco della software house Imagine Software. Il videogioco sarebbe dovuto uscire negli anni ’80 ma la sua lavorazione fu molto travagliata. La Imagine Software voleva cavalcare l’onda del boom dei videogame in cui i programmatori erano visti come delle vere rockstar. Oltre ai sogni di gloria, però, uno degli obbiettivi della casa di sviluppo era quello di spingere oltre i confini del videogame.

L’unione di queste due ambizioni, portò alla lavorazione di Bandersnatch, appunto. Il gioco sarebbe dovuto essere una vera e propria rivoluzione all’interno del mercato. Era così ambizioso, che la progettazione non si limitava alla sfera software, ma anche a quella hardware, con dei componenti aggiuntivi per poterlo giocare. Tutto molto bello, ma se gli inizi degli anni ’80 furono l’apice del videogioco, fino a quel momento, è pure vero che lo spettro della grande crisi del videogame era dietro l’angolo.

La crisi, che si palesò nell’83, colpì soprattutto le console e fece spostare molti videogiocatori sui PC. Questa situazione, invece di spingere Bandersnatch, che era pensato per PC, affossò il progetto e la Imagine Software. La casa di produzione videoludica, pensò bene di occupare un’intera fabbrica di videogiochi fisici per impedire la produzione alla concorrenza. Mossa astuta direte voi. No se il videogioco non è ancora pronto per il periodo festivo. Se a questa genialata si aggiungono dissapori interni tra gli sviluppatori, debiti e giochi fatti uscire pieni di bug, potete capire che la frittata è fatta.

Cosa ha lasciato questo progetto

Molti sviluppatori della ormai defunta Imagine Software, fondarono la Denton Designs e la Psygnosis. Quest’ultima è stata un caposaldo nel mercato videoludico, producendo, tra le altre cose, anche il primo gioco dello sviluppatore di GTA, Lemmings. Il lavoro svolto su Bendersnatch, venne ripreso e portarono alla luce due giochi come Gifts of the Gods e Brataccas. Proprio quest’ultimo è la cosa più vicina a quello che vuole raccontare Black Mirror: Bandersnatch. Quest’ultimo, però, differisce dal videogame per il finale. Se nell’episodio di Black Mirror le scelte portano a tante strade diverse ed a finali diversi, nel videogioco era previsto un unico finale e tante vie per arrivarci.

Commodoriani, avete visto Black Mirror: Bandersnatch? Vi è piaciuto? Conoscevate la storia da cui è nato l’episodio? Fatecelo sapere nei commenti.

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Alessandro Mezzolla

Alessandro Mezzolla è di San Pancrazio Salentino in provincia di Brindisi. Un genio. miliardario, playboy, filantropo non è sicuramente una descrizione calzante. Ha la passione per il cinema, la musica e le magliette macabre. Il suo motto è "Perchè anche oggi mi sono svegliato?"