Approfondimento Videogames

Dark Souls, i 10 migliori boss della trilogia di Hidetaka Miyazaki

Dieci boss, altrettante imprecazioni

a cura di Carlo D’Alise e Antonio Maddaluno

In occasione dell’uscita dell’edizione rimasterizzata di Dark Souls, noi di DrCommodore Gaming abbiamo deciso di farvi tornare in mente alcuni dei destinatari delle vostre innumerevoli imprecazioni: i tanto temuti boss dell’ormai storica serie creata da Hidetaka Miyazaki. Per fare ciò abbiamo pensato di stilare una classifica di quelli che per noi sono i 10 migliori boss della Dark Souls Trilogy, disposti in un ordine basato sulle nostre esperienze personali. Dallo scontro al chiaro di Luna col lupo grigio Sia, si arriva ai temuti Ornstein e Smough, senza tralasciare boss dall’estetica da urlo e qualche chicca tra una posizione e l’altra. Avvertiamo i lettori che nell’elaborare questa classifica abbiamo preso in considerazione solo i boss presenti in Dark Souls, Dark Souls II e Dark Souls III, tenendo volutamente fuori dalla “competizione” le creature presenti in Bloodborne e Demon’s Souls. Nonostante siamo altrettanto caratteristiche, mettere a confronto ispirazioni ed estetiche diverse è una pratica priva di senso, dunque proseguiamo il nostro viaggio verso le lotte più iconiche di Miyazakiana memoria.

10) Sif il grande lupo grigio

Un cimitero, un enorme tomba, la luce della luna. Questo è lo scenario che fa da sfondo allo scontro con Sif, un enorme lupo grigio che da anni veglia sulla lapide di Artorias, cavaliere di Gwyn, nonchè suo migliore e defunto amico. Nonostante il combattimento non sia particolarmente memorabile, dato che il moveset di Sif è tutto fuorchè complicato, tutto ciò che fa da contorno alla battaglia non può che emozionare il giocatore. Il fatto che Sif sia rimasto a vegliare sulla tomba di Artorias in attesa dell’arrivo del Chosen Undead, il suo zoppicare quando viene pesantemente danneggiato e il suo ultimo ululato hanno fatto venire i brividi a tantissimi videogiocatori, e ciò è bastato a rendere questo scontro uno dei più belli dell’intera saga.

Il grande lupo grigio fedele amico di Artorias

9) Il Dark Lurker

Al nono posto troviamo una boss fight proveniente da Dark Souls 2. Nonostante tutto i problemi di Game Design che si possono imputare a Dark Souls 2 – unico gioco della serie che ha visto l’assenza di Miyazaki – anch’esso ha battaglie degne di nota. Stiamo parlando di un boss opzionale, il quale si può affrontare al termine della missione del patto dei pellegrini dell’Oscurità. Il soggetto in questione è in Cacciatore Oscuro, creatura oscura che sfida i non morti che hanno avuto il coraggio di camminare nell’Abisso, o ciò che ne rimane. Questo angelo demoniaco si presenta in un’arena raggiungibile al termine dei dungeon del patto.

L’arena si presenta spaziosa, poiché questo boss è uno dei pochi che davvero ha move set complicati e non facilmente prevedibili mentre combatte. Sfrutta l’ambiente aprendo portali dai quali può lanciare sia oscurità che fuoco, e dopo averlo danneggiato abbastanza – sorpresa delle sorprese – si sdoppia. La sfida diventa quindi sempre più accesa, e si arriva a fronteggiare ben due angeli della morte, uno dagli attacchi di fuoco e uno di oscurità. Siate preparati, e proprio come dice il Leader del patto: “May the dark shine your way…”

Il Cacciatore Oscuro di Dark Souls 2

8) La Danzatrice della Valle Boreale

Direttamente da Dark Souls 3, all’ottavo posto troviamo la Danzatrice della Valle Boreale. Situata all’interno della cappella dove l’Ashen One incontra per la prima volta Emma, l’alta sacerdotessa, la Danzatrice è sicuramente uno dei boss più ostici dell’intero gioco. Questa si presenta come una creatura molto agile, veloce e dai movimenti estremamente sinuosi, che tengono sicuramente fede al suo nome.

Armata di due spade elementali, la Danzatrice sa come ridurre il vostro personaggio a brandelli grazie al suo move set indecifrabile – almeno nei primi scontri – e alle sue pericolosissime prese. Lo scontro è estremamente evocative, grazie al fatto che durante il combattimento l’arena inizierà a prendere fuoco a causa degli attacchi della creatura della Valle Boreale, e grazie a una colonna sonora davvero degna di nota.

La danzatrice della valle boreale

7) Re Vendrick 

Come chi ha giocato Dark Souls 2 sa, l’intero gioco si basa sul mistero del grande potere che il Re di Drangleic è riuscito a sottrarre ai giganti. Il Monarca in questione è Re Vendrick, che avremo l’onore di incontrare nel nostro viaggio. Quella che lo coinvolge è una boss fight totalmente opzionale, e si trova in una grande sala ovale raggiungibile nella cripta del non morto dopo aver sconfitto il suo fedele servo Vesdalt. Il Re è ormai vuoto, e vaga in cerchio con ancora la sua spada nella mano destra. Per iniziare la lotta deve essere colpito ripetutamente, ma con attenzione: Il Re, essendo arrivato in vita ad essere quasi un gigante, ha una difesa ben 32 volte superiore al normale.

Per sconfiggerlo senza difficoltà occorre ottenere 5 anime di gigante, sparse per tutta Drangleic. Una si trova allo scolo, l’altra è l’anima posseduta dal Drago Antico e le altre 3 sono reperibili nelle memorie dei giganti. Lo scontro, nonostante queste facilitazioni, rimane molto difficile, e i colpi di spada del Re sono capaci di uccidere in appena due fendenti. Nell’atmosfera tetra della cripta del non morto, il giocatore si trova a fronteggiare colui che è andato più vicino alla scoperta dei segreti dell’anima. Di lui non rimane ormai niente, se non un corpo vuoto e privo di senno.

Re Vendrick ormai vuoto

6) Lothric e Lorian, principi gemelli 

In sesta posizione ci sono due membri della famiglia reale di Lothric: Lorian e appunto Lothric, l’ultimo Signore dei Tizzoni. La bossfight vedrà il nostro Campione della Cenere affrontare prima Lorian, principe primogenito nonchè protettore del suo piccolo fratello, e poi entrambi i membri della famiglia reale. In un’arena incredibilmente evocativa, il giocatore deve dunque prima difendersi dai fendenti infuocati dello spadone di Lorian, che una volta battuto verrà riportato in vita da Lothric, il vero obiettivo della battaglia. Quest’ultimo cercherà di porre fine al viaggio del protagonista con una sequenza incessante di attacchi magici. Alla fine dello scontro non rimarrà altro che l’anima del piccolo e debole principe secondogenito, la cui conquista segnerà la fine parziale del viaggio dell’Ashen One.

I principi gemelli

5) Sulyvahn, il gran sacerdote 

Altra posizione, altro boss di Dark Souls 3. Il gran sacerdote Sulyvahn, attuale reggente di Irythill, servo e protettore di Aldrich, il Divoratore degli Dei, è soggetto di una delle più belle boss fight del terzo capitolo della saga di Miyazaki. Armato con due lame permeate di fuoco e magia, Sulyvahn aspetterà l’arrivo del protagonista all’interno della cattedrale di Irythill. Le sue combo particolarmente veloci ed estremamente scenografiche mettono a dura prova la pazienza del giocatore.

Il gran sacerdote è inoltre capace di evocare un suo doppelganger, il quale ripeterà le sue stesse mosse. Grazie a un design incredibilmente ispirato e a una battaglia dalle dinamiche memorabili, Sulyvahn è uno dei boss più amati di Dark Souls 3. Inoltre, una volta usciti vincitori dalla battaglia, si ottiene l’accesso a una certa cattedrale

Il pontefice Sulyvahn

4) Artorias, Cavaliere del Lupo 

Subito prima del podio troviamo Artorias, una delle figure simbolo dell’intera saga di Dark Souls. La bossfight contro il più famoso dei quattro cavalieri di Lord Gwyn, accessibile all’interno del DLC del primo Dark Souls, è una delle più belle dell’intera saga, oltre che una delle più lunghe. Artorias, ormai corrotto dall’Abisso nel tentativo di salvare il regno di Oolacile, ha perso qualunque barlume di umanità, ed appena entrati nell’arena non esiterà ad attaccarci col suo enorme spadone.

La battaglia sarà lunga ed estenuante, e se alla fine il Chosen Undead trionferà, sarà solo perchè il Cavaliere del Lupo ha perso l’uso della mano sinistra, con cui notoriamente impugnava la sua leggendaria spada. Alla fine dello scontro, forse, l’anima di Artorias troverà finalmente la pace che merita.

Il camminatore degli abissi Artorias

3) Lord Gwyn 

Al gradino più basso del podio troviamo Lord Gwyn, il primo e più potente Lord of Cinder nonchè il boss finale del primo Dark Souls. Il combattimento con il Re di Lordran è letteralmente indimenticabile. Il corpo ormai vacuo di Gwyn, il suo lento incedere verso il nostro alter ego e le fiamme emanate dalla sua spada sono un ricordo indelebile per ogni giocatore che abbia portato a termine il primo capitolo della saga dei Souls.

Lo scontro è particolarmente impegnativo dato che Gwyn è capace di infliggere ingenti danni con ogni sua combo, oltre che martellare il giocatore costantemente con alcuni rapidi attacchi che non permettono la cura. Inoltre, questa boss fight viene resa indimenticabile da uno dei brani più belli mai composti per l’intera trilogia creata da Hidetaka Miyazaki. Una volta terminato lo scontro, ci si ritrova davanti a una scelta dilaniante… Vincolerete la fiamma e prenderete il posto di Gwyn?

Colui che vincolò la fiamma, Lord Gwyn

2) Soul of Cinder 

Al secondo posto di questa particolare classifica troviamo la Soul of Cinder, boss finale di Dark Souls 3. In questo scontro è concentrata tutta la saga di Miyazaki: ci sono tutte le ore passate a distruggere i controller e a maledire quel particolare nemico che ci ha fatto perdere le nostre sudate anime. Lo scontro con la Soul of Cinder infatti ci mette davanti a un cavaliere capace di padroneggiare alla perfezione tutte le caratteristiche delle classi presenti all’interno del gioco; in poche parole, è come fare PVP contro un giocatore con tutte le statistiche ai loro valori massimi.

Una volta svuotata la barra della vita della Soul of Cinder, comincia la seconda parte dello scontro, ancor più bella ed evocativa della prima. La musica cambia, diventa una melodia già nota, ovvero la colonna sonora della boss fight di Gwyn. L’anima del primo Lord of Cinder prenderà possesso dell’armatura della Soul of Cinder, e donerà a essa tutto il move set già visto nello scontro finale del primo Dark Souls. Insomma, uno scontro finale più simbolico e bello di questo non poteva essere desiderato.

L’anima dei tizzoni, presente anche sulla copertina di gioco

1) Girandola 

Al primo posto troviamo lui, il temibile Girandola! Una delle creature più terrificanti e potenti dell’intera saga di Dark Souls, che tenterà in tutti i modi di impedirci l’accesso alle catacombe dove risiede Nito, il Re dei Morti. Non sappiamo neanche più quante volte siamo morti contro questo boss, che grazie ai suoi incredibili attacchi riesce a demolirci in pochissimo tempo. Aspettate, ci avete creduto davvero?

Il miglior boss di tutti i Souls

1) Ornstein e Smough 

Al primo posto della nostra classifica non potevano che esserci loro due, Ornstein e Smough. La battaglia contro questi due cavalieri è, a nostro parere, la più memorabile dell’intera saga. Oltre a essere particolarmente impegnativa, soprattutto a causa degli attacchi combinati dei due cavalieri, crediamo che questa battaglia sia la rappresentazione in termini videoludici della vera essenza della trilogia di Dark Souls.

I due cavalieri dorati, oltre a essere una delle più grandi e limpide rappresentazioni della narrativa silenziosa di Miyazaki, sanno essere brutali e punitivi come solo Dark Souls e pochi altri titoli sanno essere. Questa battaglia fa letteralmente da spartiacque tra la prima parte del titolo, piuttosto lenta, e la seconda, in cui saremo impegnati a raccogliere i frammenti dell’anima di Gwyn, e introduce il giocatore a tutto ciò che Dark Souls vuole essere realmente. Insomma, basta con le Capre, i Tori e Demoni vari, da Ornstein e Smough si fa sul serio.

I due iconici boss del primo Dark Souls

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Carlo D'alise

Videogiocatore dagli indimenticabili tempi dello SNES. Studente di Giurisprudenza nel tempo libero, appassionato in particolare di Action, Soulslike ed RPG, ma in generale del videogioco in (quasi) tutte le sue declinazioni. Sono ad un panino dall'obesità.