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Curiosità

Meme story: vi raccontiamo la storia dei meme

Commodoriani cari, sedetevi attorno al falò e uscite marshmallow e salsicce da cuocere sul fuoco. DrCommodore vi racconta la meravigliosa storia dei meme

Innanzitutto partiamo dall’etimologia della parola meme. Il meme (AFI: /ˈmɛme/; plurale memi o meme; dall’inglese meme, dal greco μίμημα, mímēma, “imitazione”, sul modello di gene) è la minima unità culturale capace di replicazione nei cervelli umani. Il termine fu coniato da Richard Dawkins nel suo scritto Il gene egoista del 1976. Un meme è, ad esempio, una moda, uno stereotipo, un’immagine, che si propaga tra le persone attraverso la copia o l’imitazione mediante disseminazione e condivisione. Ecco, tutto questo lo apprendiamo da Wikipedia.

I termine meme, quindi, non deriva da uno studio di sociologia, bensì dal complesso mondo della genetica. Lo studio, infatti, trattava di come la genetica dell’essere umano non è una cosa che, una volta trasmessa dai genitori al figlio, non possa evolversi. Il mondo circostante, le esperienze, le attitudini e tantissimi altri fattori fanno evolvere la persona nello spazio e nel tempo. Chiaramente il parallelismo con i meme come sono intesi dal popolo di Internet è evidente. Come il gene si diffonde in altri corpi attraverso la riproduzione degli organismi, così il meme, che abita un cervello, si diffonde in altri cervelli tramite la comunicazione. Ma anch’esso può danneggiarsi: avere errori di copiatura e modificarsi. Oppure trovare scarsa diffusione ed “estinguersi”.

Il primo meme della storia

storia meme

Come l’arte ha le pitture rupestri nei suoi antenati, così anche i meme hanno il proprio. Quello che vedete sopra è praticamente un meme dei giorni nostri ma pubblicato nel 1919 sulla rivista satirica dell’Università dell’Iowa Wisconsin Octopus nel 1919 e poi fu ripresa da altre riviste tra quella satirica The judge nel 1921. Questa rivista pubblicava spesso questo tipo di immagini e si può dire sia stata la “prima pagina di meme” della storia.

La prima età del meme

Facciamo un balzo in avanti di parecchi anni ed arriviamo alla metà degli anni ’90. Internet è abbastanza diffuso e l’uso privato è stato sdoganato. I social, in senso stretto, non erano ancora stati inventati ma vi era punti di aggregazione per ogni tipo di interesse, i forum. I forum sono stati la prima culla del meme moderno. Le prima cosa che ci viene in mente è sicuramente la “rana che guida il monociclo“, una gif molto pixellata e molto usata come una sorta di reaction pic.

Il passaggio dei meme sui social

Se prima questi proto-meme erano però ristretti a comunità di brufolosi nerd che l’unica donna che trovavano online era un adescatore che si fingeva tale, i social hanno sdoganato il fenomeno a livello globale. I social, per definizione stessa del mezzo, sono il portale per la viralità, alcuni di loro, tipo YouTube si basano proprio su di essa. Ed è qui che vediamo la nascita dalla Golden Age dei meme.

Una delle prime e più conosciute forme di meme vero e proprie sono i meme che noi conosciamo come rage comics. Questi rudimentali smile venivano usati per creare immagini e vignette satiriche con un meccanismo simile a quello dei fumetti. Come abbiamo detto, però, il meme può essere in qualsiasi forma, basta che si propaghi. Un’altra forma di meme molto in auge in quegli anni è stata sicuramente Chuck Norris. Tra l’altro Chuck Norris è stato anche il primo tipo di meme ad uscire dai nostri computer per arrivare nei mass media, un esempio può essere lo spazio che lo Zoo di 105 dedicava a questo tipo di format:

Top Text Bottom Text

Ben presto il meme si è incanalato in una forma ben precisa e con dei dettami abbastanza rigidi da seguire, il così detto top text/bottom text. I primi esemplari di questa tipologia possono sicuramente essere considerati gli advice animal memes:

Questo tipo di meme sono stati molto usati poichè iniziavano ad uscire le prime app per fare i meme per l’appunto e questi erano dei modelli preconfigurati all’interno di esse. Un’altra forma molto diffusa di meme è stata sicuramente quella dei Demotivotional, che prendeva foto bizarre trovate in rete abbinate a descrizioni simpatiche e d’immediato impatto:

L’unione di queste due formule e la possibilità di screenshootare qualsiasi frame direttamente sui nostri cellulari hanno fatto nascere la forma di meme più usata, abusata e conosciuta al mondo, il top text/bottom text, dapprima anche questo con frame di film famosi o comunque con modelli già presenti nelle app per creare meme, per poi essere sdoganati per qualsiasi tipo di uso:

Questa è praticamente la forma di meme che viene in mente a chi non è all’interno del meccanismo, basti vedere come sono stati addirittura sdoganati a Striscia la Notizia.

Presente e Futuro del meme

Noi di DrCommodore, però, sappiamo che anche il top text/bottom text è già stato superato. Al momento la forma  più diffusa di meme prevede la scritta apposta sulla parte superiore dell’immagine all’interno di un riquadro bianco.

A questo tipo di meme, che è una forma più elegante dei precedenti, si accostano i Dank meme. I Dank meme sono quei meme che possiamo definire “futuristici” in quanto prendo forma e contenuto del meme e lo destrutturano del tutto. Niente più didascalicità ma sensazioni e forme, colori alterati, esagerazioni e nonsense la fanno da padroni.

Il parallelismo tra arte e meme

Non sappiamo se i meme possono essere considerati una vera e proprio forma d’arte. Quello che, però, ci sentiamo di dire è che il meme, ormai, è la forma di comunicazione più diretta in una ampia fetta di internauti. La società, gli avvenimenti e i costumi sono alla base del meme così come lo sono per l’arte tradizionale. Inoltre, proprio come nell’arte, è molto affascinante osservare l’evoluzione delle tecniche e degli stili nel fare i meme, così come i messaggi che i meme master comunicano. Si è passati dall’essere didascalici e all’essere concettuali proprio come è stato per la storia dell’arte. La parte più interessante in questo parallelismo è però il tempo di evoluzione dei vari stili. Se nella storia dell’arte ci sono voluti dei secoli per avere queste evoluzioni, i meme hanno attraversato i cambiamenti in meno di 10 anni. Internet e il suo mettere in contatto tanto pubblico diverso ha fatto in modo di avere contaminazioni sempre più forti ed accelerare processi che prima era molto lunghi.

Al netto di questa considerazione abbiamo un quadro più lucido di quello che voleva dirci Richard Dawkins e di come il bombardare la società e le menti che la compongono possono essere un motore fortissimo per qualcosa che, fondamentalmente, aiuta la gente ad evolversi. Per di più, lo stesso Richard Dawkins è divenuto un meme, facendo entrare il tutto in un loop di meta-meme.

Commodoriani, non prendetevela se qualcosa è stata saltata ma l’argomento è davvero estesissimo. Conoscevate l’inventore della parola meme? E il primo meme della storia lo avevate già visto? Fatecelo sapere nei commenti.

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Alessandro Mezzolla

Alessandro Mezzolla è di San Pancrazio Salentino in provincia di Brindisi. Un genio. miliardario, playboy, filantropo non è sicuramente una descrizione calzante. Ha la passione per il cinema, la musica e le magliette macabre. Il suo motto è "Perchè anche oggi mi sono svegliato?"