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Google Plus chiude i battenti, ecco i motivi

Secondo il Wall Street Journal, Google avrebbe tenuto nascosta l’esistenza di un bug che, potenzialmente, permetteva agli sviluppatori di accedere ai dati personali degli utenti Google Plus. Si tratta di una grossa falla, soprattutto se consideriamo che è stata presente dal 2015 a marzo 2018, quando è stata scoperta e fixata.

La replica di Google non si è fatta attendere ed è stata piuttosto drastica: Big G ha annunciato infatti la chiusura di Google + ad agosto 2019. L’azienda ha ammesso l’esistenza del bug, attraverso il quale gli sviluppatori sarebbero potuti entrare in possesso di nome, e-mail, genere, lingua, età e occupazione degli utenti. Non ci sono prove del fatto che gli sviluppatori fossero a conoscenza della falla, ma ormai la decisione dell’azienda è presa.

Una morte annunciata?

Il problema del bug, soprattutto in un periodo come quello attuale in cui c’è grande attenzione verso la privacy, ha inciso in modo pesante sulla scelta dell’azienda – ma siamo sicuri che G+ non sarebbe “morto” comunque?

Nel 2011, al lancio, il nuovo social network fu denominato “The Facebook Killer”. Beh, come sappiamo, alla fine non è stato assolutamente così, e ci sono almeno 4 fattori che ci possono aiutare a capire il perchè.

Tasso di Engagement

Chiunque abbia un account Google ha anche un account Google Plus, magari senza nemmeno esserne a conoscenza. Proprio per questo il tasso di engagement è bassissimo: il numero di utenti è elevato, ma nessuno lo utilizza.

Troppo copiato da Facebook

Copiare i competitor può essere un bene, ma non sempre. Secondo un ex dipendente di Google, infatti, il social network è stato pensato troppo simile a Facebook, che al tempo era già affermato. L’azienda è quindi entrata nel mercato con un prodotto vecchio, in ritardo rispetto ai concorrenti. Anche per questo motivo nessuno ha sentito la necessità di usarlo.

Versione mobile

Oltre il 90% degli appartenenti alla generazione Y – i nati dagli anni ‘80 al 2000 – utilizza dispositivi mobile per navigare. Facebook, Twitter e Instagram si sono adattate a questo cambiamento, Google Plus no. La versione mobile è arrivata, ma troppo tardi.

Mancato ascolto dell’utenza

Google ha sempre ascoltato i propri utenti per migliorare il motore di ricerca, a volte in modo quasi maniacale. Lo stesso non si può dire per il social network. I suggerimenti delle persone non sono mai stati ascoltati e questo, unito agli altri tre motivi, ha portato alla morte di G+.

Insomma, tra bug e cattiva gestione del prodotto, Google Plus è arrivato al capolinea. Difficilmente Big G riproverà a entrare nel settore e, visto com’è andata questa volta, forse è un bene.

FONTE, FONTE

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Francesco Carletto

Laureato in Economia e Commercio e studente di Marketing Communication, da sempre appassionato di sport e tecnologia, con il pallino della scrittura. Già blogger sportivo, l'inizio dell'avventura come blogger tech mi consente di unire tutte le mie passioni.