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Amazon raddoppia il salario minimo dei propri dipendenti

La manovra riguarda USA e Gran Bretagna, non ci sono ancora notizie sull’Italia

Da diversi mesi circolano voci piuttosto negative sulle condizioni lavorative dei dipendenti di Amazon, caratterizzate da ritmi serratissimi, controlli eccessivi e da uno stipendio non adeguato alla mole di lavoro.
Tutto questo ha comportato uno sciopero del personale di Amazon che, a quanto pare, ha dato i propri frutti. Il presidente Jeff Bezos, infatti, ha deliberato un aumento del salario orario minimo da 7,5 $ l’ora a ben 15 $, esattamente il doppio. Questa novità non è ancora operativa, ma lo sarà dal 1 novembre, quindi a brevissimo.
Il nuovo trattamento verrà applicato anche ai dipendenti britannici, che vedranno il loro stipendio salire a 9,50 sterline l’ora. Questa manovra tocca un numero elevatissimo di persone: 250.000 dipendenti americani, oltre 100.000 lavoratori stagionali/part time e 40.000 dipendenti britannici.

Una manovra che potrebbe far bene a tutti

L’operazione, com’è facilmente intuibile, costerà all’azienda una cifra spropositata. D’altro canto, è vero anche che Amazon non adeguava gli stipendi dei propri dipendenti da più di 10 anni, quando i volumi di lavoro erano decisamente inferiori rispetto a quelli attuali.
Il colosso dell’e-commerce ha fatturato 177 miliardi di dollari del 2017, quindi può tranquillamente sostenere l’aumento dei salari, ma va sottolineato che l’incremento è stato molto sostanzioso.

Foto: businessinsider.com

Il caso dei salari troppo bassi stava particolarmente a cuore al senatore americano Bernie Sanders, che aveva presentato una proposta di legge – il Bezos Act – per imporre alle grandi società il pagamento di tasse aggiuntive per coprire i costi di welfare per i propri lavoratori. La notizia è stata accolta positivamente dal senatore, che spera che la mossa di Amazon possa essere di esempio per altre aziende.

Anche Bezos si ritiene soddisfatto della manovra; questa la sua dichiarazione:

“Abbiamo ascoltato chi ci criticava e abbiamo pensato a lungo a cosa volevamo fare. Così abbiamo deciso che volevamo dare un segnale. Siamo entusiasti di questo cambiamento e speriamo che ciò spinga anche i nostri concorrenti a fare lo stesso“

Per quanto riguarda l’Italia, non ci sono ancora notizie. Forse l’azienda deve ancora capire bene come muoversi in modo conforme alla legge italiana e sta ancora studiando una strategia. I presupposti però sono buoni, quindi speriamo che anche i lavoratori italiani possano ottenere qualche beneficio.

FONTE

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Francesco Carletto

Laureato in Economia e Commercio e studente di Marketing Communication, da sempre appassionato di sport e tecnologia, con il pallino della scrittura. Già blogger sportivo, l'inizio dell'avventura come blogger tech mi consente di unire tutte le mie passioni.