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Strange Brigade, la recensione: Indiana Jones si fa cooperativo

Strange Brigade

Strange Brigade ci porta in luoghi lussureggianti che nascondono orde malvagie e misteri dell’occulto

Dal consolidamento del gioco in rete, il solco degli impianti cooperativi è stato declinato in innumerevoli maniere. Talora con successo, talora nel totale fallimento, questo genere ha sempre tenuto ben presente la costante dell’interazione tra giocatori. Affiatamento e sinergia: l’avanzamento nel gioco è prima di tutto comunicativo, e solo dopo meccanico. Strange Brigade traccia un’ulteriore diramazione, che unisce l’archetipo di gruppo archeologico, lo shooting per ondate e un poco di zucchero per unire una banda di quattro giocatori in tre diverse modalità. Ciascuna ha gli scontri in campo aperto come fulcro dell’esperienza, declinati con regole e restrizioni che aggiungono sale da una parte, cannella dall’altra e ciliegine quando serve.

Strange Brigade

Indiana Jones sposa i combattimenti ondate e la rottura della quarta parete

Con un’estetica dalle tinte calde e assolate, Strange Brigade propone in salsa ludica ciò che Indiana Jones propone su schermo argenteo: ambientazioni esotiche, mistero, occulto e senso sfrenato di avventura. Le similitudini si estendono anche alla collocazione temporale, addentrata nella prima parte dello scorso secolo e esaltata dalla voce narrante extradiegetica. Questa segue le gesta della Strange Brigade, con interventi pomposi, irriverenti e talvolta rompendo la quarta parete per rivolgersi in modo sarcastico al comportamento del giocatore. La brigata di archeologi provetti si sposta di luogo in luogo con un buffo dirigibile, sul quale viene fatto il punto della situazione prima di ogni missione.

Tutto questo, all’interno di brevi scene introduttive, proposte con la classica grana delle pellicole più antiche. Si sorvola sulla trama di Strange Brigade, che è di fatto un pretesto per paracadutare – letteralmente – il giocatore in lussuriose ambientazioni, costruite tramite percorsi che guidano lo sguardo verso ogni scorcio. Questi ultimi sono composti appositamente per fornire le informazioni necessarie al giocatore per progredire attraverso continui enigmi ambientali.

Strange Brigade

La difficoltà si manifesta tra le file nemiche

Gli enigmi sono talvolta banali e riempitivi, e altre volte ingegnosi e appaganti, ma mai difficoltosi. Nonostante il gioco presenti un selettore di difficolta molto stratificato, nessuna impostazione influisce sulla ricchezza degli enigmi, ma agisce sul comportamento e la quantità dei nemici a schermo. Si sale su alture abitate da una folta vegetazione, si passa attraverso rovine di templi antichi e si scende nelle profondità della terra in umide catacombe: di livello in livello, nuovi nemici fanno il loro ingresso nelle fila delle orde maledette. Con la progressione, le mosse a disposizione della massa di ostili si diversificano e diventano più ardue da fronteggiare. Proprio qui, Strange Brigade emana l’inebriante profumo di un impianto cooperativo ben definito, in cui la comunicazione è essenziale per destreggiarsi nelle situazioni più concitate.

Gli amuleti conferiscono poteri da usare con coscienza

La squadra di archeologi – la Strange Brigade -, costituita da personaggi fissi selezionabili all’ingresso in partita, non ha solo a disposizione le arrugginite trappole disposte nelle aree di gioco – tra cui eliche rotanti, spuntoni a scatto, barili esplosivi e frane di sassi; ogni personaggio dispone di un’abilità peculiare, utilizzabile alla ricarica di un amuleto con le anime sconfitte. La logica è lampante: più nemici si uccidono per mezzo delle armi da fuoco e dell’attacco stordente, più l’amuleto si riempie e prima si potrà usare la propria mossa speciale.

Trattasi di veri e propri poteri mistici, perfettamente in linea col contesto misterioso. Per rendere l’idea del tenore di queste mosse, basta citare uno dei poteri nella rosa. Uno dei personaggi ha la capacità di attirare nemici e respingerli con un gesto della mano, per poi farli esplodere con un gesto in pieno stile Thanos. I poteri dell’amuleto rappresentano elementi estremi, da utilizzare con sapienza e conservare per i momenti critici.

Strange Brigade

L’apporccio al combattimento, tra armi normali, esplosivi e armi speciali

Per tutto il resto, occorre padroneggiare le armi e intervenire con esse negli scontri diretti. Non solo fucili a colpo singolo, pistole e mitragliette – distinte dalle classiche statistiche di rateo, precisione e ricarica – ma anche granate dalle diverse caratteristiche. Queste ultime possono essere istantanee, a tempo, o addirittura dei candelotti di dinamite da far esplodere con un colpo di pistola. Oltre alle due armi di base e all’esplosivo sempre in inventario, il giocatore può trovare casse sparse per la mappa, dalle quali reperire armi speciali. Queste ultime sono caratterizzate dall’alone colorato, e sono accessibili solo tramite il pagamento di oro. Quest’ultimo non è una valuta universale, bensì rappresenta un parametro che viene riavviato a ogni livello della campagna di Strange Brigade. Ciò significa che il giocatore deve sfruttare con saggezza il denaro trovato nei percorsi, per far sì di averne a sufficienza nel momento del bisogno.

I collezionabili, tra puro approfondimento e utilità pratica

Non solo oggetti utilizzabili, come armi e cure, ma anche collezionabili popolano le mappe del gioco. Dai classici documenti che approfondiscono la lore relativa alla malvagia Seteki e le precedenti brigate, ai curiosi gatti azzurri. Questi ultimi sono collezionabili a tempo, che fanno la loro comparsa a gruppi di 5 per livello, emettendo un miagolio da seguire per la cattura – nello, specifico, la loro rottura tramite pallottole. Tuttavia, non sono i classici rami morti o la cosiddetta argenteria ludica, bensì determinano l’accesso a premi speciali prima dei boss di fine livello. Prenderli tutti, dal primo all’ultimo, sblocca l’ingresso a salette segrete contenenti premi e oro, talvolta essenziali prima di un grande scontro.

Proprio per suddette boss fight, occorre spendere qualche parola. Nonostante non ci si trovi mai in impianti troppo complessi, sono curiosi i paletti ludici che rendono accativanti le battaglie: in mezzo alla calca asfissiante di nemici, il grosso e imponente boss di turno può, ad esempio, generare una potente onda d’urto che riduce in fin di vita il giocatore. Quest’ultimo deve avere abilità manuale e tempismo, al fine di evitarne gli effetti – rappresentati a schermo da un alone concentrico.

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Orda e Sfida a punti, il profumo inebriante della cooperazione

Una parentesi completamente separata è costituita dalle modalità Orda e Sfida a punti di Strange Brigade. Queste ultime si basano sempre sul concetto di ondate progressivamente più intense, ma con obiettivi differenti. Nel primo caso, la brigata affronta un numero indefinito di ondate sempre più varie e concitate, mentre nel secondo, l’obiettivo è ottenere più punti possibile dall’uccisioni, lanciandosi in combo esplosive e colpi di fucile particolari. Giocando in gruppo, abbiamo apprezzato particolarmente le regole della modalità Orda, resa impegnativa dal fatto che ogni giocatore parte con una sola arma a scelta, e solo compiendo molto uccisioni può guadagnare il denaro necessario per acquistarne di nuove, di speciali su base casuale o ricaricare le munizioni. Sono queste le limitazioni, i paletti ludici che tirano realmente fuori l’ingegno della squadra, chiamata a comunicare costantemente per debellare la minaccia di scheletri, zombi e minotauri.

Costruzione ambientale e ottimizzazione di spicco

Strange Bridage dispone di un sistema di matchmaking dinamico, che offre la possibilità di impostare gruppi aperti, affinché chiunque possa unirsi in qualsiasi momento della partita. Questo vale per le missioni di campagna, per le Orde e anche per le Sfide a punti. La chat vocale integrata nel gioco funziona in maniera ottimale ed è fondamentale per il gioco a livelli elevati, laddove comunicare è fondamentale per sconfiggere i gruppi di nemici più corposi. Dal punto di vista puramente tecnico, il gioco presenta caricamenti rapidi e molte impostazioni per la grafica, che scalata al minimo garantisce i 60 fps anche su configurazioni più datate. A dettagli massimi, Strange Brigade porta a schermo un colpo d’occhio niente male, che viene leggermente meno osservando gli elementi a schermo da vicino. Niente di compromissivo, questa va chiarito fin da subito, e l’assetto d’immagine è tale che anche a dettagli minimi si apprezzi la costruzione ambientale e l’effettistica.

Strange Brigade

Il fondo d’abaco, riscoprire il piacere dei giochi cooperativi

Dopo diverso tempo e numerosi titoli passati dalla libreria, il sottoscritto ha riscoperto il piacere dei giochi cooperativi, nonché il potenziale degli sparatutto a ondate. Queste ultime, sotto il saldo laccio unificante dell’estetica spielberghiana di Indiana Jones, condite dal piacere per l’occulto e le ambientazioni ben costruite, costituiscono un’insalata dal gusto coopertivo unico, che tuttavia funziona egregiamente anche giocata in singolo. Lo scoglio più grande di Strange Brigade è il prezzo, che sul medio termine determinerà lo svuotamente dei server. Un vero peccato, se si pensa alle ore di divertimento intenso che la formula di Rebellion (Sniper Elite) riesce a offrire. Ci auguriamo che lo studio viri su una formula di distribuzione differente, al fine di mantenere prospero un impianto che merita più successo di quello che ha effettivamente avuto dal lancio.  link dedicatoVi invitiamo a recuperare tutte le ultime recensioni di DrCommodore Gaming a questo.

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Samuele Sanesi

Giocatore da sempre, Game Designer come stile di vita. Caporedattore nel tempo libero (a volte anche in quello occupato). Mangio salutare e bevo tanta acqua, perché i videogiochi tra settanta anni non si giocheranno da soli. Ho predilezione per ogni forma di intrattenimento ludico. Amo la mia città, le tradizioni Italiane e la mia famiglia. Uno dei miei hobby è la critica del Tiramisù. Ho visto navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione.