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Le conseguenze su internet della riforma europea sul copyright

GDPR

Gli articoli 11 e 13 della nuova direttiva sul copyright cambieranno notevolmente il vostro concetto di internet 

Della riforma sul copyright europea se ne è parlato in lungo e in largo, nonostante ciò molte persone non hanno ancora ben capito quali potrebbero essere gli effetti. Cercheremo quindi in questo articolo di spiegare i principali punti della riforma e le loro conseguenze.

Foto e libertà di panorama

L’intenzione era quella di mantenere la libertà sulle foto scattate su vasti panorami, senza il timore di infrangere il copyright di opere visibili in lontananza. Purtroppo alla fine non si è riuscito a dettare una legislazione unica, la decisione verrà presa da ogni Paese membro in modo autonomo. Il caso si può comprendere meglio con un esempio: oggi non è più possibile pubblicare video della Tour Eieffel illuminata durante lo spettacolo delle luci. Sebbene la Tour Eiffel non sia più coperta dal diritto d’autore in quanto bene architettonico, lo stesso non si può dire per lo spettacolo delle luci coperto dal diritto della coreografia. Nonostante si voglia sfruttare la delega all’utilizzo non commerciale, le foto non potranno comunque essere pubblicate sui social che, per loro natura, ne fanno un uso commerciale.

Art. 11: Aggregatori di news (Google News, Apple News, Flipboard…)

Potrebbero sparire le notizie proveniente dai giornali europei, in quanto gli aggregatori saranno costretti a chiedere una licenza per poter pubblicare i loro articoli. Un caso analogo si è visto anche in Spagna, che ha applicato in passato tale legge contro Google News che non ha voluto pagare. Tutto ciò, come prevedibile, ha generato un grosso crollo di traffico verso i giornali spagnoli. Di riflesso questo varrà anche per i social, impedendo agli utenti di pubblicare e commentare notizie provenienti dai media europei.

Art. 13: Caricare un video su YouTube e Facebook

Non potrete più caricare video dove suonate qualsiasi pezzo musicale, non importa quanto vecchio sia, anche se si tratta di Mozart. Si sa che i social e Youtube in primis sono lo strumento per eccellenza causa dell’infrazione al copyright. Per poter assolvere a questo dovere le piattaforme saranno obbligate a utilizzare degli algoritmi (non sempre efficaci) per poter contrastare questo fenomeno. A tal proposito, il musicista James Rhodes ha espresso tutto il suo disappunto su Twitter per la rimozione di un suo video. Il filmato era stato caricato su Facebook ed è stato rimosso da Sony, che vantava di possedere 47 secondi dell’opera di Bach suonata. L’algoritmo però non sapeva che Bach è morto da oltre 70 anni e quindi il copyright è decaduto. Il video è stato ripristinato grazie alla potenza dei social e all’influenza del soggetto, un utente normale non avrebbe mai avuto giustizia.

Purtroppo lo scenario non è dei migliori, nell’internet post riforma nulla sarà come prima. L’utente perderà molte delle libertà fondamentali come caricare determinate foto oppure commentare certe notizie. Speriamo che possano esserci delle modifiche in futuro in grado di migliorare la situazione salvaguardando le libertà individuali.

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Fonte: Motherboard

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