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Ecco come un hacker si è preso gioco di truffatori online

Scam, Malware, Phishing e Spam sono all’ordine del giorno su Internet. Molti di noi si limitano a ignorare la cosa e a passare oltre, ma non tutti: un gruppo di scammers, infatti, se l’è vista brutta dopo essersi imbattuto in Ivan Kwiatkowsi, un noto ricercatore di sicurezza informatica.

Il ricercatore, dopo che il padre si era imbattuto in una truffa, ha voluto capire come funzionasse lo scam per poi fregare a sua volta gli scammers.

Cosa è successo

Per prima cosa Ivan ha creato una macchina virtuale con Windows XP, e successivamente si è recato nel sito incriminato. A questo punto, come da programma, sono comparsi una serie di banner che annunciavano la presenza di virus e dati corrotti nel PC. Un ultimo pop-up però mostrava un numero di telefono per ricevere assistenza. Che fortuna, eh?

 

Kwiatkowsi sta al gioco e chiama il numero, a cui risponde una donna che lo guida nell’installazione di un tool per l’assistenza remota. La finta assistente ha addirittura aperto una finestra prompt in cui ha scritto manualmente “1452 virus found” e “ip hacked”, per far apparire la situazione come drammatica (Ivan, nel suo blog, fa notare che il numero 115.115.67.53 nel prompt è probabilmente il loro vero indirizzo IP). A questo punto viene proposto un abbonamento antivirus da 190$ per ripulire il pc.

Non contento, Ivan decide di fare una seconda chiamata, giusto per divertirsi ancora un po’. Questa volta la richiesta è di ben 300$, e Ivan decide di “accontentare” i truffatori. Fornisce più volte i dati – sbagliati – della propria carta di credito, fingendosi un anziano inesperto. E qui viene la parte divertente: Ivan annuncia che manderà una foto della carta di credito per dar modo agli scammers di completare il pagamento. Viene quindi inviata una foto – casuale ovviamente – con un ransomware nascosto all’interno agli scammers, che ovviamente non sospettavano nulla.

Mentre questi cercavano di aprire lo zip corrotto, il ransomware crittografava i dati sul loro hard disk.

Insomma, i truffatori sono stati truffati. Tutta la storia è riportata integralmente sul Blog di Ivan, dialoghi telefonici inclusi. Se volete farvi qualche risata, andate a dare un’occhiata.

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