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A Piacenza il primo liceo che schermerà gli smartphone

Ogni studente avrà una speciale tasca che schermerà gli smartphone durante gli orari di lezione

Il liceo sportivo San Benedetto a Piacenza sarà la prima scuola italiana a dotarsi di un sistema che impedirà l’utilizzo degli smartphone in classe e durante la ricreazione. Ogni studente riceverà una tasca – chiamata Yondr, progettata e già diffusa in America – che schermerà completamente i dispositivi, rendendoli di fatto inutilizzabili. Al termine della giornata, i docenti sbloccheranno questo “sacchetto” e riconsegneranno gli smartphone ai ragazzi.

Perchè adottare questa soluzione molto drastica? La dirigenza dell’istituto è consapevole dell’utilità degli smartphone, ma li ritiene una fonte di distrazione troppo grande per i ragazzi, da qui l’idea di impedirne l’utilizzo.
L’obiettivo è quello coinvolgere maggiormente gli studenti nelle attività di classe e di rieducarli alla socializzazione, soprattutto durante la ricreazione.

È davvero una buona idea?

Questa domanda sorge – o dovrebbe sorgere – spontanea di fronte a soluzioni drastiche come questa. Sarà davvero una buona idea impedire agli studenti l’utilizzo dello smartphone in questo modo? Se si guarda al risultato finale, probabilmente si; ma ci sono altri aspetti da considerare. Proviamo ad analizzarli.

Uno degli obiettivi dell’iniziativa è quello di rieducare i ragazzi alla socializzazione, ma è davvero possibile ottenere un risultato del genere imponendosi con la forza, anche se in modo metaforico? Vedendola come una costrizione, gli studenti faranno sicuramente più fatica a maturare autonomamente, dal momento che è la scuola a decidere per loro se e quando usare lo smartphone.

Il preside Fabrizio Bertamoni ha dichiarato che l’istituto aiuterà nel tempo gli studenti a capire il perchè di questa scelta. A posteriori, quindi. Non sarebbe stato meglio provare a spiegare le proprie ragioni prima, anzichè dopo? In questo modo il tutto verrà – giustamente – visto come un divieto e un’imposizione, che non sono necessariamente i mezzi migliori con cui educare dei ragazzi, soprattutto in una fase critica come quella adolescenziale.

Bisogna dire, però, che da esterni e da ex studenti delle scuole superiori è facile parlare. Ai miei tempi (“cit.”) gli smartphone permettevano di fare molte meno cose, i social erano meno diffusi e quindi risultava più facile staccarsi dai propri cellulari (perchè di cellulari si parlava, non di smartphone, tranne che per qualche rara eccezione). Oggi questi dispositivi sono sicuramente più invasivi, e per un docente la strada intrapresa dal liceo piacentino può essere una manna dal cielo.

Sono solo gli smartphone il problema?

Qual è la risposta alla domanda quindi? Difficile a dirsi, per lo meno senza porsi altre domande. La mancanza di attenzione a scuola è dovuta solamente agli smartphone o anche all’incapacità di alcuni professori di stimolare l’interesse della classe? In quest’ultimo caso, la soluzione di schermare gli smartphone dei ragazzi potrebbe rivelarsi non solo meno efficace di quanto sperato, ma addirittura controproducente.

Seguiremo sicuramente l’evolversi della faccenda con interesse e vi terremo aggiornati per eventuali sviluppi. E voi cosa ne pensate? Siete favorevoli o meno all’iniziativa? Fatecelo sapere con un commento.

FONTE 1 FONTE 2

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Francesco Carletto

Laureato in Economia e Commercio e studente di Marketing Communication, da sempre appassionato di sport e tecnologia, con il pallino della scrittura. Già blogger sportivo, l'inizio dell'avventura come blogger tech mi consente di unire tutte le mie passioni.