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Approfondimento

Comicsgate: quando la polemica travolge il fumetto

In questi anni è stata dilagante la polemica sul politically correct in ogni settore e quello del fumetto non ne è stato immune

Il fumetto è oggetto di fazioni che discutono tra loro praticamente da sempre, in più l’arrivo di Internet e sopratutto dei social, ha portato le discussioni su di un piano decisamente più amplificato. Come spesso accade la discussione avviene tra due schieramenti ben distinti. In questo Comicsgate gli schieramenti sono composti da chi vuole dare libertà agli autori del fumetto e chi, invece pretende un occhio di riguardo nell’inclusione di minoranze. Insomma anche il mondo del fumetto ha la sua discussione sul politically correct. Spesso però le due “fazioni” non sono composte propriamente da gente pacata e le discussioni prendo tinte decisamente estremiste.

Il Comicsgate parte tutto da un milkshake (si, avete capito bene un milkshake):

Heather Antos, collaboratrice per la Marvel, ha postato questo Tweet in cui lei ed altre sue colleghe, bevono un milkshake in onore della defunta collega Flo Steinberg, storica collaboratrice di Stan Lee. Bel gesto direte voi. Ed invece è stato un bagno di sangue per la povera Heather che si è vista offendere e deridere sotto il post in questione.

Come ogni schieramento che si rispetti, c’è sempre il primo aizzatore che punta il dito verso qualcosa che non sta a genio al suo modo di pensare. Uno di questi predicatori 2.0 è sicuramente Richard C. Meyer. Meyer è un ex militare appassionato di fumetti che tiene le sue prediche su Youtube. Lui è uno di quelli che “non hanno peli sulla lingua” e si scagliano contro il politically correct sostenendo, che ormai, il mondo del fumetto è sta decisamente esagerando nell’includere forzatamente il mondo LGBT+.

Quando il politically correct diventa censura

Non sono mancati, però, i casi in cui categorie di persone hanno mosso delle critiche che hanno portato a delle vere e proprie censure nei confronti di autori e fumettisti. I casi più eclatanti possono essere la copertina di Spider Woman del maestro Milo Manara:

O la copertina variant di Batgirl, divenuta famosa qualche anno fa poiché accusata di esaltare la violenza sulle donne:

Molto spesso, tra l’altro, gli addetti al settore, ritengono che questo tipo di scelte inclusive sono inutili se non proprio contro-producenti. Al lettore medio di fumetti non interessano determinate inclusioni od esclusioni, semplicemente vuole dei prodotti ben fatti e che intrattengano.

I personaggio che spiccano, in questo Comicsgate, sono sicuramente i “troll” della rete, quelli che hanno capito l’effimerità delle discussioni sui social. Tra questi personaggi spicca la figura di Ethan Van Sciver, ex fumettista sia di Marvel che di Dc, che come un bravo funambolo passa da uno schieramento all’altro con dichiarazioni contrastanti e con un “era uno scherzo” quando le acque si iniziano ad intorpidire:

C’è gente come Tom Taylor, autore di fumetti legati al mondo di Star Wars, degli X-Men e di Injustice che ha scritto quello che è il manifesto anti-Comicsgate:

E personaggi come Marsha Cooke, moglie del disegnatore defunto Darwyn Cook, che ha definito i sostenitori del Comicsgate come dei frignoni.

Le conclusioni

Come al solito, la verità, non è mai negli estremismi e possiamo interpretare questo Comicsgate come una metafora delle conversazioni su qualsiasi tipo di argomento, dal più frivolo al più impegnato, con cui, ormai, dobbiamo misurarci noi utenti di Internet. Fake news e predicatori sono uno strumento sempre più potente nelle varie propagande e battaglie e molto spesso la pigrizia dell’utente medio non permette il fluire corretto delle notizie. Quante volte vi è capitato di vedere condivisa una fake news sulla vostra bacheca? Quante volte vi è capitato di vedere gente difendere a spada tratta posizioni strampalate, solo perchè era l’idolo di turno a sostenerla?

Commodoriani, cosa ne pensate su questa questione? Come pensate che in futuro possano essere gestiti casi simili? Fatecelo sapere nei commenti.

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Alessandro Mezzolla

Alessandro Mezzolla è di San Pancrazio Salentino in provincia di Brindisi. Un genio. miliardario, playboy, filantropo non è sicuramente una descrizione calzante. Ha la passione per il cinema, la musica e le magliette macabre. Il suo motto è "Perchè anche oggi mi sono svegliato?"