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Sci-fi e televisione – Storia della fantascienza in TV dagli anni 30 ai giorni nostri (Parte 2)

Storia della fantascienza

Continua il viaggio nella storia della fantascienza in televisione

Dopo avervi raccontato le origini del genere ed essere arrivati fino ai giorni nostri per quanto riguarda le produzioni broadcast e cable statunitensi è il momento di dirigere il nostro sguardo altrove. In questa seconda parte del nostro viaggio nella storia della fantascienza andremo ad analizzare le produzioni dei principali colossi dello streaming, parleremo di animazione e faremo un giro intorno al mondo per andare alla scoperta delle più importanti produzioni sci-fi del resto del globo.

Netflix e Amazon

L’avvento dei servizi streaming ha spostato l’interesse dai canali tradizionali a quelli disponibili via web. Netflix ed Amazon, in questo senso si sono dimostrati apripista nel campo delle produzioni sci-fi originali.

Sul primo possiamo godere di produzioni del calibro di Stranger Things, Sense8, Altered Carbon, The OA, il remake di Lost in Space e la seria antologica Black Mirror che a partire dalla terza stagione è distribuita globalmente da Netflix.

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Oltre a queste produzioni americane ci sono innumerevoli show nati in altri stati e che sono stati poi acquisiti da Netflix (o fin dall’inizio supportati come co-produzioni internazionali). Tra questi non possiamo non nominare 3%, Dark, Dirk Gently’s Holistic Detective Agency e Travelers.

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Sul servizio Prime Video del colosso del commercio online, invece, segnaliamo la presenza di Philip K. Dick’s Electric Dreams, serie antologica ideata e prodotta da quel Ronald D. Moore basata sui racconti di quel Philip K. Dick, padre indiscusso del genere, assieme ai nomi citati a nella prima parte di questo articolo.

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Animazione

L’uso dell’animazione è stato e continua ad essere uno strumento fondamentale per il genere. Se prima era limitato ad elemento di contorno, oggi le più evolute tecniche permettono di creare intere serie che non hanno nulla da invidiare alle controparti live action. Da oriente ad occidente, menti brillanti si sono avvicendate alla creazione di serie animate. Tra questi nomi non possiamo non citare Genndy Tartakovskij, regista, sceneggiatore ed animatore statunitense di origine russa, le cui sapienti mani sono dietro a serie amate dal pubblico come Il laboratorio di Dexter, Samurai Jack e Star Wars Clone Wars. Sempre nell’universo di Star Wars è ambientata Rebels, altra serie animata dedicata alla galassia lontana lontana anch’essa, come la precedente, facente parte del Nuovo Canone.

The Clone Wars

Altro nome che non possiamo non citare è quello di Matt Groening. Il padre dei Simpson è anche creatore di Futurama. Non ci soffermeremo in inutili presentazioni dando per scontato che chiunque sappia di cosa stiamo parlando (sicuramente la trasmissione su Italia 1 all’ora di pranzo ha aiutato generazioni di piccoli sognatori ad immergersi del mondo fittizio di Nuova New York dell’anno 3000).

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In tempi recenti, invece, Netflix ha mosso i suoi tentacoli anche in questa direzione, distribuendo a livello globale alcune serie amate ed attese dal pubblico, come Rick and Morty di Adult Swim ed Advendure Time di Cartoon Network, oltre che puntare su nuove serie tra cui citiamo la recentissima Final Space, distribuita come Netflix Original, ma produzione americana del canale cable TBS.

Rick e Morty

E dall’altro lato del Pacifico? Un paese come il Giappone non poteva sicuramente restare fuori dal mondo della fantascienza e il meglio della produzione nipponica sul genere è data in forma anime.

Astroboy, Mazinger Z, Neon Genesis Evangelion, Mobile Suit Gundam, Ghost in the Sheel: Stand Alone Complex, Cowboy Bebop e Trigun sono solo alcuni nomi, che sicuramente conoscerete (e se non li conoscete li dovreste decisamente recuperare) di un genere che mal si presta ad essere limitato ad un paragrafo e che ci ripromettiamo di approfondire in futuro con un articolo dedicato.

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Serie tv non statunitensi

Canada

A partire da primo decennio del 21esimo secolo il Canada si è trasformato in un’isola felice per i produttori televisivi. Un regime fiscale più favorevole di quello statunitense ha spostato le produzioni da Hollywood prima a Toronto e poi a Vancouver. Alcune delle serie più iconiche del periodo, tra cui le già citate Stargate e Battlestar Galactica sono state girate in Canada. Tra le altre serie degne di nota non possiamo non nominare Andromeda, Sanctuary, The Dead Zone, The 4400 e la fortunatissima Smallville.

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Essendo quello canadese un mercato dalle piccole dimensioni, non è raro che le varie serie siano delle co-produzioni con emittenti o studi statunitensi ed europei. Negli ultimi tempi, comunque, sembra che le quote di mercato dei produttori autoctoni stiano aumentando, permettendo una maggiore libertà creativa.

 

Regno Unito

Nonostante il primo programma sci fi della storia sia di produzione britannica (un adattamento di 35 minuti della pièce teatrale ceca R.U.R. (Rossumovi Univerzální Roboti, I robot universali di Rossum, datato 1938) il genere, per lo meno nei primi decenni del secolo scorso, non è stato ben sviluppato e non ci sono state produzioni degne di nota. Ad un secondo adattamento di R.U.R. del 1948 seguirono altre trasposizioni letterarie, tra cui ricordiamo La Macchina del Tempo di H.G. Wells (1949) e 1984 di George Orwell (1953).

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La musica cambiò a partire dal 1963, con la messa in onda di Doctor Who. La serie sci-fi più longeva al mondo, amata da decine di migliaia di fan in tutto il mondo conquistò subito il pubblico. La caratteristica principale del Dottore, la capacità di rigenerare e cambiare aspetto aprì fin da subito infinite possibilità allo show che sopravvisse a lungo nel tempo fino a quando non fu chiuso nel 1989. Un film per la tv del 1996 continuò le avventure, con un nuovo Dottore, ma dobbiamo aspettare il 2005 per il vero revival della serie ad opera di Russel T Davies. Doctor Who è ancora in onda, passato dalle mani di Davies a quelle di Steven Moffat prima e Chris Chibnall in tempi recenti e, negli anni, ha dato vita a numerosi spin off: Torchwood, The Sarah Jane Adventures,  K-9 Class.

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In tempi più recenti altre serie hanno cercato di cavalcare l’onda della fantascienza in televisione. Tra le produzioni britanniche più degne di nota ricordiamo Life on Mars, Primeval e nuovi episodi del classico Red Dwarf.

Tra le co-produzioni citiamo l’ottimo Orphan Black, forte dell’eccezionale interpretazione della protagonista Tatiana Maslany ed il già nominato Black Mirror.

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Resto del mondo

Altri paesi, prettamente non anglofoni, hanno contribuito in modo minore al genere. Tra le produzioni tedesche citiamo Lexx e la meno recente Raumpatrouille, tra quelle originarie dei Paesi Bassi ricordiamo Morgen gebeurt het (Tomorrow it will happen)De duivelsgrot (The devil’s cave) solo per citare due pionieri del genere.

In Spagna ebbe un discreto successo, tanto che conquistò anche un International Emmy, La cabina (1972) mediometraggio a metà tra la commedia e l’horror che parla di un uomo rimasto intrappolato in una cabina telefonica. Plutón B.R.B. Nero (2008) invece, è stata una comedy con elementi fantascientifici in stile Guida Galattica per Autostoppisti e Doctor Who.

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In tempi recenti vogliamo citare El Ministerio del Tiempo, che segue le missioni di una pattuglia dell’immaginario Ministero del Tempo, un’istituzione segreta del governo spagnolo, che si occupa di risolvere i problemi causati dal viaggio nel tempo, annullando gli effetti che potrebbero modificare la Storia. Una trama che sembrerebbe assomigliare tanto a quella di Legends of Tomorrow, incarnazione sci-fi dell’Arrowerse dell’emittente americana CW, ma che ha una sua identità ed è stata definita da più parti la migliore serie sci-fi spagnola.

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Arrivando finalmente nel nostro Paese citiamo Geminus (1968), A come Andromeda (1972), adattamento dell’omonima serie britannica, Il segno del comando (1971), Gamma (1974) e La traccia verde (1975).

 

Serie tronche e cancellate

Non sempre una serie riesce a raggiungere la sua fine naturale così come era stata pensata dai creatori. Divergenze creative, cali d’ascolti o altri problemi nella produzione possono portare ad una prematura cancellazione. Che terminino con un cliffhanger o che raggiungano un finale soddisfacente per intercessione dell’emittente, è sempre un peccato vedere del potenziale inespresso in un prodotto del genere.

Evitando di entrare in merito ai motivi della cancellazione e senza metterci a discutere sulla qualità intrinseca dello show ci limiteremo a ricordare qualche serie che, secondo noi, ci ha lasciato troppo presto. Dire se sia stato un bene o un male lo lasciamo al vostro insindacabile giudizio.

Sicuramente non possiamo non citare Terra Nova, produzione statunitense prodotta da Steven Spielberg cancellata dopo una sola stagione a causa degli alti costi di produzione e degli ascolti insufficienti. Stessa sorte è toccata alla serie Invasion, anche se qui i problemi sono legati alla concomitanza con l’uscita di Lost e con l’uragano Katrina che si era da poco abbattuto sugli Stati Uniti. La presenza di un uragano nella serie, elemento completamente rimosso in fase di marketing in favore di una maggiore pubblicizzazione della componente aliena, ha decretato l’insuccesso della serie. Altra serie cancellata dopo una singola stagione è Flashforward, anche se, in questo caso, critica e pubblico sono unanimi sulla bassa lega della produzione, incapace di trovare un  suo percorso narrativo.

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Tra le produzioni che avrebbero dovuto avere vita più lunga ci sentiamo in obbligo di citare Firefly. La serie creata da Joss Whedon riproponeva il tema della migrazione dalla Terra per sovrappopolazione e la colonizzazione di lontani mondi che però avveniva su un doppio binario con grosse differenze tra ricchi e poveri. Forte di influenze orientali (i personaggi parlavano in inglese ma leggevano e scrivevano con ideogrammi cinesi) la serie è stata prematuramente cancellata, ma la storia ha avuto una fine attraverso un film conclusivo, Serenity, fortemente voluto dai fan e sopratutto dalla crew.

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D’obbligo la citazione a Dark Angel, serie sci-fi cyberpunk creata da James Cameron e Charles H. Eglee con Jessica Alba. Sfortunata negli ascolti, terminò prematuramente  con due stagioni all’attivo, dopo essere stata relegata allo slot del venerdì sera, tipicamente conosciuto in America come dead slot, destinato alle serie d’insuccesso prossime alla cancellazione.

Tra le serie canadesi che non meritavano una cancellazione nominiamo, per completezza ma senza scendere nei dettagli, Continuum e Dark Matter.

 

Conclusioni

Terminiamo questo breve ma non troppo excursus nel mondo della fantascienza in televisione con la speranza di avervi fatto scoprire qualcosa di nuovo sul genere, magari relativo alle sue origini, spesso e volentieri indegnamente celebrate. Sperando di essere stati esaurienti sull’argomento pur non avendo la presunzione di essere enciclopedici ed infallibili, ringraziandovi per essere arrivati fino in fondo con la lettura, vi invitiamo a condividere con noi le vostre opinioni sul genere. See you, space commodoriani!

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L'autore

Gabriele Pati

Cresciuto con libri di cibernetica, insalate di matematica e una massiccia dose di cinema e tv, nel tempo libero studia ingegneria, pratica sport e cerca nuovi modi per conquistare il mondo.

Vanta il poco invidiabile record di essere stato uno dei primi con un account Netflix attivo alla mezzanotte del 22 ottobre 2015.

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