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Elon Musk si racconta: «È stato un anno massacrante»

Elon Musk è sicuramente uno dei più ambiziosi nonché eccentrici imprenditori degli ultimi anni. È divenuto una delle più importanti icone del secolo grazie ai suoi folli progetti, come il fucile lanciafiamme, ma soprattutto per la sua azienda, Tesla Motors – ormai sinonimo di auto elettriche di qualità. Eppure, lo stesso Elon Musk, durante un’intervista per il New York Times, ha definito il suo ultimo anno “massacrante”.

I segni di cedimento

Non è tutto oro quel che luccica, insomma. Il CEO di Tesla ha confessato in lacrime di aver lavorato tutte le 24 ore del suo 47° compleanno, di aver quasi perso il matrimonio del fratello e in generale di avere ritmi serratissimi, lavorando fino a 120 ore a settimana. Infine, Musk ha ammesso di aver passato tre o quattro giorni negli uffici Tesla senza mai tornare a casa e di non aver mai preso una settimana di pausa da quando, nel 2001, fu affetto da malaria.

Questi ritmi di lavoro così intensi stanno insomma portando l’imprenditore a trascurare la propria famiglia, oltre che ad avere problemi di salute. A questo proposito, durante l’intervista, Elon Musk ha aggiunto che è costretto ad assumere dei tranquillanti per poter dormire – in particolare il potente sonnifero Ambien.

“Spesso mi ritrovo a dover scegliere tra non dormire del tutto o prendere l’Ambien”

Il tweet di Musk

Ai problemi di salute si aggiungono, poi, quelli con la legge. L’imprenditore, infatti, ha ben due inchieste della Sec (la Consb americana) a causa dei suoi recenti tweet. Nell’ultimo, pubblicato il 7 agosto, Elon Musk annunciava l’uscita dalla borsa da parte di Tesladelisting in gergo. Tecnicamente un’azienda come Tesla, che produce macchine elettriche e potenti batterie, può permettersi di cambiare i settori in cui opera. Ciò che lascia dei forti dubbi è che, nonostante l’imminente privatizzazione, Tesla sia in perdita di 717 milioni di dollari. Infatti, l’azienda si trova in una fase in cui spende più soldi di quanti ne vengano guadagnati. Dunque, sarà fondamentale per Musk e per Tesla riuscire a vendere abbastanza auto per tornare a un bilancio positivo.

Il tweet naturalmente non è passato inosservato, ha anzi generato alcune perplessità tra i seguaci dell’imprenditore. Nonostante possa apparire una mossa azzardata, Musk ha però assicurato che la decisione è stata discussa e presa insieme ai più importanti azionisti Tesla. Inoltre, il CEO ha aggiunto che i soldi per la privatizzazione arriveranno dal Fondo Pubblico d’Investimento saudita (FPI) e che questa scelta libererà la società dalle speculazioni di alcuni imprenditori. Infatti, Elon Musk è convinto che gli short sellers, ovvero coloro che sono interessati a speculazioni a breve termine, stiano danneggiando l’azienda.

Alcune speculazioni

Elon Musk sembra essersi espresso anche riguardo le azioni di Tesla. Nel tweet si legge, infatti, che le azioni, una volta avvenuta la privatizzazione dell’azienda, avranno un costo di 420 dollari – ben più del valore attuale. La cifra è però un po’ insolita e non sono mancate le speculazioni sul fatto che fosse una battuta – o che Musk avesse addirittura fumato cannabis mentre scriveva il tweet. Ed è proprio questa l’ipotesi che viene confermata dall’imprenditore stesso, che con fare scherzoso dichiara:

“Mi sembrava solo che 420 fosse un numero migliore di 419. Ma non avevo fumato. L’erba non aiuta la produttività”

Ulteriori controversie

Come se non bastasse, un altro tweet pubblicato da Musk ha catturato l’attenzione nell’ultimo periodo. L’imprenditore, infatti, ha accusato di pedofilia uno dei sub che hanno salvato i ragazzini thailandesi rimasti intrappolati in una grotta. Inoltre, la cantante Azealia Banks, che si trovava a casa Musk in occasione di una collaborazione con la compagnia, ha accusato l’imprenditore di aver utilizzato Twitter dopo aver assunto acidi.

Sembra, insomma, che Elon Musk abbia proprio intenzione di continuare a far parlare di sé – e che anche un uomo come lui possa avere dei limiti.

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