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Gmail, Yahoo e Microsoft: gli sviluppatori possono leggere le vostre email

Potremmo essere di fronte a un ennesimo caso di abuso della privacy. Al centro di tutto ci sono diversi grandi servizi di posta elettronica, tra cui Gmail, Yahoo e Microsoft. Secondo quanto riportato dal Wall Street Journal infatti, gli sviluppatori di queste compagnie possono leggere le vostre email. Ma non solo! Anche gli sviluppatori delle app di terze parti che si appoggiano alle loro API possono fare la stessa cosa.

È legale?

Si, almeno sulla carta. Può sembrare strano considerare lecito un comportamento del genere, ma siamo stati proprio noi utenti a dare agli sviluppatori il permesso di compiere queste azioni. I termini di contratto di questi servizi, infatti, riportano al loro interno questa possibilità, sia per loro, sia per tutti i servizi di terze parti che si appoggiano alle loro API.

Questo cosa significa? Significa che quando una nuova app ci chiede di accedere – tra le altre cose – al nostro account email, se noi accettiamo stiamo dando un consenso esplicito per la lettura della nostra posta.

Perchè tanto scalpore?

In primo luogo, praticamente nessuno legge i termini di contratto di questi servizi. Di conseguenza scoprire che qualcuno potrebbe leggere le nostre email fa scalpore. In secondo luogo però – ed è questo il nocciolo della questione – il problema è quello della poca chiarezza. Nel caso di Google, per esempio, la possibilità di leggere le nostre email è data agli sviluppatori solo in casi eccezionali (problemi di sicurezza, bug) e con il consenso esplicito dell’utente. Cosa significa consenso esplicito? È sufficiente quello che si dà accettando i termini di contratto del servizio? Oppure ci si aspetta una richiesta dagli sviluppatori ogni volta che si verifica uno di questi “casi eccezionali”?

Insomma, tutta la questione è poco trasparente. Le stesse condizioni si applicano sia alle applicazioni di terze parti, sia a quelle controllate – certificate da Google. Il problema della privacy è rilevante soprattutto per le prime: nei permessi richiesti infatti non è sempre prevista esplicitamente la possibilità che i loro sviluppatori possano leggere le vostre email.

La situazione attuale

Per adesso la situazione è abbastanza confusa. Sono ovviamente in corso dei controlli da parte delle grandi aziende, che sicuramente vorranno diminuire il rischio per i loro utenti. Ne sapremo di più nelle prossime settimane, quando probabilmente verranno resi un po’ più chiari alcuni termini dei contratti.

Nel frattempo, se volete ridurre al minimo il rischio, potete controllare tutti i servizi e le applicazioni che hanno accesso ai vostri dati, rimuovendo il permesso a quelli che non ritenete necessari.

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Francesco Carletto

Laureato in Economia e Commercio e studente di Marketing Communication, da sempre appassionato di sport e tecnologia, con il pallino della scrittura. Già blogger sportivo, l'inizio dell'avventura come blogger tech mi consente di unire tutte le mie passioni.