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La World Health Organization ha classificato la dipendenza da videogiochi come malattia

World Health Organization

Dipendenza da videogiochi? Da oggi è un disordine mentale

Chissà quante volte i nostri genitori hanno detto a noi videogiocatori: “basta giocare, che ti fa male“. Da oggi, quelle parole sono realtà.

La World Health Organization ha infatti ufficialmente classificato la dipendenza da videogiochi come disordine mentale, includendola nell’undicesima edizione della sua Classificazione Internazionale delle Malattie. Il Dr. Vladimir Poznyak, membro della WHO, ha dichiarato di non avere intenzione di creare alcun tipo di precedente classificando tale malattia, e di aver seguito i trend della popolazione insieme alla sua divisione di ricerca per arrivare a tale conclusione.

Tale “disordine” sarebbe diagnosticabile grazie a tre particolari comportamenti, o sintomi, presenti in chi viene definito dipendente dai videogiochi. Il primo sintomo è quello relativo al mettere i videogiochi al primo posto nella routine quotidiana dell’individuo, dando la precedenza al gioco piuttosto che ad altre attività di stampo più “social”. Il secondo sintomo è una diretta conseguenza del primo; questo infatti è relativo proprio alla reiterazione di tale comportamento, anche se potrebbe o ha potuto portare a conseguenze negative. Tale tipo di comportamento dunque potrebbe portare al terzo stadio di questa malattia, quello relativo a disturbi psichici, fisici e del sonno legati al troppo videogiocare. Ovviamente, tale stile di vita si deve protrarre almeno per un anno per essere classificato come vera e propria malattia.

La decisione della WHO tuttavia non è stata accettata da tutti i professionisti in campo medico. Alcuni psicologi si sono infatti schierati contro questa affermazione, dichiarando che tale classificazione non rispecchia la realtà, in quanto nella loro esperienza hanno notato che i videogiocatori sfogano le loro ansie ed i loro timori proprio attraverso l’atto ludico.

Insomma, questa decisione farà sicuramente discutere. Voi che ne pensate? Fatecelo sapere!

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Carlo D'Alise

Videogiocatore dagli indimenticabili tempi dello SNES. Praticante avvocato nel tempo libero, appassionato in particolare di Action, Soulslike ed RPG, ma in generale del videogioco in (quasi) tutte le sue declinazioni. Sono ad un panino dall'obesità.