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PS5, parla Cory Barlog: “Non mi piacciono queste situazioni come sviluppatore”

Cory Barlog

Il papà di God of War parla del suo rapporto con i cambi generazionali

God of War ha portato PlayStation 4 al suo nuovo limite tecnico, con un colpo d’occhio da urlo e una buona componente ludica. Proprio per questo, Daily Star ha intervistato Cory Barlog, Director della saga presso Sony Santa Monica. In particolare, nell’ambito tecnico, la testata ha chiesto a Barlog di parlare di PS5, o più in generale della future console Sony. Come è vissuto il cambio generazionale da uno sviluppatore? Cosa comporta passare ad un hardware più potente? La sua dichiarazione è molto interessante, mettendosi nei panni di chi lavora dietro le quinte.

Cory Barlog

Tradotto in Italiano

“Penso che maggiore potenza sia sempre un bene. Mi è piaciuto passare da PS4 a PS4 Pro, nel senso che da PS3 a PS4 è parso, sai com’è, come se avessimo dovuto buttare via tutto. Abbiamo dovuto rifare tutto. Non mi piacciono queste situazioni come sviluppatore. Ma, se potessimo continuare a crescere, penso che questo ci permetterebbe semplicemente di spingere i limiti senza doverci spremere di nuovo le meningi e decidere tutto da capo.

Quindi, abbraccerò l’avvento di nuovo hardware, ma da sviluppatore non mi vedrete mai chiederne ancora. Penso che più tempo abbiamo per familiarizzare, meglio è. God of War 2, per me, è stato incredibile perché eravamo esperti della piattaforma. Sai com’è, era alla fine del ciclo vitale di PS2, e conoscevamo tutto a riguardo. Avrei voluto creare un altro gioco su PS2!

Solo che tutti si era già spostati, e dunque “grande, dobbiamo scoprire PS3 adesso”. E PS4, la guardo più come se, immagino, potessimo crescerci esponenzialmente, come se si potesse prendere gli stessi giochi e guardarli ad una risoluzione migliore.

Quindi (parlando di generazioni future), se potessi far girare meglio un gioco anziché buttare tutto via e riprogrammare tutto per la generazione successiva, o una cosa del genere, finché ci espandiamo a questo modo, sarebbe bello.”

God of War

Versione originale

“I think incremental is always really good. I liked PS4 to PS4 pro in the sense that with PS3 and PS4, it felt like, we’ve got to throw everything out, you know? We had to redo everything. I don’t like those situations as a developer because I feel like I just got this thing.

But if we can continue to incrementally grow, I think that it simply just allows us to push the limits without having to rewire our brains and figure everything out again. So I’ll always embrace the new sort of advent of hardware but as a developer, you’re never going to find me sort of crying for more of that. I think the more times we can be familiar, the better.

God of War 2, for me, was great because we were experts at the platform. You know, it was at the end of the PS2’s lifecycle and we knew everything about it. I wanted to create another game on the PS2! It’s just everyone had already moved on and then it’s like, great, we’ve got to figure out PS3 now. And PS4, I look at it more as like, we can start, I think, exponentially growing with it but still feeling like you could take the same games and look at them at much higher resolution. 

So if I could run it much faster as opposed to throwing it all out and reprograming everything for the next generation or something. As long as we keep expanding like that, that’ll be great.”

Il papà di God of War si augura una futura console simile a PS4

Insomma, Cory Barlog è molto chiaro su questo: nuove console? Si, ma maggiore compatibilità con il lavoro fatto sulla precedente generazione. Dovere, ad ogni giro di boa, gettare via tutta la familiarità acquisita con un hardware è un grande dispendio di energie e tempo, dunque ci auguriamo che PlayStation 5 supporterà metodi di sviluppo analoghi a quelli di PS4, con cui Santa Monica ha dimostrato di essere abilissima. Avete letto la nostra recensione di God of War?

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Samuele Sanesi

Giocatore da sempre, Game Designer come stile di vita. Caporedattore nel tempo libero (a volte anche in quello occupato). Mangio salutare e bevo tanta acqua, perché i videogiochi tra settanta anni non si giocheranno da soli. Ho predilezione per ogni forma di intrattenimento ludico. Amo la mia città, le tradizioni Italiane e la mia famiglia. Uno dei miei hobby è la critica del Tiramisù. Ho visto navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione.