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Sicurezza mobile: Samsung boccia gli italiani

Per il 32% degli italiani il backup è un passo di hip hop

Lo smartphone, come già sappiamo, è diventato lo strumento tecnologico che utilizziamo maggiormente durante il giorno. Non è più un dispositivo hi-tech “qualunque”, ma un vero e proprio compagno di vita quotidiana, di cui ci serviamo per le più disparate funzioni. Abbiamo già visto, in un articolo precedente, l’impatto che l’uso del telefono ha avuto sulle nostre vite. Oggi, invece, ci soffermeremo sulla questione della sicurezza.
Argomento molto spesso sottovalutato, soprattutto dagli italiani.
Sembrerebbe, infatti, che solo un italiano su dieci sia consapevole che anche lo smartphone può essere colpito da un virus. 

Come usano lo smartphone gli italiani?

Per rispondere a questa domanda, Samsung ad aprile ha deciso di condurre uno studio, Samsung Trend Radar, proponendolo a circa 1500 italiani dai 16 ai 65 anni. Grazie all’indagine è stato possibile acquisire una panoramica dell’uso che gli italiani fanno del proprio telefono.
Dai risultati emersi, sembra che per la maggior parte degli italiani (il 62%) lo smartphone sia lo strumento tecnologico più amato. Viene sfruttato soprattutto per mantenersi in contatto con gli amici tramite le app di messaggistica istantanea, ma anche per moltissime altre funzioni.
Lo shopping online è il secondo in classifica: il 78% degli italiani utilizza lo smartphone per fare compere. Considerato più intuitivo del pc, meno ingombrante e più veloce, viene sfruttato dal 72% per la navigazione in rete.
Utile anche per svolgere commissioni personali, come prenotare viaggi, pagare le bollette scolastiche, accedere al proprio conto e perfino prenotare le visite mediche. Viene, infine, utilizzato per il download di musica e film, mentre sono quasi abbandonate del tutto le chiamate e gli SMS.

Il momento preferito per usare il telefono? La pausa pranzo (per il 43%) ma soprattutto la sera (per il 59%), davanti la TV. Per molti italiani, inoltre, rappresenta il primo pensiero appena svegli nonché l’ultimo prima di andare a dormire.

Entusiasti, ma superficiali

Nonostante il forte interesse manifestato dagli italiani, sono davvero in pochi quelli che si preoccupano veramente della questione della sicurezza. Quasi la metà dichiara di aver cambiato smartphone fino a tre volte negli ultimi cinque anni; inoltre, il 39% dimostra una conoscenza approfondita del proprio dispositivo. Nonostante questo entusiasmo però, i rischi nei confronti della protezione dello smartphone vengono considerati con superficialità.
Un italiano su dieci, infatti, non sa che il proprio telefono può essere attaccato da virus.

Questa negligenza, però, mette seriamente a rischio la sicurezza dei dati contenuti nello smartphone. Foto, video, documenti ma soprattutto file contenenti password o file bancari, se non protetti in modo adeguato, possono essere sottratti con facilità.

Sono veramente in pochi, l’8%, a prendere precauzioni adeguate, evitando di conservare dati troppo sensibili.

Meglio non parlare in termini tecnici

Particolarmente esilaranti sono stati i risultati riguardo la conoscenza dei termini tecnici.
Quasi il 40% degli intervistati pensa che il termine Trojan, nome del famoso malware, sia in realtà una parolaccia russa o una marca di un SUV. Un widget diventa il nome di film horror americano; mentre il dispositivo che supporta frequenze multiple per la comunicazione, Tri band, viene considerato una band musicale di tre componenti.
Una situazione che però denota un problema reale di ignoranza nei confronti della sicurezza dei propri dati. Carlo Barlocco, Presidente di Samsung Electronics Italia, ha commentato i dati dello studio. Secondo lui sarebbe necessario formare e istruire i consumatori per un utilizzo consapevole.

«Lo smartphone è il dispositivo preferito da 6 italiani su 10, supera tutti i dispositivi hi-tech nell’utilizzo quotidiano.
Dal nostro Trend Radar emerge però che solo il 10% circa degli italiani considera l’eventualità di rischi legati alla sicurezza dei dati contenuti nello smartphone a causa di attacchi potenziali di virus e questo deve farci riflettere.
Come Samsung siamo convinti dell’importanza della formazione dei consumatori, che oggi più che mai hanno bisogno di essere consapevoli degli strumenti che ci impegniamo a mettere a loro disposizione».

 

 

 

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Eleonora Amenta

Eleonora, 21 anni, (quasi sempre) da Roma.
Studio lingue, ma trovo sempre tempo per appassionarmi a qualcosa di nuovo.

Image credits: @maggiecoledraws on Instagram