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Michael Pachter: “Le casse premio? Esistono perché gli utenti sono stupidi”

Michael Pachter

Parole pesanti riguardo le casse premio da parte del famoso analista

Michael Pachter torna alla carica, stavolta ampliando l’annoso discorso delle loot box. Letteralmente sono le famose “casse premio” a pagamento, le quali hanno fatto discutere negli scorsi mesi, tanto da essere dichiarate gioco d’azzardo in alcuni paesi. Secondo Pachter, rinomato analista, le casse premio esistono dal momento che gli utenti sono stupidi e disposti a spendere. Durante un recente intervento in occasione di un evento di Video Game Bar Association di Los Angeles, Michael Pachter ha dichiarato quanto segue riguardo le casse premio e chi ne usufruisce. Nello stesso discorso, l’analista di Wedbush Securities ha parlato di vari argomenti, tra i quali anche gli esports.

Focalizzandosi sulle loot box, la dichiarazione è la seguente

“Perché ci sono le Loot Box? Perché gli utenti sono stupidi e spendono migliaia di dollari per provare ad ottenere l’oggetto difficile da avere. Se fosse messo in vendita per 500 dollari, invece, non lo comprerebbero. Penso fermamente che la soluzione cinese – pubblicare la probabilità di ottenere dati oggetti – sia la via da intraprendere. Un oggetto ha 1 possibilità su 250 di uscire da una cassa premio, oppure può essere comprato per 250 dollari. Dunque, le persone realizzano che dovrebbero aprire 250 casse da 600 dollari. A quel punto, acquisterebbero direttamente”

Casse Premio

“Why are there loot boxes? Because consumers are stupid and they’ll spend thousands of dollars trying to get that hard-to-get thing. If you put it up for sale for $500 they won’t buy it. I mean, I actually think the Chinese solution – posting the odds of getting each item – is the right way to do it. This thing has a 1-in-250 chance in the loot box, or you can buy it for $250. Then people realize, I have to buy 250 loot boxes for $600 to get it? Then they’ll just buy it.”

Pachter ritiene sprovveduto chi acquista casse premio per l’eventualità che la spesa superi il valore reale reale dell’oggetto desiderato. La soluzione, secondo l’analista, sarebbe adottare il modello cinese. Quest’ultimo fornisce gli strumenti concettuali per compiere scelte più sagge prima di compiere la spesa. Questo consiste nel dichiarare le probabilità di vincita, e al contempo di mettere in vendita diretta un dato oggetto. Siete d’accordo con Michael Pachter? Avete seguito tutta la diatriba riguardante le casse premio? Vi invitiamo a recuparere qualche articolo, per essere informati sulla vicenda.

L’Olanda dichiara alcune loot box “gioco d’azzardo”

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Samuele Sanesi

Giocatore da sempre, Game Designer come stile di vita. Caporedattore nel tempo libero (a volte anche in quello occupato). Mangio salutare e bevo tanta acqua, perché i videogiochi tra settanta anni non si giocheranno da soli. Ho predilezione per ogni forma di intrattenimento ludico. Amo la mia città, le tradizioni Italiane e la mia famiglia. Uno dei miei hobby è la critica del Tiramisù. Ho visto navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione.