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Smartphone Tech

Serie Huawei P: come si è evoluta negli anni?

Bentornati, e benvenuti a una nuova tappa del nostro viaggio attraverso la storia dei maggiori brand della telefonia. Dopo aver analizzato – nei precedenti articoli – gli storici produttori SamsungLG, è arrivato il momento di parlare del terzo incomodo: Huawei! La nota azienda cinese è riuscita a entrare stabilmente in un mercato difficile come quello degli smartphone. Al suo arrivo sul mercato era snobbata dalle masse; si pensava che i loro smartphone fossero scadenti, buoni soltanto per chi non volesse spendere molto. Il tempo ha dimostrato che Huawei è molto più di questo! Anno dopo anno la qualità dei loro prodotti è cresciuta esponenzialmente; è stato senza ombra di dubbio il produttore con il margine di miglioramento più alto degli ultimi anni.

Huawei Serie P: da smartphone economico a ricercato top di gamma

La storia di Huawei è senz’altro una delle più interessanti, soprattutto se si considera il rapporto molto dinamico che ha avuto con i clienti. La sua marcia in più è stata quella di mettere in atto delle politiche aziendali spesso azzeccate, che hanno fatto cambiare la mentalità di milioni di consumatori. Il mercato degli smartphone, come molti sapranno, è fortemente condizionato dall’influenza che un brand riesce ad avere sugli acquirenti. Questa circostanza comporta una barriera all’entrata per i nuovi produttori, incapaci di vendere quanto vorrebbero perché poco richiesti dalle masse. Molte persone ad esempio comprano un iPhone solo perché viene prodotto da Apple. Capirete che per Huawei, riuscire ad ottenere una quota di mercato del 20%, contro il 25% di Apple non è da poco. Nel 2017 l’azienda cinese è riuscita a piazzarsi al terzo posto tra i produttori mondiali, alle spalle della casa di Cupertino e dell’ancora irraggiungibile Samsung.

Analizzando singolarmente i modelli della serie top Huawei P, sarà più semplice capire le ragioni di questo successo:

Huawei P7

Ascend P7 è stato il primo top di gamma di Huawei. Sebbene le premesse fossero buone, ancora non poteva essere considerato un top di gamma in assoluto, soprattutto alla luce di quanto la concorreza offrisse nel 2014. I diretti rivali di P7 erano Galaxy S5, LG G3 e Sony Z2 tutti smartphone con i quali ancora Huawei non riusciva a reggere il confronto. P7 però aveva una freccia al suo arco di non poco conto: il prezzo! Con soli 399 euro di listino è entrato nelle grazie di chi non voleva spendere i 700 euro richiesti dalla concorrenza. La nota dolente riguardava il processore proprietario Kirin 910T che non era lontanamente equiparabile al famigerato Snapdragon 800.

Al netto degli elementi negativi, frutto della poca esperienza maturata da Huawei, tutto il resto era assolutamente positivo. Il design senza dubbio il suo punto forte, è stato uno dei primi smartphone ad adottare una scocca in vetro unibody con uno spessore di soli 6.5 millimetri! Il display era un’unità da 5 pollici con risoluzione FullHD e tecnologia IPS, da molti all’epoca è stato indicato come uno dei migliori sul mercato, con angoli di visione perfetti e luminosità molto alta. La sensazione generale era di tenere tra le mani un prodotto veramente solido, con una qualità costruttiva eccellente. Molto buona anche la fotocamera principale da 13 MegaPixel, in grado di scattare ottime foto in diverse condizioni di luce. Huawei P7 non è stato uno smartphone memorabile, ha il merito però di aver gettato le basi del successo attuale della compagnia.

Huawei P8

L’anno seguente Huawei, facendo tesoro dei propri errori, ha lanciato sul mercato P8: definendolo come un top di gamma a tutti gli effetti caratterizzato da un prezzo accessibile a tutti. Con il nuovo modello l’azienda ha deciso di tagliare i ponti con il passato, abbandonando il vetro per passare ad una scocca in alluminio. Stavolta a bordo di P8 troviamo un processore Kirin 930 all’altezza della concorrenza, grazie anche ai 3 GB di RAM non aveva più nulla da invidiare alle controparti in termini di potenza.

Il display cresce di dimensioni diventando un 5.2 pollici restando però un Full HD. Inoltre la tecnologia rimane la medesima, adottando ancora una volta un pannello IPS. Migliorata notevolmente invece la durata della batteria, tallone d’Achille di P7 che purtroppo non arrivava a sera dopo una giornata di utilizzo. L’intenzione di Huawei di paragonarsi alle grandi aziende si evince anche dal prezzo di questo modello diventato di 599 euro, ben 200 euro in più del predecessore.

 

Huawei P9 – P9 Plus

Nel 2016 Huawei scelse addirittura di raddoppiare la sua offerta top di gamma, presentando due dispositivi simili nell’aspetto ma dalle caratteristiche profondamente diverse: P9 e P9 Plus. Seguendo l’esempio di altri brand ha adottato l’accoppiata smartphone/phablet, riuscendo a convincere così una vasta platea di consumatori. Diversamente da ciò che accade con gli altri produttori, dove le differenze tra i due top di gamma presentati sono marginali; con Huawei ci si trova di fronte a due prodotti caratterizzati da un divario abissale in termini di caratteristiche. Sembra quasi che attraverso questa strategia si voglia spingere l’acquirente a comprare la versione Plus, si vuole innescare nella mente del consumatore l’idea di spendere di più per avere un prodotto migliore.

I due smartphone hanno in comune soltanto il processore, un octa-core Kirin 955, la doppia fotocamera con sensore monocromatico e il sensore d’impronte posteriore. Per quanto riguarda le differenze, P9 plus monta un display Amoled Full HD da 5.5 pollici con 3D touch, ben 4 GB di RAM, 64 GB di storage e una batteria da 3400 mAh. P9 invece possiede un display da 5.2 pollici Full HD IPS – scelta che ha fatto storcere il naso a molti, soli 3 GB di Ram, 32 GB di storage e batteria da 3000 mAh. La differenza più grande infine l’ha fatta il prezzo che è stato di 749 euro per il fratello maggiore e di 599 euro per la controparte, 150 euro di differenza pienamente giustificati dal divario di qualità presente tra i dispositivi.

Huawei P10 – P10 Plus

Spinta dal successo mondiale di vendite di P9, Huawei nel 2017 torna a proporre la stessa strategia adottata in passato, presentando nuovamente due smartphone molto diversi tra loro. Tra i due prodotti non vi è alcuna differenza estetica, se non quella relativa alle dimensioni. Il sensore d’impronte è stato spostato nella comodissima posizione anteriore, la back cover rimane in metallo con finitura soft touch. Le fotocamere vengono posizionate all’interno di una striscia in vetro, composte da due sensori rispettivamente da 12 e 20 MegaPixel.

Le vere differenze tuttavia sono all’interno, con il modello premium questa volta hanno deciso di fare sul serio: presentando un hardware in grado di competere facilmente con i prodotti dei colossi Samsung e Apple. Lasciando da parte il fratello minore, prendiamo in considerazione il modello più performante. P10 Pro infatti monta il processore Kirin 960, 6 GB di RAM e 128 GB di storage, impossibile chiedere di più all’epoca in termini di potenza e spazio di archiviazione.

Nonostante la batteria fosse da ben 3750 mAh non aveva una buona autonomia, riuscendo a durare addirittura meno dei concorrenti che montavano batterie meno capienti. Tutto perfetto tranne per il prezzo, capace di scatenare infinite polemiche in parte comprensibili. Huawei chiedeva infatti per questo dispositivo ben 829 euro; prezzo che seppur in linea con quanto richiesto dagli altri produttori, andava completamente contro la loro filosofia iniziale: quella di commercializzare un top di gamma accessibile tutti.

Huawei P20 – P20 Pro

È arrivato il momento di parlare degli ultimi arrivati in casa Huawei, presentati da pochissimi mesi: P20 e P20 Pro! Nell’analisi di questi prodotti è doveroso iniziare dal design, elemento che cambia totalmente rispetto ai predecessori. Infatti, se messi accanto P10 e P20 non sembrano nemmeno prodotti della stessa serie. Sulla parte anteriore troviamo ormai l’immancabile notch, che va a sostituire la cornice superiore con la possibilità di essere nascosto. Il sensore d’impronte rimane sul davanti, quasi nascosto all’interno della cornice inferiore. Il posteriore è ritornato nuovamente in vetro in onore del suo capostipite P7, offrendo delle colorazioni molto particolari che cambiano in base alla luce.

Le differenze tra i due modelli questa volta sono ancora più marcate che in passato, specialmente in relazione al comparto fotografico. Mentre P20 monta le medesime fotocamere già viste su Mate 10, P20 Pro è riuscito ad ottenere lo scettro di miglior cameraphone sul mercato! Stiamo parlando di un incredibile modulo fotografico composto da 3 sensori di cui uno da 40 MegaPixel. Le foto di questo smartphone non hanno rivali soprattutto in condizioni di luce difficili. Inoltre è possibile effettuare degli scatti con uno zoom ibrido pari a 5x.

P20 Pro

Come fatto in precedenza analizziamo le caratteristiche del modello di punta, che rimane comunque il preferito dagli acquirenti. P20 Pro possiede un display Oled FullVision da 6.1 pollici (risulta interessante osservare come Huawei non aumenti ancora la risoluzione dei suoi schermi rimanendo sul FullHD). Come ormai da tradizione troviamo un hardware di tutto rispetto con il Soc Kirin 970 affiancato da 6 GB di RAM. La vera ciliegina sulla torta però è la batteria, costituita da un’unità da 4000 mAh che promette miracoli. Purtroppo non possiamo darvi maggiori dettagli sulla durata, visto che ancora siamo in attesa del sample per la recensione. Non stupisce più il prezzo che questa volta è di 899 euro, in linea con la concorrenza.

Un brand in continua crescita

Siamo arrivati alla fine di questo intrecciato viaggio, in soli 5 anni Huawei è riuscita a ritagliarsi una fetta di pubblico non indifferente. I suoi prodotti sono passati dall’essere “disprezzati” da tutti come dei cinesoni, all’essere diventati oggetti del desiderio per molti. Se aveste chiesto a qualcuno 5 anni fa: «saresti disposto a spendere 900 euro per uno smartphone Huawei?» nessuno ci avrebbe  mai pensato e prendendovi per matti, oggi invece è diventata la normalità.

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