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Facebook banna mezzo miliardo di profili falsi

Continua la battaglia di Facebook per la stabilità della piattaforma più utilizzata mondo. Solo nei primi tre mesi del 2018, sono stati rimossi più di 800 milioni di contenuti che non rispettavano il regolamento. Secondo l’azienda, quasi tutti sono stati individuati grazie all’utilizzo dell’intelligenza artificiale, quindi senza le segnalazioni degli utenti.

Un vero e proprio “mattatoio”

Dopo aver messo in atto un piano di lavoro specifico per garantire la protezione dei dati, ora Facebook lavora sodo per rimuovere i contenuti spazzatura. L’operazione è stata illustrata in un report relativo all’applicazione degli Standard della Community. In primo luogo, si è deciso di impiegare l’intelligenza artificiale per smascherare i profili falsi. La maggior parte di questi sono stati bannati dopo pochi minuti dalla loro creazione, ma secondo le stime è possibile che almeno il 3-4% degli utenti attivi sia in realtà composto da fake. L’utilizzo di questi profili “fantasma” è prettamente commerciale. Vengono infatti sfruttati per spammare notizie e prodotti, o per sponsorizzare un contenuto evitando le inserzioni a pagamento. Stando ai dati raccolti, sarebbero 583 milioni i profili colpiti nei primi tre mesi del 2018.

Pulizia dei contenuti

Oltre ai profili falsi, Facebook si sta impegnando per contrastare anche tutti quei contenuti che possono urtare la sensibilità degli utenti. Nello specifico, parliamo di materiale di nudo (anche pornografico), violenza e incitamento all’odio. Nel primo trimestre sono stati rimossi ben 21 milioni di contenuti, di cui il 96% prima ancora di essere segnalati. La strada è ancora lunga, soprattutto perché la IA non è in grado di distinguere il contenuto “malevolo” da quello pubblicato a fini educativi. Per poter analizzare al meglio un contenuto, è necessaria una enorme quantità di dati, che può essere raccolta solo con l’aiuto umano. Per questo motivo, diversi team di revisione sono costantemente all’opera per analizzare i contenuti pubblicati.

Dopo il polverone alzato dal caso Cambridge Analytica, è evidente l’impegno da parte di Facebook per salvaguardare i propri utenti. Sperando che resti costante nel tempo e non sia solo un “contentino” per salvare l’immagine.

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