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Apple: dopo il riconoscimento del volto tocca alle vene?

É risaputo: se ogni brevetto registrato da Samsung, Apple e Google venisse poi davvero implementato nella vita reale, probabilmente oggi vivremmo dentro Star Trek.
Eppure, ogni tanto emergono idee e tecnologie che meritano un attimo in più di attenzione prima di essere catalogate come “irrealizzabili”.

Il brevetto

Il brevetto di cui stiamo parlando è stato approvato qualche giorno fa dal Patent and Trademark Office degli Stati Uniti, nonostante risalga al lontano 2015. E ad avanzare la particolare idea è stata proprio Apple.

L’azienda di Cupertino, infatti, sembra decisa a non vedere il Face ID come punto di arrivo lato autenticazione e sicurezza, e ha dunque in mente un nuovo metodo che potrebbe essere più sicuro di ogni altro. Si tratta del rilevamento dei vasi sanguigni presenti sulla superficie della pelle.

Il funzionamento

La proposta è davvero interessante e guarda sicuramente al futuro, ma cerchiamo di capire come dovrebbe funzionare il sistema.

Si tratta di una tecnologia che implementa un emettitore, il quale lancerà una rapida serie di impulsi infrarossi. Questi attraverseranno la pelle dell’utente e verranno riflessi dalle sue vene. I raggi saranno poi ricevuti da un sensore dedicato, che successivamente genererà una mappa dei vasi sanguigni del soggetto ed eventualmente una mappa tridimensionale del volto scansionato.

Volto ma non solo. Stando al brevetto, sarebbe infatti in studio la possibilità di utilizzare la stessa tecnologia anche per la scansione del sistema venoso della mano. Questo è infatti molto complicato, e considerato quasi impossibile da emulare.

Che senso ha?

Come si può immaginare, non si tratta di una tecnologia di facile implementazione. E allora verrebbe da chiedersi qual è l’utilità di sviluppare un sistema del genere.

I motivi in realtà sono più di uno, ma andiamo per ordine:

  1. Sicurezza: uno strumento del genere, affiancato a un “normale” riconoscimento facciale, avrebbe un tasso di fallimento pari a uno su un milione. Addirittura, stando alle dichirazioni della casa di Cupertino, sarebbe in grado di distinguere due gemelli omozigoti, che attualmente mettono in crisi il sistema Apple. Sarebbe inoltre impossibile eluderlo tramite l’uso di maschere, per ovvi motivi.
  2. Igiene: potrà sembrare strano, ma non è un punto da sottovalutare. Pensate infatti al numero di batteri che per un motivo o per un altro entrano in contatto con, per esempio, un sensore di impronte. In questo modo, si ridurrebbe considerevolmente il rischio di possibili infezioni.

Quando?

Vi è salito l’hype e non vedete l’ora di farvi scansionare ogni più piccolo capillare dal nuovo smartphone dalla mela morsicata?

Beh, vi toccherà armarvi di tanta pazienza e di ancora più fiducia. Già, perchè come si diceva all’inizio, è un brevetto, e come tale potrebbe anche non vedere mai la luce del sole.

Non è però impossibile che l’idea venga invece utilizzata come base per lo sviluppo di nuovi metodi di autenticazione ancora più sicuri e funzionali.

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Marco Sacchet

Studente di ingegneria informatica, nerd da quando ne ho memoria, appassionato di android, spero di poter condividere con voi un po' della mia passione per tutto il mondo legato alla tecnologia e agli smartphone!