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Kingdom Hearts, il riassunto rapido della storia #CommodoreRecap

Kingdom Hearts

L’oscurità non conquisterà mai i nostri cuori

Questo 2018 sarà l’anno di Kingdom Hearts, o almeno si spera. Per celebrare la possibile imminente uscita di Kingdom Hearts III, attesissimo nuovo capitolo della saga Square Enix, abbiamo deciso di fare un po’ di chiarezza sulla trama della serie. Nonostante l’uscita delle varie versioni ReMix infatti, molti utenti non hanno ancora ben chiara la storia di Sora, Riku, Kairi e compagnia. Per questo motivo, noi di DrCommodore abbiamo pensato di guidare gli utenti alla scoperta della narrativa di Kingdom Hearts. Ogni settimana troverete su DrCommodore.it un articolo che ricapitola le gesta dei nostri eroi, capitolo dopo capitolo. Oggi iniziamo dal capostipite della saga: Kingdom Hearts, uscito su Playstation 2 nel lontanissimo 2002.

Le basi, fondamentali per capire la trama

Il mondo e la storia di Kingdom Hearts ruotano attorno ad una forte e quantomai classica contrapposizione tra luce e oscurità: un concetto semplice, ma che acquisisce un’interessante piega all’interno della serie. Nel mondo di Kingdom Hearts tale lotta è rappresentata egregiamente: la luce è una conquista, l’oscurità è più di una tentazione. Nel caso in cui il cuore di un individuo ceda totalmente all’oscurità, questo si trasformerà in un Heartless, un essere senza cuore, totalmente sopraffatto dal suo lato oscuro. Alla nascita di ogni Heartless corrisponde quella di un Nessuno, un guscio vuoto incapace di provare sentimenti. Vi sono però dei particolari casi in cui i Nessuno diventano esseri senzienti, ma di questo parleremo più avanti. Appresi questi concetti fondamentali, possiamo cominciare il nostro viaggio alla scoperta della storia di una delle saghe più amate degli ultimi anni.

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Le Isole del Destino e l’invasione degli Heartless, l’incipit di Kingdom Hearts

Il protagonista della storia è Sora, un giovane ragazzo che vive sulle Isole del Destino, un luogo piccolo ed incantato dove passa le sue giornate insieme a Kairi e Riku, i suoi migliori amici. La rivalità tra Sora e Riku, il primo più spensierato mentre il secondo più forte ed ambizioso, è palese sin dai primi momenti di gioco, e diverrà il motore di questo primo capitolo della saga. Sembra altresì palese che entrambi stiano cercando di conquistare il cuore di Kairi. Le Isole del Destino cominciano però a star strette ai tre amici, che intendono viaggiare alla volta di nuovi mondi. Per far questo, i tre costruiscono una zattera che possa portarli via mare verso regni sconosciuti. La loro tranquilla vita viene tuttavia sconvolta dall’apparizione di un misterioso uomo incappucciato che cerca di aprire una enigmatica porta apparsa in una caverna dell’isola.

Poco dopo Sora, Riku e Kairi dovranno fronteggiare l’arrivo degli Heartless sull’isola in cui vivono; tali mostruosità, invulnerabili a qualsiasi attacco, vogliono far sprofondare le Isole del Destino nell’oscurità. Tuttavia, durante la battaglia, Sora si ritrova in mano una enorme spada a forma di chiave: un arma leggendaria chiamata Keyblade, con cui riesce a sconfiggere gli invasori. Nonostante la vittoria ottenuta da Sora, le Isole del Destino sono ormai spacciate, e con esse anche Riku e Kairi. Il primo sembra aver ceduto all’oscurità del suo cuore, svanendo in essa, mentre la seconda viene risucchiata all’interno della misteriosa porta nominata in precedenza. Nel frattempo anche Sora, nel tentativo di salvare Kairi, viene teletrasportato in un nuovo mondo.

La Città di Mezzo ed i mondi Disney, nel vivo della storia

Sora si ritrova nella Città di Mezzo confuso dall’accaduto ed assalito nuovamente dagli Heartless, sempre più deboli alla sua arma. Durante la sua permanenza in città Sora farà la conoscenza di alcuni personaggi che gli riveleranno importanti informazioni riguardo al Keyblade e agli Heartless. Il giovane apprende dunque di essere stato scelto come custode del Keyblade e di essere l’unico in grado di fermare gli Heartless, liberando i loro cuori dall’oscurità.

Il più importante incontro che Sora farà nella Città di Mezzo è quello con Pippo e Paperino, fedeli emissari di Re Topolino, scomparso poco tempo prima. I due sono in cerca del custode del Keyblade sotto direttiva del proprio sovrano e, stringendo subito amicizia con Sora, intraprendono un viaggio alla ricerca di Riku, Kairi e Re Topolino viaggiando di mondo in mondo a bordo di un’astronave, la Gummiship, al fine di chiudere le magiche serrature presenti in essi evitando che gli Heartless prendano il sopravvento.

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Dopo tanti viaggi attraverso i mondi Disney, i tre arrivano alla Fortezza Oscura, residenza di Malefica, la quale è a capo sia degli Heartless sia dei cattivi Disney di ogni mondo. Malefica però non è altro che un burattino di Ansem, un Heartless dalla forma umana che ha intenzione di rapire le sette principesse dal cuore puro per sbloccare la serratura di Kingdom Hearts, regno che secondo lui è fonte primaria dell’oscurità. Durante l’esplorazione della Fortezza Oscura, Sora ritroverà un Riku soggiogato da Malefica ed Ansem con delle menzogne relative ai suoi amici più cari. Egli dunque ha ceduto completamente all’oscurità del suo cuore. Riku tuttavia darà prova di poter brandire il Keyblade e convincerà Paperino e Pippo che lui è il vero custode del Keyblade; i due, persuasi da Riku, abbandonano Sora.

La rivelazione in vista del finale

Dopo essersi ripreso dallo shock iniziale, Sora sfida Riku, e riesce ad avere la meglio anche grazie al ritorno di Pippo e Paperino. Dopo questa sconfitta Riku viene sollecitato da Ansem ad abbandonarsi all’oscurità più totale per diventare più forte. Nel frattempo Sora, Pippo e Paperino sconfiggono Malefica facendola ritirare dalle scene. Sempre all’interno della Fortezza Oscura, Sora troverà il corpo di Kairi, la quale non si è più risvegliata dopo l’incidente alle Isole del Destino, in quanto il suo cuore è dentro Sora.

Riku, ormai posseduto da Ansem, rivelerà al trio che Kairi in realtà è una delle sette principesse dal cuore puro, individui incapaci di cedere all’oscurità. Per salvare l’amata Kairi dunque, Sora decide di utilizzare il Keyblade artificiale creato da Ansem grazie ai cuori delle sei principesse per estrarre il suo cuore e donarlo alla ragazza. Così facendo tuttavia, Sora diventa un Heartless. Kairi però grazie alla luce del suo cuore riuscirà a far tornare Sora alla normalità.

La battaglia finale per le Isole del Destino

Abbandonata la Fortezza Oscura, Sora ed i suoi compagni si ritrovano sulle Isole del Destino, luogo in cui comincerà la battaglia finale con Ansem. Durante la battaglia, l’Heartless definitivo tenta invano di aprire la porta che conduce al Kingdom Hearts, al fine di assorbirne l’oscurità e diventare imbattibile. Kingdom Hearts però non ha oscurità all’interno di esso, ma solo pura luce. L’errore di valutazione di Ansem dunque ha condotto lo stesso ad una feroce sconfitta. La porta che conduce al Kingdom Hearts tuttavia ha connesso il mondo della luce a quello dell’oscurità, e deve essere chiusa. Per evitare che gli Heartless prendano il sopravvento, i nostri eroi aiutati da Re Topolino e Riku, tornato in sé, riescono a chiudere la porta di Kingdom Hearts. Tuttavia, Re Topolino e Riku restano bloccati nel Regno dell’oscurità, senza alcuna apparente via d’uscita.

Kingdom Hearts

I mondi distrutti dagli Heartless e corrotti dall’oscurità cominciano quindi a riformarsi. Sora, Paperino e Pippo si ritrovano poi in un misterioso prato dove incontrano Pluto, avente con sé una lettera con il sigillo regale di Topolino. I tre decidono di seguirlo nella speranza di trovare il Re ma si troveranno davanti ad un enorme e misterioso castello. Intanto, grazie alla chiusura della porta per il Regno dell’Oscurità ed il ripristino dei mondi, Kairi è tornata alle Isole del destino.

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L'autore

Mirko Proietti

Videogiocatore dal 1999, all'età di 3 anni la prima esperienza con Mega Drive e PlayStation in contemporanea. Predilige il genere Platform, ma da sempre mantiene una visione a 360 gradi del panorama videoludico. Laureato in comunicazione e orientato allo sviluppo tecnologico, cerca la completezza nella produzione del videogioco, che tende a considerare un'arte vera e propria.

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