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Tutti pazzi per Questland! La nostra recensione

Questland

Questland, un sorprendente GDR per smartphone

Lo scorso 11 Aprile 2018, Questland: Turn Based RPG è stato rilasciato su Android. Dopo un periodo nel quale è stato disponibile solo su Apple Store, questo interessante titolo, ora scaricabile gratuitamente da Play Store, ha spopolato. I numeri totalizzati da Questland in poco più di 2 settimane sono certamente straordinari: su Play Store conta più di cinquecentomila download, ed è indicato come il terzo miglior gioco di ruolo della piattaforma; dopo Dungeon Hunter Champions e Hustle Castle. A cosa è dovuto l’incredibile successo del GDR mobile di Gamesture? Come fa Questland a risultare tanto avvincente da richiamare un simile numero di giocatori in così poco tempo? Noi di DrCommodore abbiamo deciso di provarlo a fondo, per cercare di rispondere a queste domande, e premettiamo già che ci siamo divertiti nel farlo.

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Un eroe fatto su misura

La prima cosa che farete su Questland sarà creare il vostro personaggio; come in ogni RPG che si rispetti, potrete modificare l’aspetto del vostro avatar. Gamesture ha preso davvero sul serio questa possibilità: oltre al sesso, si può scegliere tra numerose opzioni per personalizzare occhi, capelli, naso, tatuaggi facciali, cicatrici e altro ancora. Ciascuno di questi tratti presenta varie sfaccettature, che permettono di dare al vostro eroe l’aspetto che più vi si confà. Per i più pigri, nessun problema: è stato inserito un tasto che permette di creare un personaggio random, senza dover perdere tempo nella personalizzazione. Infine, il vostro avatar necessita di un nome. Sceglietelo con cura, perché non potrete avere lo stesso nome preso già da un altro giocatore online.

Una classica avventura

Eccoci arrivati a Valia, il mondo dove Questland è ambientato. Qui, il viaggio in cui vi imbarcherete vi farà attraversare tutto il continente, e tutti i suoi biomi; in compagnia di una bella elfa e di un rozzo ma simpatico guerriero, e poi di altri personaggi (niente spoiler!) vi avventurerete alla ricerca del motivo per cui Valia è minacciata dalla distruzione, scoprendo così tutti i suoi segreti e le sue storie, e affrontando nel frattempo innumerevoli nemici. La trama di Questland, così come i suoi personaggi, sebbene siano molto tradizionali per un RPG, sono comunque interessanti. Attraverserete foreste, spiagge, mari, montagne, paludi e tunnel per superare gli stage che vi separano dal prossimo pezzo di storia, segnato dai simpatici dialoghi che caratterizzano il progredire del viaggio.

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“Livellare”, che passione

Di nuovo, come ogni buon GDR, Questland presenta un sistema di progressione del personaggio a livelli. Livellare, tuttavia, non è per nulla fine a sé stesso: di livello in livello, ci permetterà di sbloccare nuove modalità e livelli di difficoltà; di migliorare il nostro equipaggiamento; e ci darà cospicue ricompense, necessarie per potenziare il nostro eroe. Lodevole come la progressione, molto graduale e ben strutturata, dia il giusto tempo al giocatore di comprendere le meccaniche che via via si vanno sbloccando. Salire di livello, se all’inizio è repentino, più avanti diventa progressivamente meno veloce, ma non meno semplice: infatti il gioco fornisce al giocatore moltissimi modi di acquisire punti esperienza, che se sfruttati a dovere rendono agevole raggiungere il prossimo livello.

Datemi un’arma, uno scudo e un’armatura, ma non solo

L’avatar, tuttavia, non diventerà più potente solamente livellando; anzi, il nostro livello di potenza dipende quasi esclusivamente dal nostro equipaggiamento. Questo è forse l’aspetto più interessante di Questland, ed è a ben vedere il vero motore dell’intero titolo. La sua complessità raggiunge livelli inaspettati, che richiederanno diverse ore di gioco per essere padroneggiati a pieno.

Il nostro eroe potrà difatti essere equipaggiato con un’arma primaria, una secondaria (generalmente uno scudo), elmo, corazza, stivali e guanti, nonché un pendente, un anello e infine un talismano. Tutti questi oggetti possono essere di 5 rarità diverse: base, non comune, raro, epico e leggendario. Ciascuno di essi può essere potenziato con l’utilizzo dell’eternium, una delle valute del gioco e far crescere così salute, resistenza e danno del personaggio che li indossa. Gli oggetti inutilizzati, infine, potranno, in una fase avanzata del gioco, essere esposti nelle “collezioni“, slot che ci garantiranno dei potenziamenti.

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Pensavate fosse finita qui? A complicare il tutto, ci sono i “Globi”, potenti oggetti, anch’essi di diverse rarità, che potremo “incastonare” nei pezzi di equipaggiamento. Questi ci daranno un boost alle statistiche, e potranno essere anch’essi potenziati con l’altra valuta principale del gioco, l’oro, o tramite infusione di determinate essenze.

Non si butta via niente

Questland è in questo senso molto complesso, e richiederà al giocatore di ragionare su quali equipaggiamenti valorizzare e quali scartare. Il tutto è ulteriormente sviluppato da un articolato sistema di craftingcon il quale potremo dare un senso agli oggetti “inutili”. Potremo riforgiarli, dividerli, fonderli, estrarne essenza e altre risorse, venderli, comprarli, scambiarli; insomma, le possibilità sono davvero tante, e ciascuna di queste azioni non è “automatica”. Al contrario, ogni attività richiede una valutazione in termine di costi-benefici, che si può comprendere a pieno solo dopo alcune ore di gioco.

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“Loot box” nel vero senso della parola

Tutti questi preziosi oggetti ed equipaggiamenti sono ottenibili gradualmente semplicemente giocando, completando missioni ed obiettivi, o aprendo diversi scrigni, che sono essenzialmente le loot box del gioco. Essendo free to play, era prevedibile che Questland ne contenesse; tuttavia, esse sono implementate senza scadere nel “pay to win”. Chiaramente sono previste microtransazioni, anche di notevole mole, ma, oltre al fatto che sono proposte frequentissime offerte, non è assolutamente necessario “shoppare” per progredire ed ottenere equipaggiamenti anche leggendari; il gioco presenta moltissimi modi per ottenere le classiche gemme, come le ricompense giornaliere, da spendere in preziosi scrigni.

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Fendenti, parate e incantesimi

Veniamo ora al punto dolente di Questland: il sistema di combattimento, su cui si incentra il gameplay. I combattimenti, in qualsiasi modalità, si svolgono appunto a turni; ogni nemico attacca dopo un certo numero di turni, mentre il nostro eroe potrà attaccare ogni turno, con un fendente normale, una palla di fuoco o una bufera di neve, oppure potrà decidere di curarsi per recuperare le energie perse. Nella campagna principale, si tratta di superare stage di 3 fasi ciascuno, in cui potremo incontrare diversi tipi di nemici; in base a quanti turni ci metteremo a farli fuori tutti, verremo valutati con delle stelle (da 1 a 3). In modalità invece come il PvP o “Sfida contro il Boss”, si tratterà di un botta e risposta di attacchi e incantesimi, fino a che uno dei due opponenti non perisce.

Il problema è proprio qui: nonostante si richieda talora una certa capacità tattica del giocatore, il combattimento risulta, dopo poco, molto ripetitivo. Ciò è aggravato dal fatto che i nemici sono di pochissime tipologie diverse, e non hanno attacchi speciali. Ci saremmo aspettati una maggiore attenzione in questo, vista la qualità generale del titolo.

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Guerra e Pace

Importante è anche la componente sociale online del titolo, che si suddivide in 3 grandi categorie: PvP, Eventi e Gilde. La modalità “Arena” permetterà ai giocatori di affrontarsi uno contro uno, in singolar tenzone, in una sorta di stadio. Vincendo, il giocatore guadagnerà posizioni nella classifica mondiale, e infine salirà di Lega. Anche qui dunque, come in altri titoli simili, ci sono varie fasce che attestano il potere del giocatore e gli garantiscono ricompense. Ci aspettiamo in futuro che questa modalità venga però ampliata, essendo ora piuttosto scarna e meccanica.

Gli Eventi sono un altro aspetto su cui secondo noi c’è da lavorare: sebbene siano frequenti e aggiungano sempre nuovi set a tema di oggetti, non sono per niente caratterizzati, o connotati da particolari forme di gameplay. Nonostante le offerte e le “nuove” modalità che aggiungono, in realtà si concretizzano in una riproposizione di quello che il gioco offre di per sé.

Infine, le Gilde sono sostanzialmente dei clan in cui i giocatori si potranno arruolare. Nonostante le potenzialità di questo strumento, le Gilde non aggiungono per ora molto; gli sviluppatori promettono in futuro missioni collettive e guerre tra Gilde, ma al momento l’unica cosa che si può fare è compiere determinate azioni, come donazioni, per incrementare il prestigio del clan.

Estetica semplice, ma efficace

La grafica e l’estetica sono molto semplici nel loro conceptma tremendamente appaganti. Da un lato, le ambientazioni, con il loro minimalismo e i loro colori pastello, risultano addirittura immersive; dall’altro, gli equipaggiamenti e i mostri, che presentano maggiore dettaglio e che si ispirano ampiamente all’iconografia dei GDR classici, provocano nel giocatore un senso di coinvolgimento notevole. Specialmente armi e armature, quando indossate, rendono bene l’idea del livello di potere raggiunto dall’eroe; ed è anche divertente vedere le diverse combinazioni dei vari set, che pur mischiandosi mantengono una certa armonia. Degna di nota è anche la colonna sonora, che con i suoi pochi ma convincenti brani, aumenta ancora di più il sentimento partecipativo del giocatore.

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Alcune note tecniche

Dal punto di vista tecnico, Questland è tutto sommato ben realizzato, e quasi completamente privo di bug. L’unico appunto che ci sentiamo di fare riguarda l’ottimizzazione del gioco: si sente il bisogno di un intervento in questo senso, vista la fatica che anche i dispositivi più tecnologici (noi abbiamo giocato su Samsung Galaxy S7 Edge) fanno a reggere il tutto. In alcuni punti, lo stuttering diventa fastidioso, e il dispositivo tende a surriscaldarsi eccessivamente; inutile dirlo, la batteria cala rapidamente. Apprezziamo infine la traduzione in italiano del gioco, che tuttavia non è completa: in varie parti del gioco i testi sono rimasti in inglese.

In conclusione

In conclusione, riteniamo che Questland sia un titolo mobile piacevolissimo, ottimo come passatempo per tutti i videogiocatori amanti dello stile GDR vecchio stampo, e che sono abituati ad un po’ di sano “grinding“. Tuttavia, c’è ancora margine di miglioramento, e Gamesture dovrebbe concentrarsi sui difetti del gioco negli aggiornamenti futuri, per evitare l’abbandono in massa della community.

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Questland - Turn Based RPG

7.6

Strutturazione

9.0/10

Trama

7.5/10

Grafica/Estetica

8.0/10

Gameplay

6.0/10

Pros

  • Progressione ben strutturata
  • Complessità inaspettata
  • Graficamente piacevole

Cons

  • Combattimento alla lunga ripetitivo
  • Componente online poco sviluppata
  • Ottimizzazione non perfetta
  • Localizzazione Italiana non completa

Giacomo Franzoso

Nato nel '97, appassionato di videogiochi sin da piccino, da quando mio padre mi regalò un'avventura grafica punta e clicca su Robinson Crusoe per PC. Sono cresciuto a suon di videogiochi Disney (quelli che vendevano col Topolino) e gestionali, ma il mio primo amore videoludico rimarrà sempre la serie di Fallout. Ora studio Giurisprudenza, mentre cerco di allargare i miei orizzonti virtuali. Pretty simple, right?