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OnePlus: “Tecnologia al servizio dell’uomo”

L’azienda che più di tutte ha contribuito a cambiare il significato di “Made in China” si racconta

Per molto tempo, il sistema operativo Android è sempre stato associato a Samsung: una relazione che ha avuto inizio anni fa, quando l’azienda coreana era una delle prime a utilizzare Android, e che tra alti e bassi continua a consolidarsi (ne abbiamo parlato proprio qui!).
La storia, però, ci insegna che un regno può entrare in crisi, quando entrano in campo degli avversali temibili. Tra le tante minacce al primato di Samsung figura sicuramente OnePlus, la startup cinese che nel giro di quattro anni si è inserita nello scenario della telefonia mondiale proponendo smartphone altamente performanti a prezzi contenuti.

 

L’intervista

Qual è il segreto di una scalata così rapida? A svelarcelo è Pete Lau, cofondatore e amministratore delegato di OnePlus. In un’intervista ha rivelato che il successo dell’azienda è dovuto essenzialmente a due fattori: attenzione ai dettagli e rinuncia ai metodi di marketing tradizionale. Gli smartphone, infatti, non sono reperibili in negozio, ma solo nello store online: “Abbiamo deciso di non spendere soldi in pubblicità e di vendere online: abbattere le spese del marketing e quelle relative alla distribuzione nei negozi ci permette di esser quel che siamo, ma non possiamo andare in perdita”.

La storia di OnePlus

Facciamo un piccolo passo indietro fino al 2013. La competizione tra Android e iOs inizia a trasformarsi in una gara a chi propone il device dal design più accattivante e innovativo. Tuttavia, la ricercatezza nei prodotti ha un “costo”: si assiste a un aumento dei prezzi, che naturalmente non passa inosservato agli occhi del grande pubblico.
Questo clima fornisce un terreno fertile per OnePlus, che sin da subito si fa strada tra i rivali adottando un approccio diametralmente opposto. Invece di pensare a far colpo sul pubblico inseguendo la moda del momento, l’azienda sceglie di offrire ai propri clienti smartphone di qualità pur mantenendo i prezzi bassi: “In genere partiamo sempre da quel che vorremmo avere sullo smartphone. Poi cerchiamo di arrivare al minor prezzo possibile”.

Ma non è solo la particolare strategia di marketing a distinguere Oneplus dagli altri brand. Il grande punto di forza della startup cinese è l’attezione ai dettagli e all’essenziale: quello che conta davvero è come questi dispositivi possano aiutare effettivamente le persone nella vita quotidiana. Come spiega lo stesso Lau:

“Non bisogna inseguire le mode, casomai cercare di capire come le nuove tecnologie possono aiutare le persone. La mia idea nel tempo non è cambiata: concentrarsi sul design, su un’interfaccia senza asperità, sulle prestazioni. E poi aggiungere solo quel che è davvero utile“.

 

L’arrivo di OnePlus 6

Naturalmente, l’intervista ha toccato anche un altro argomento “caldo”: la tanto attesa uscita di OnePlus 6. Il dispositivo monterà un processore Snapdragon 845 e una GPU Adreno 630 e sarà probabilmente disponibile in due varianti: una con 8 GB di RAM e 256 GB di spazio per l’archiviazione, e una con 6 GB di RAM e 128 GB di memoria.

Confermato anche il notch, senza non poche polemiche da parte degli utenti OnePlus, ma di dimensioni ridotte rispetto a quello di Iphone X. La scelta, spiega Lau, è stata fatta per una questione pratica, ovvero quella di massimizzare lo schermo e introdurre le gesture, ma viene offerta la possibilità di oscurarlo in landscape (la modalità orizzontale) a piacimento dell’utente.

Un prodotto che quindi, si dice, possa superare in potenza S9 e iPhone X, il tutto alla metà del prezzo (dai 450 ai 550 euro). Un prezzo comunque alto per OnePlus, che presentò il suo primo smartphone a meno di 300€, sfondando la soglia dei 500€ conOnePlus 5 nel 2017, facendo discutere i fan più nostalgici.

 

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Eleonora Amenta

Eleonora, 21 anni, (quasi sempre) da Roma.
Studio lingue, ma trovo sempre tempo per appassionarmi a qualcosa di nuovo.

Image credits: @maggiecoledraws on Instagram