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Huawei P20 e P20 Pro, scheda tecnica e riflessioni

Cari lettori, commodoriani e non, oggi vi parlo di Huawei P20 e P20 Pro. Purtroppo non siamo stati invitati alla presentazione a Parigi che si è tenuta ieri (speriamo di rimediare con l’eventuale Mate 20) e, in attesa (probabilmente lunga) del sample per la recensione vi parlo un po’ delle prime impressioni che ho avuto su questo dispositivo.

Ovviamente parlo per ciò che ho visto, è solo una riflessione!

Innanzitutto partiamo dalla scheda tecnica:

La famiglia P20 ha una scheda tecnica che riprende i passi della famiglia Mate 10: Kirin 970 con pp a 10nm e intelligenza artificiale, 4GB di RAM per la versione normale e 6GB di RAM per la versione pro, 64 GB di memoria interna per P20 e 128 per il pro. Questo è quel che c’è dentro. Non vi starò a parlare di batterie, prestazioni o che altro perché ha poco senso senza averli avuti in mano. L’unico che fa eccezione di questa famiglia a livello di processore è P20 Lite, “spoilerato” da alcuni negozi con l’ormai strabusato Kirin 659.
La parte più interessante di questi dispositivi (e qui mi soffermo sul Pro) è la tripla fotocamera:

  • 40MP con apertura f/1.8, sensore RGB 1/1.73″ con struttura Quad Bayer, lente con lunghezza focale equivalente a 27mm
  • cam secondaria da 20MP con apertira f/1.6, sensore monocromatico 1/2.78″, lente con lunghezza focale equivalente a 27mm
  • cam tele da 8MP con apertura f/2.4, sensore RGB 1/4.4″, lente con lunghezza focale eauivalente a 80mm, OIS
  • apertura di default equivalente a lunghezza focale di 55mm
  • PDAF sul sensore principali
  • registrazione video in 4K
  • video in slow-motion 720p @960fps

Insomma, quest anno Huawei si è proprio data da fare lato cam!

Design e materiali

Qui ho alcuni dubbi.
Partendo dal frontale, bellissimo, troviamo il mitico e ormai standard Notch. Che Huawei chiama simpaticamente “tacca”. C’è a chi piace e a chi no, io onestamente lo trovo un pugno in un occhio.
Fortunatamente Huawei ci viene incontro. Nelle impostazioni è presente un’opzione che consente di annerire la parte dove il Notch sbuca, in modo da rendere quell’area completamente adibita alle notifiche, orario, batteria e segnale. Un’opzione interessante che lo rende meno fastidioso. Questa soluzione si sposa benissimo con P20 Pro in quanto il display è un AMOLED e quindi i neri perfetti si mischieranno benissimo col nero della “tacca”. Per P20, hey, avremo probabilmente un po’ di grigini perché il display è un LCD.
Per quanto riguarda la parte posteriore: eccetto le colorazioni bellissime (specialmente quella cangiante) ho dei dubbi sui materiali: tutto plastica dietro. Ora, non che Huawei faccia le cose male eh, ma con gli smartphone con un rivestimento in plastica LUCIDA in quel modo, ho sempre avuto dei dubbi. A meno di trattamenti particolari della back cover saranno sicuramente soggetti a graffi e solchi, spero di sbagliarmi onestamente, e spero che la sensazione che diano per le mani non sia di un telefono “economico” visto il prezzo!

EDIT:C’è chi dice plastica, c’è chi dice vetro per il retro! Boh. Aspetto comunicazioni! 

Sistema

A bordo di questi smartphone troviamo la EMUI 8.0 basata su Android 8.1. Insomma, classica Emui, ci sono parecchie opzioni etc. Ben poco da dire! Per quel poco che ho visto dai video però si propone come uno smartphone reattivo e fulmineo. Speriamo di poterlo provare il prima possibile!

Disponibilità

Huawei P20 è disponibile da IERI per 679 Euro, per la versione normale e ben 899 Euro per la versione Pro. Merita una menzione speciale il Huawei Mate RS Porsche Design. Eh si, Huawei mantiene questo stile e propone un dispositivo con DUE sensori d’impronte digitali, uno dietro e uno sotto al display al modico e sicuramente IRRISORIO prezzo di.. 1675 EURO!
Wow. Nient altro da dire se non WOW.

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Federico Basanese

Caporedattore tech di DR COMMODORE
Mi piace mangiare (a chi non piace?) , soprattutto sushi. Non disdegno neanche la pizza e la carbonara. E nemmeno il cibo messicano. Quando recensisco un telefono la prima cosa che faccio è fare foto al cibo per testare la fotocamera. Fa ridere.