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Sea of Thieves, guida galattica per pirati solitari

Sea of Thieves

Lupi di mare o lupi solitari?

Siete dei lupi di mare, magari anche solitari? Questa guida è ciò che fa per voi! Quante volte dei pirati gradassi hanno fatto i prepotenti con voi, dall’alto del loro possente galeone? Quante volte vi siete affannati inutilmente per poi vedervi sottratto il tesoro da una indomabile tempesta, o da una palla di cannone di troppo? Ecco i consigli di DrCommodore per una modalità single-player che può esprimere tanto, da giocare in tranquillità e contemplazione. Andiamo con ordine, vedendo di volta in volta un problema diverso, tra quelli che possono sorgere giocando in single-player a Sea of Thieves.

Governare la nave, è davvero così impegnativo?

La modalità cooperativa ci abitua ad avere un navigatore sempre pronto a comunicare la rotta all’uomo del timone. Contemporaneamente, gli altri membri della ciurma pensano alle vele, ai cannoni, all’acqua e ad eventuali riparazioni. In solitaria, tutto ciò non può avvenire, ed il giocatore diventa una vera ciurma “one man”. Chiaramente, non aspettatevi la fluidità d’azione di una ciurma cooperante, ma con dei piccoli accorgimenti, la navigazione diventa più piacevole. Prima di salpare, ricordatevi sempre di issare completamente la vela maestra, dopodiché levate l’ancora. A questo modo potete ruotare su voi stessi, senza spostarvi. In caso contrario, il vento potrebbe spingervi verso riva, andando inevitabilmente incontro a delle falle. La loro riparazione, se in numero consistente, rappresenta un compito annoso per il giocatore singolo. Una volta capita la rotta da seguire, non c’è bisogno di ritornare in cabina per controllare volta volta di essere sulla retta via. La nave è costruita in modo tale da potersi affacciare sul tavolo della mappa direttamente dal balconcino del timone. Chiaro, non si accede alla navigazione della suddetta, ma per controllare la rotta ed eventualmente aggiustare il tiro, questa possibilità è una manna dal cielo.

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Occhio alle vele, e “non seguite le luci”

Poiché c’è bisogno di modificare di volta in volta l’angolazione delle vele, ciò che consigliamo è di bloccare il timone nella direzione desiderata, per poi allontanarsi in tranquillità. La direzione fissa si imposta lasciando il timone fermo sul pomello d’oro che comporta la vibrazione del controller Xbox One durante la rotazione del suddetto. Così facendo, potete allontanarvi per impostare le vele, ed eventualmente per rifornirvi nella stiva. Consigliamo, dal momento che sostenere uno scontro in solitaria è decisamente faticoso, di tenere spenta ogni lanterna a bordo della sloop. Ciurme più accorte, da lontano, potrebbero notare il bagliore emesso dal fuoco e di conseguenza decidere di avvicinarsi per rubare i vostri tesori – o per stringere amicizia, ma difficilmente un pirata ha buone intenzioni. Se volete navigare tranquilli, seguite questo consiglio ed abituatevi ad essere animali notturni.

State bassi e non fiatate

Ricordate di tenere sempre con voi una grossa quantità di assi, banane e palle di cannone. Avendo meno potenza di fuoco a disposizione, dovete essere sempre pronti a ricaricare i due cannoni presenti sul ponte. Inoltre, non avendo compagni a coprirvi le spalle, tenete sempre con voi il massimo delle banane. L’ultimo dettaglio, forse un po’ superfluo – ma che in un caso ci ha salvato il loot – consiste nel nascondere il proprio bottino nelle profondità della stiva. La stanza del capitano, ed ancor più il ponte, sono ben visibili dall’esterno. Questo vuol dire che una brava vedetta, munita di cannocchiale, potrebbe adocchiare da lontano le vostre casse, teschi o quant’altro. Non rischiate, fidatevi di DrCommodore.

Le missioni, cosa implica agire da soli?

Intraprendere missioni in solitaria comporta innanzitutto ritmi più distesi. Ciò che si compie con il contributo di quattro, o due, è molto più rapido rispetto a ciò che si può compiere lavorando da soli. Prendete il vostro tempo, e cercate di vedere Sea of Thieves con un’altra lente, più lirica e pacata. Se passate da una immediatamente precedente sessione cooperativa, dissotterrare tesori, recuperare teschi o catturare animali risulterà molto estenuante. Per questo, il primo consiglio che vi diamo è di sgombrare la mente, prendervi due o tre ore libere, e mettervi nell’ottica del relax più che del loot sfrenato.

Fatto? Bene, proseguiamo. Che il vostro loot siano forzieri, teschi o gabbie di animali, il consiglio principe è sempre lo stesso: non mettete in stiva il tesoro, finché non siete sicuri di salpare per un’altra isola. La cosa da fare, in questo caso, è nascondere il loot nelle vicinanze della nave, in attesa di aver finito la vostra ricerca sull’isola in cui avete attraccato. Un caso esemplare è quello in cui una nave nemica decida di affondare la vostra sloop proprio mentre siete a terra a sgobbare. Immaginate di avere la bellezza di due forzieri, un teschio e tre galline ingabbiate a bordo. Come vi sentireste? Ecco, seguite quanto detto e risparmiate le lacrime.

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L’Ordine delle Anime, se i nemici sono troppi?

Andiamo più nello specifico, quando accettate una missione dell’Ordine delle Anime, siete consapevoli di dover combattere contro agguerrite ciurme scheletro. In più persone, non ci sono grossi problemi: ci si compre le spalle a vicenda, ed in pochi minuti si torna sulla nave con il bottino. In single-player, la questione si fa più complessa. Per sopravvivere agli scheletri più corazzati e dotati, dovrete ricorrere ad un paio di simpatici escamotage. Capita spesso di essere sopraffatti numericamente, ed in questo caso consigliamo di imparare a padroneggiare il colpo di spada caricato. Una volta assimilato il tempo di cool down della mossa, ed il suo range, fare fuori orde di scheletri diventa cosa relativamente rapida – dal momento che ha potenza molto maggiore rispetto al fendente normale.

Tuttavia, nel caso degli scheletri dorati o ricoperti di vegetazione, questo non basta. I loro colpi di spada, pistola ed archibugio, mettono in ginocchio il giocatore con estrema facilità, quindi bisogna ricorrere all’artiglieria pesante. Disponete la nave parallela alla riva, non adiacente al bagno asciuga ma consistentemente lontano dalla terra ferma. Attirate i nemici sulla spiaggia, tornate alla nave, e prima che questi perdano interesse nel mandarvi all’aldilà, datevi alla pazza gioia coi cannoni. Due o tre palle ben piazzate, e siete pronti a salpare col bottino.

L’Alleanza del Mercante, quando il serpente sputa veleno

Le missioni di recupero animali, proposte dall’Alleanza del Mercante – raggiunti livelli più elevati – richiedono di catturare dei particolari serpenti con apposite ceste. La cosa non è semplice come catturare una gallina: il serpente non ci sta, si volta verso il giocatore e sputa veleno. Questo comporta la perdita di visibilità e la progressiva diminuzione della salute. Quando si gioca in ciurme più ampie, un pirata trasporta il rettile ed un compagno lo intrattiene con una canzone suonata alla Ghironda o alla Concertina – in modo che il serpente rabbonisca e non sputi veleno. Quando si è in solitaria? Il processo si fa macchinoso, ma non irrealizzabile. Vi basterà posare a terra la cesta contente il malo animale ad intervalli regolari di circa quindici secondi, che è la cadenza esatta con la quale dovrete incantare di volta in volta il serpente con della buona musica.

Una volta giunti alla nave, ricordatevi di piazzare la cesta nella parte più remota della stiva. Così facendo, non dovrete preoccuparvi di sputi velenosi ogni volta che scendete a controllare la mappa o a stivare qualche banana, asse di legno o a riempire il boccale di Grog.

Il momento clue, le battaglie navali

Detto senza peli sulla lingua: la soluzione migliore è spiegare vigorosamente le vele, mettersi con destrezza a favore di vento e darsela a gambe senza neanche dire mañana! La cosa può sembrare da codardi, ma invece è dimostrazione di buon senso. A meno che non siate Occhio di Falco e contemporaneamente Spike di Cowboy Bebop, tenere d’occhio la nave e sparare ad una imbarcazione nemica allo stesso tempo, è davvero difficile. In suddetto caso remoto, non dovreste essere su questa guida per scalzignudi.

Capire quando è il momento di ritirarsi, vuol dire essere buoni strateghi. In questo caso, significa anche saper riconoscere le qualità della propria sloop. Quest’ultima è sì più piccola e fragile, ma notevolmente più veloce e facile da manovrare rispetto al goffo galeone. Il nostro consiglio, dunque, è di non fare i coraggiosi e sfruttare al massimo suddetta peculiarità.

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Ma c’è anche il “modulo zonzo”

Non avete casse a bordo? Volete fare una folle azione eroica? Non siamo certo noi a dovervi dire come si abborda una nave avversaria, ma qualche suggerimento sul come farlo con stile, possiamo darvelo. Prima di tutto, allontanate la nave e fate in modo che la ciurma avversaria vi segua. Mentre quest’ultima è impegnata a posizionarsi per sparare con i cannoni, entra in gioco il rocket man sopito nel vostro cuore pirata. Impostate la traiettoria, entrate nel cannone, ed atterrate con nonchalance sul ponte della nave avversaria. Sussurrate “Hello there” con accento brittannico, e senza aspettarvi un “General Kenobi”, iniziate a randellare come potete. Probabilmente finirete nell’aldilà, ma ne sarà valsa la pena. Preferite un approccio più stealth? Il discorso è lo stesso, solo che dovete tenere conto degli squali nel mezzo.

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Samuele Sanesi

Giocatore da sempre, Game Designer come stile di vita. Caporedattore nel tempo libero (a volte anche in quello occupato). Mangio salutare e bevo tanta acqua, perché i videogiochi tra settanta anni non si giocheranno da soli. Ho predilezione per ogni forma di intrattenimento ludico. Amo la mia città, le tradizioni Italiane e la mia famiglia. Uno dei miei hobby è la critica del Tiramisù. Ho visto navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione.