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“La Playstation andrebbe abolita per legge” secondo La Stampa

Una giornalista de La Stampa critica il mondo videoludico

Alcuni utenti ci hanno gentilmente segnalato un ulteriore ed incresciosa presa di posizione dei media, questa volta italiani, contro la sfera dell’intrattenimento videoludico ed i suoi appassionati.

Pochi minuti fa infatti, sul sito de La Stampa è stato pubblicata una nuova lettera per la rubrica “La Posta del Cuore”, dove una delle redattrici della testata ha risposto ad una lettrice che ha dovuto interrompere la sua relazione amorosa poichè il suo ormai ex fidanzato passava le giornate “fra fumetti e Playstation, senza lavorare”.

La risposta della giornalista è stata nettamente sopra le righe: “Un ragazzo che passa il suo tempo alla playstation (andrebbe abolita per legge) o davanti ad altre realtà virtuali va evitato e inserito nella categoria co… (componi tu la parola come credi). Ma ne esistono di «normali» per fortuna”

Precisando che non sappiamo se tale opinione sia quella dell’intera redazione del noto quotidiano, la suddetta risposta non è altro che l’ennesimo ed inutile attacco al mondo dei videogiochi, ormai sempre più sotto bombardamento a causa anche del Presidente Trump, il quale ritrova in questi la causa principale dell’eccessiva ondata di violenza che sta colpendo da tempo gli Stati Uniti. Basterebbe tuttavia ragionare un minimo per capire che il problema sta nelle persone che sono incapaci di gestire gli eccessi in ogni tipo di situazione. I videogiochi sanno regalare esperienze che vanno ben al di là della mera violenza, sanno far riflettere ed emozionare, sanno unire e dividere, così come fanno tante altre forme d’arte ed intrattenimento che tuttavia non subiscono lo stesso trattamento denigratorio. Da giocatori ed appassionati quali siamo, dispiace vedere questo medium sotto costante attacco, e speriamo che, in futuro, saranno effettuate valutazioni più approfondite sulle reali cause che portano a determinati tipi di problemi. Come se non ne fossero già state fatte, e come se non fossero già stati smentiti legami effettivi tra sopracitati comportamenti e la fruizione di materiale videoludico.

Cosa pensate di questo increscioso episodio?

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L'autore

Carlo D'Alise

Videogiocatore dagli indimenticabili tempi dello SNES. Praticante avvocato nel tempo libero, appassionato in particolare di Action, Soulslike ed RPG, ma in generale del videogioco in (quasi) tutte le sue declinazioni. Sono ad un panino dall'obesità.

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