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Da Black Mirror alla realtà: il Sistema di Credito Sociale sbarca in Cina

La Cina è in procinto di lanciare un sistema nazionale di valutazione dei cittadini destinato a misurarne l’affidabilità agli occhi del governo

Tutti, di fronte ad un qualsiasi episodio di Black Mirror, ci siamo posti la fatidica domanda “E se un giorno diventasse realtà?”. Probabilmente più di qualche cittadino cinese si sta ponendo gli stessi interrogativi, a seguito dell’ultima trovata del governo locale che sembra uscita dal primo episodio della terza stagione, Nosedive.

Anche la Cina, infatti, ha deciso di assegnare a tutti i propri cittadini un “punteggio social” tramite il cosiddetto “Sistema di Credito Sociale“. Quella del credit scoring non è una pratica nuova. La differenza sostanziale sta nel fatto che, se solitamente viene impiegato nei sistemi finanziari, il modello cinese va ben oltre.

Attraverso una combinazione dei dati finanziari, di quelli relativi agli acquisti effettuati online, del comportamento sui social media e dei dati relativi alla storia lavorativa, il sistema produrrà uno scoring complessivo per ogni cittadino cinese. Un punteggio basso in questo scoring comporta delle sanzioni più o meno gravi. Ad esempio, a partire dal prossimo maggio, chi avrà un punteggio al di sotto di un certo limite non potrà più prendere treni o aerei per un anno.

nosedive black mirror

Il governo cinese ha iniziato a sperimentare il sistema nel 2014

Un certo numero di agenzie di servizi del credito sono state autorizzate a raccogliere, valutare e gestire le informazioni di credito dei cittadini. Tra queste, una di nome Anti Financial (affiliata con Alibaba) ha introdotto il sistema attraverso un’applicazione-gioco chiamata Sesame Credit.

Sesame Credit attraverso una serie di parametri e di valutazioni misura la bontà complessiva di una persona come cittadino. Il punteggio viene aggiornato ogni mese in base alle attività online del soggetto valutato, anche se in questo caso la valutazione è limitata alle attività effettuate sulle piattaforme e sui siti legati al network di Alibaba.

Ma come funziona questo sistema di scoring?

Secondo la descrizione ufficiale di Sesame Credit, il punteggio si basa su dati personali tra cui:

  • status sociale, istruzione e tipo di lavoro;
  • storia del credito, generata da Alipay o da altri database finanziari di collaboratori o enti affiliati ad Alibaba;
  • dati finanziari sulla liquidità posseduta, su azioni o investimenti;
  • il punteggio di credito dei propri collegamenti sociali;
  • modelli di comportamento sviluppati sulla base di attività e acquisti online.

Quale tipo di attività comportino la riduzione del credito non è noto, anche se in base ad indiscrezioni pubblicate sui principali social cinesi, come Weibo, sembra che la diffusione di fake news, principalmente a sfondo politico, sia uno dei motivi che causano un abbassamento del credito.

Così come l’applicazione indica i parametri che vengono presi in considerazione per calcolare il punteggio, allo stesso modo vengono anche enunciati alcuni suggerimenti per ottenere un punteggio alto, tra i quali:

  • utilizzare i pagamenti online (affiliati al network Alibaba) per l’acquisto di servizi costosi, come nel campo della finanza e degli investimenti;
  • registrarsi online utilizzando dati reali, quali nome, formazione e professione;
  • fare amicizia con le persone che hanno alti punteggi di credito sociale e toglierla a quelle con punteggi bassi, in particolare a quelle che online non usano il loro vero nome.

Gli ultimi due punti possono chiaramente essere intesi a sfondo politico. L’uso di dati reali sul web limita la diffusione delle sopracitate fake news. L’avere un alias permette di postare e diffondere notizie non veritiere (o notizie delle quali il governo vuole evitare la diffusione). In questo senso, sorge spontaneamente il dubbio che tutto il sistema sia un sofisticato mezzo di censura.

Una realtà distopica, definita orwelliana da molti

Non a caso questo sistema, che sembra uscito da un episodio della serie di Charlie Brooker, ha attirato le attenzioni e le preoccupazioni di molte organizzazioni internazionali per i diritti umani, nonché di diversi gruppi di blogger e attivisti anti-censura che hanno prontamente riferito e denunciato limiti e problemi di questo sistema di scoring.

E voi cosa ne pensate? Accettereste un sistema di social scoring del genere oppure lo vedete come una grave violazione delle libertà individuali?

Fatecelo sapere nei commenti!

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Gabriele Pati

Cresciuto con libri di cibernetica, insalate di matematica e una massiccia dose di cinema e tv, nel tempo libero studia ingegneria, pratica sport e cerca nuovi modi per conquistare il mondo.

Vanta il poco invidiabile record di essere stato uno dei primi con un account Netflix attivo alla mezzanotte del 22 ottobre 2015.