fbpx
Recensioni Videogames

Metal Gear Survive : l’Odissea made in Konami

Dopo aver ammazzato zombie di ogni tipo ed essere sopravvissuti a wormhole, esplosioni e combattimenti all’ultimo proiettile, siamo pronti finalmente a parlare di Metal Gear Survive, il nuovo gioco di Konami.

Una questione di nome.

Lo scorso 22 Febbraio è arrivato Metal Gear Survive, il tanto discusso nuovo capitolo di un brand che senza dubbio ha fatto la storia del medium.
Parlare di questo titolo è inevitabilmente difficile.
Sappiamo tutti il fardello che porta con sè questo gioco, un peso indissolubile con l’opera magna di Kojima. Un peso che ha fatto si che Survive diventasse per il pubblico un flop preannunciato.

Le piattaforme interessate
La triste sorte di DS2

Tutta una questione di nome insomma, che spesso  attribuisce una pregressa importanza ai titoli.
Nel recente passato ci sono stati esempi eclatanti, uno fra tutti il tanto odiato dai fan Dark Souls 2. Questo capitolo, è stato screditato dai fan poichè – oltre l’assenza di Hidetaka Miyazaki – il fandom non lo riteneva un souls degno di tale nome.
Questo non è necessariamente un male: come in ogni ambito ci sono degli estremi, è giusto avere delle aspettative da un brand affermato. Ma è altrettanto giusto essere piu’ distaccati, e non sentirsi personalmente offesi in caso di aspettative mancate.

Qui ci ricolleghiamo a Metal Gear Survive, un caso spinoso, delicato. Senza il papà di questa rivoluzionaria saga, aveva senso continuare col brand nonostante si tratti di uno spin-off? Per rispondere a questa domanda, capiamo più approfonditamente di che titolo si tratta.

Trama (davvero c’è una trama?)

Questo spin-off si colloca in un universo alternativo rispetto agli eventi di Ground Zeroes, collocandosi cronologicamente alla fine di esso. Successivamente all’attacco alla Mother Base dal quale Big Boss riesce a sfuggire, ma molti dei suoi fedeli soldati perdono la vita. Nel mezzo dello scontro si apre un wormhole che inizia a risucchiare parte della base stessa. Dopo questi avvenimenti, degli uomini appartenenti ad una misteriosa associazione si recano su ciò che resta della chiatta per identificare i cadaveri dei soldati.

Immagine del trailer d’annuncio

Prima di continuare con lo sviluppo della trama, c’è da dire che le cutscene sono registicamente curate, ma mancanti dell’evidente tocco distintivo dell’Hideo-Sensei. Proseguendo con la trama quindi, capiremo che questi uomini sono intenzionati a mandarci in missione nell’universo dall’altra parte di quel whormhole per farci recuperare l’energia Kuban. Questa fonte di energia prolifera in questa dimensione che altro non è che una Terra popolata dai Vaganti, creature assimilabili ai classici zombie che potrebbero far estinguere il genere umano. Una trama che, riferimenti continui a parte, prende voli pindarici e si distacca radicalmente dalla saga di Metal Gear.

Una trama fatta di zombie, wormhole e sopravvivenza

C’è da dire che tutte queste informazioni ci vengono date nella prima ora di gioco, questo infatti evidenzia l’estremamente lenta introduzione al titolo. In questo frangente verrete continuamente sommersi da tutorial-spiegoni ed introduzioni alla trama. La componente di gameplay è infatti appena di contorno. La trama è il vero punto dolente del titolo, non ha nulla a che fare con la saga alla quale appartiene. Tutto questo è marginalmente giustificato dal fatto che sia uno spin-off, ma risulta comunque piatta e priva di colpi di scena degni di nota.
Sono presenti inoltre continui riferimenti a TPP come la presenza del Sahelanthropus.
Ci si aspettava sì un capitolo che si discostasse ma che mantenesse almeno l’integrità caratteristica dei MG.
E invece, ci si ritrova un survival con gli zombie che nulla ha a che vedere con le precedenti creazioni Konami.

L’urlo disperato cercando l’aiuto di Big Boss

Solide fondamenta,ma per un palazzo di un piano solo.

Come avevamo già detto grazie alla demo, il gameplay di Survive prende le basi da quello di TPP. Un gameplay che come abbiamo potuto apprezzare, è praticamente perfetto per la formula stealth dei MGS. I dubbi nati dalla prova della beta erano che si trattasse di uno stile di gioco non adatto ad un survival frenetico. E invece, con grande stupore, la formula di gameplay si adatta perfettamente a Survive. Se partirete pieni di dubbi ed odio nei confronti del titolo, il gioco vi darà modo di ricredervi.

Mettendo da parte l’orgoglio da fan della saga, entrerete in un circolo vizioso nel quale direte “Ne voglio ancora”. Così riuscirà a catturarvi Survive. Le meccaniche di gioco sono molteplici e tutte utili, anche se anche in questo caso, fuorvianti rispetto ai soliti capitoli.

Lo skill tree

Nel titolo è presente anche un albero delle abilità. Infatti in base a quanta energia Kuban recupererete in giro per la mappa o uccidendo i Vaganti, otterrete dell’energia.
Migliorando attacco, vitalità o la destrezza potrete quindi potenziare il vostro sopravvissuto. Le features più interessanti sono quelle legate alla creazione di oggetti, armi etc. con conseguente acquisizione di materiali. Sono tanti infatti i banchi da lavoro presenti alla Mother Base che però approfondiremo più avanti.

La realizzazione di armi, armature, diversivi, barriere difensive, medicinali e cibo diventa la componente principale. Non vi mancheranno praticamente mai materiali poichè saranno continuamente reperibili nella mappa di gioco. Questo però solo a partire dalle fasi avanzate di gioco. Come già abbiamo detto infatti, l’inizio è estremamente lento e l’impatto col gioco sarà traumatico. Non lasciatevi scoraggiare, verrete ricompensati.

Tipica schermata di crafting

Un altro punto di forza del gameplay è il riuscire a comprendere più generi anche senza approfondirli troppo. Ci sono sezioni da vero e proprio gestionale ed altre da tower defense. Una dote aggiunta insomma che valorizza il titolo.
Queste componenti di gameplay quindi, sono ben solide e qualitativamente alte, ma non sfruttate al meglio da Konami. Affrontiamo ora le altre parti principali del gioco.

Missioni e combat system.

Come ben sappiamo, questo gioco si basa sulla sopravvivenza e resistenza contro i Vaganti. Le missioni sono forse l’occasione mancata per fare bene in Survive. Non variano tra loro e se non fosse per il gameplay avvincente sarebbero piatte e ripetitive. Le quest infatti riguardano il recupero di schede di memoria per la nostra IA personale Virgil. Altre invece, sono missioni esplorative o che comprendono la difesa dell’estrattore di minerali/generatore di wormhole. Come abbiamo detto nel gioco sono presenti le bossfight, poche ma valide e diversetra loro. Vari sono anche gli zombie che hanno abbastanza categorie. I vaganti, le vedette, i Vaganti armati, quelli meccanici o esplosivi.

I vari tipi di Vaganti

Un punto sul quale avrebbero potuto recuperare il valore delle missioni è il multiplayer. Ma purtroppo così non è. Per quanto sia divertente poter fare del puro survival coi propri amici, le missioni proposte sono sempre le stesse e non variano. Un vero peccato visto anche qui il potenziale a disposizione. Ciò che invece riesce a dare vere soddisfazioni, entrando in ambito secondario di gioco, sono i veri e propri dungeon sparsi per la mappa.

Come affrontare i vaganti

Passando al combat system invece, si apre un discorso ben più semplice. Le armi si dividono in corpo a corpo e da fuoco, senza contare i vari diversivi come mine molotov e granate. Per le armi da fuoco nulla da dire, usatele con parsimonia poichè i proiettili non sono infiniti e per craftarli potreste finire i materiali. Le armi corpo a corpo invece, che vi accompagneranno dalle prima fasi di gioco, hanno un grosso difetto: il movimento limitato. Infatti mentre attaccate con armi corpo a corpo non potrete muovervi durante gli attacchi, esponendovi alle masse di vaganti. Ciò non significa ovviamente il non poter indirizzare l’attacco, anzi potrete fare varie combo grazie anche alle abilità presenti nello skill tree come la destrezza o le varie combo.

Konami’s Metal Civilization Survive.

L’esplorazione è un altro dei punti cardini di Survival. Uno dei misteri che sveleremo del titolo, è quello della nebbia tossica che circonda grandi zone della mappa di gioco. Una mappa che altro non è che quella di The Phantom Pain ma in ambito apocalittico-catastrofico. Per esplorarla tutta ne passerà di tempo essendo un open world abbastanza vasto. Il vostro spostamento sarà facilitato come detto in precedenza dal teletrasporto tramite wormhole. Per esplorare però le zone avvolte dalla nebbia vi serviranno la vostra fedele mascherina e bombola d’ossigeno. Attenti anche alla quantità di ossigeno olre che alla vostra fame e sete.

Tipica fase gestionale

Il posto che sarà sempre il vostro angolo di paradiso in questo inferno, è la propria mother base. Questa è la componete gestionale che citavamo prima. Infatti, anche se non molto sfruttata come formula, starà a noi gestire il campo base. Sceglieremo noi quali impianti installare, che tipo di difese mettere e come espandere il nostro angolo felice. Tutto sommato una feature interessante di Survive. Per la mappa saranno presenti di tanto i tanto dei container o casse contenenti materiali utili. Questo riempie gli ampi spazi altrimenti vuoti delle aree, anche se in piccola parte. Un’ambietazione tutto sommato credibile per la storia quindi, accompagnati anche dalle creature che favoriscono l’immersione nel titolo.

KJP Forever.

Una delle notizie che più hanno fatto scalpore su Survive, è stato l’ipotetico messaggio di stima nei confronti di Kojima. Tirando le somme su questo titolo, Survive è sicuramente nella mediocrità. Non ha nè grossissimi difetti nè pregi degni di nota, è un gioco da sufficienza con potenziale da 9. Ma del resto i voti cosa sono se non numeri che lasciano il tempo che trovano. Questo Metal Gear è un gioco senza amore, amore di uno che ha a cuore la sua opera. Ormai il dado è tratto e la frattura Konami-Kojima è indissolubile.

KJP Forever.

Ma a quanto pare il team di sviluppo ha ancora a cuore gli insegnamenti del loro maestro e non vogliono dimenticarlo. Questo fa ben sperare per il futuro. Magari la svolta con una nova IP? Un nuovo capitolo canonico avrebbe senso? Il tempo ci darà le risposte. Intanto ci teniamo, con pregi e difetti, Metal Gear Survive.

Ricordatevi di seguirci su Youtube, Telegram e di raggiungerci sul nostro server Discord!
Restate su DrCommodore per altri contenuti e seguiteci sui nostri account Facebook ed Instagram!
Facebook Comments

Metal Gear Survive

37.99
7

Trama

6.0/10

Gameplay

8.5/10

Mondo di gioco

7.0/10

Combat System

7.0/10

Co-op

6.5/10

Pros

  • Gameplay solido
  • Sopravvivenza degne del genere
  • Presenza di sottogeneri come il tower defense e il gestionale

Cons

  • Trama piatta e priva di colpi di scena degni di nota
  • Missioni a lungo andare ripetitive
  • Co-op poco varia e monotona

Antonio Maddaluno

Cresciuto a pane e videogames, con la passione per la musica ed il cinema.
Fin dalla mia prima console, la Playstation 1, ho capito che sarebbe stato amore eterno. Sono convinto che i videogiochi siano arte e lotterò sempre per difendere questa definizione.
Mi hanno detto che nella vita sarei potuto diventare quello che volevo , ecco perchè adesso scrivo per DrCommodore.it