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Videogames

Le Elezioni Politiche spiegate da DrCommodore!

Elezioni in “Salsa Gaming”

Le Elezioni Politiche 2018 sono alle porte. Dopo mesi di campagna elettorale, gli Italiani ed i Commodoriani sono chiamati ad esprimersi sul futuro che desiderano per il Bel Paese. I Commodoriani, un gruppo ristretto se rapportato alla totalità dei votanti, ma assolutamente esplicativo quando si parla di prese di posizione. Degli esempi concreti li abbiamo quando si parla di console da gioco: “Sonari”, “Boxari” e famigerati “Nintendari”. Insomma, dei veri e proprio pseudopartiti, con idee, exempla e programmi. Chi da una parte rivendica l’innovazione, chi accusa l’altro di offerta ritrita, e chi cavalca l’onda dell’insuccesso della concorrenza: i paralleli tra le major videoludiche e l’offerta politica italiana, si sprecano. Perché non provare a reimmaginare in “Salsa Gaming” lo scenario che ha fatto da sfondo all’ultimo periodo di campagna?
DrCommodore, a poche ore dalle Elezioni, prende per assunto che il cittadino votante abbia già sviluppato le sue convinzioni in base ad una personale riflessione. Ci dissociamo da tutte le accuse di favoreggiamento.

Microsoft – PD

Modi di fare, di presentarsi e di perseverare, il parallelo è quasi scontato. Tra i due, corre solo qualche chiletto sulla pancia: Phil Spencer e Matteo Renzi. I rispettivi leader di Xbox e del Partito Democratico, si sforzano in tutti i modi di apparire giovanili ed accattivanti. Da una parte un amante delle belle camicie, dall’altra pure. Phil Spencer, adulato dagli irriducibili “Boxari”, ma vera e propria nemesi dei fan della concorrenza. Non si può dire lo stesso del boss di Rignano?

Diciamocelo, le conferenze E3 di Xbox sono sempre quelle più grandiose e spettacolari: automobili di lusso che piovono dall’alto, passerelle illuminate, stage sopraelevati e tanta autoreferenzialità. Allo stesso modo, il Partito Democratico organizza i suoi comizi altoborghesi – basti pensare alla Leopolda. Non vi basta?

Ahinoi, va detto: La divisione Xbox negli ultimi anni ha fatto tanti scivoloni. Errori nell’approccio comunicativo sono costati cari a Microsoft, in corrispondenza di un marketing aggressivo e di pronta risposta da parte di Sony. Non si può dire lo stesso del rapporto tra il Partito Democratico e il Movimento Cinque Stelle? Ogni svista del primo, fa la gioia del secondo, il quale si configura come un vero gatekeeper sul solco tracciato da mamma Sony.

Sony – Movimento 5 Stelle

Modi di reagire, di incalzare e di accattivare accomunano oltremodo Sony ed il Movimento Cinque Stelle. Come accennato, quest’ultimo si configura come un vero e proprio “incanalatore di dissenso”. Non vedete ancora la somiglianza? Nella campagna marketing pre lancio di PS4, Sony travasò masse di utenti Xbox verso l’ambiente PlayStation, incanalando il dissenso verso le politiche “No Usato” ed “Always Online” della concorrenza.

Ancora, come non paragonare l’atteggiamento sereno e gongolante di Luigi di Maio a quello di un Shuhei Yoshida che passeggia sul palco di E3 con in bocca una nuova IP? Tanto materiale presentato fresco, poi rivelatosi oltremodo classicone, quello proposto da Sony in questa Ottava Generazione. Allo stesso modo, il M5S parla di argomenti già discussi e ridiscussi, ma presentandoli con una velo di novità e di rivalsa ai meno informati.

C’è chi direbbe che Sony e Microsoft non siano così diverse: entrambe con gli stessi obiettivi di mercato, entrambe hanno sfoderato armi più grosse per tirare avanti la baracca, ed entrambe capaci di sfornare diversi giochi nelle diverse condizioni offerte dalla scorsa generazione. Che gli stessi individuino una somiglianza tra Partito Democratico e Movimento Cinque Stelle?

Nintendo – Lega

Ambe uscite da un periodo buio e triste, da una parte WiiU, dall’altra la Lega Nord di Umberto Bossi e compagnia. Da un lato una compagnia devastata, dall’altra un partito nella spazzatura. Eccoci qua, qualche anno dopo: Nintendo Switch che in vetta al mercato e la Lega – non più “Lega Nord” – più florida che mai. Miracolo? Ancora non sono arrivati i giocattoli di cartone.

Le similitudini si sprecano: Esattamente come Nintendo ha sempre con sé le sue serie “pilastro”, la Lega di Matteo Salvini porta avanti una sana dose di tradizionalismo. Tuttavia, entrambe, professano a modo loro l’innovazione – tra esperimenti riusciti ed altri un po’ meno (“Paddone”?). Da una parte, Nintendo prova in tutti i modi ad uscire dai costrutti rigorosi del videogioco contemporaneo, dall’altra la Lega vuole uscire dal cambio fisso e dalla moneta unica.

Un’altra somiglianza è innegabile: le prestazioni. In fondo, Matteo Salvini non è altro che un Nintendo Switch. Non ha certo l’appeal studiato dei concorrenti, come NSW non ha le performance delle avversarie. Talvolta è stato un po’ grottesco e zelante, come quel caletto di troppo nel frame rate di Breath of The Wild. Ci domandiamo, ci sarà mai un NSW Pro? Ed un MS Pro?

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Samuele Sanesi

Giocatore da sempre, Game Designer come stile di vita. Caporedattore nel tempo libero (a volte anche in quello occupato). Mangio salutare e bevo tanta acqua, perché i videogiochi tra settanta anni non si giocheranno da soli. Ho predilezione per ogni forma di intrattenimento ludico. Amo la mia città, le tradizioni Italiane e la mia famiglia. Uno dei miei hobby è la critica del Tiramisù. Ho visto navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione.